Distretto del Cibo di Udine nel registro nazionale: primo in Friuli Venezia Giulia

Dopo il riconoscimento della Regione, la rete udinese entra nel registro del Ministero: è la prima in FVG.

05 agosto 2026 12:37
Distretto del Cibo di Udine nel registro nazionale: primo in Friuli Venezia Giulia -
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UDINE - Il Distretto del Cibo di Udine ha completato l’iter istituzionale ed è oggi il primo in Friuli Venezia Giulia riconosciuto a livello nazionale. Dopo il via libera della Regione, arrivato a giugno, è arrivata anche l’iscrizione nel Registro nazionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste: un passaggio che apre alla rete udinese l’accesso agli strumenti dedicati ai distretti del cibo, compresi possibili finanziamenti ministeriali ed europei.

Il progetto, promosso dal Comune di Udine, mette insieme enti locali, istituzioni economiche, università, associazioni di categoria e aziende agricole con l’obiettivo di rafforzare le filiere locali, sostenere le imprese del comparto agroalimentare e sviluppare progetti condivisi su mercato di prossimità, innovazione e sostenibilità.

Chi fa parte del distretto

La rete riunisce 19 Comuni: Udine, Basiliano, Buttrio, Campoformido, Codroipo, Cividale del Friuli, Mariano del Friuli, Mereto di Tomba, Mortegliano, Pasian di Prato, Povoletto, Pradamano, Reana del Rojale, Remanzacco, Pozzuolo del Friuli, Ruda, Stregna, Talmassons e Tavagnacco.

Accanto ai Comuni partecipano la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, l’Università degli Studi di Udine, Udine Mercati, la Federazione provinciale Coldiretti Udine, Confagricoltura Udine, Confcooperative Alpe Adria e il Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Alla rete aderiscono già anche 13 aziende agricole del territorio.

Cosa cambia per il territorio

Il riconoscimento formale consente al distretto di entrare nella rete nazionale dei distretti del cibo e di candidarsi a misure di sostegno dedicate. Per il territorio significa poter costruire investimenti e progetti che, da sole, molte aziende avrebbero più difficoltà a realizzare.

Il percorso era partito lo scorso dicembre con la nascita dell’associazione. In pochi mesi è arrivato prima il riconoscimento regionale e poi l’inserimento nel registro ministeriale, completando così il passaggio necessario per l’operatività del nuovo soggetto.

Distretto del Cibo di Udine nel registro nazionale: primo in Friuli Venezia Giulia

Secondo il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Alessandro Venanzi, con il riconoscimento ministeriale si chiude la fase formale e si apre quella dei progetti concreti. Venanzi ha indicato nell’agroalimentare una componente centrale dell’economia friulana, sottolineando che il distretto punta a fare di Udine il punto di riferimento di una rete più ampia, capace di unire amministrazioni, imprese, università e categorie economiche.

Il peso del riconoscimento nazionale

Con l’ingresso di Udine, anche il Friuli Venezia Giulia compare per la prima volta nella mappa nazionale dei distretti del cibo. L’elenco ministeriale aggiornato al 21 luglio conta complessivamente 249 realtà riconosciute.

La regione con il maggior numero di distretti è la Toscana con 48, seguita da Calabria con 29, Sardegna con 24, Campania con 23 e Lombardia con 20. L’iscrizione del distretto udinese colma quindi un vuoto regionale e inserisce il sistema agroalimentare friulano in una rete già consolidata nel resto del Paese.

Il presidente del Distretto del Cibo di Udine, Cristiano Shaurli, ha spiegato che la particolarità del progetto sta nel non essere costruito attorno a un singolo prodotto, come avviene in molti altri casi in Italia, ma su un sistema territoriale più ampio. L’obiettivo dichiarato è mettere in rete istituzioni, imprese e ricerca per produrre sviluppo, puntando su sicurezza alimentare, sostenibilità e collaborazione tra i soggetti coinvolti.

La presentazione ufficiale del riconoscimento è avvenuta a Udine con la partecipazione dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari Stefano Zannier, del vicesindaco Alessandro Venanzi e del presidente del distretto Cristiano Shaurli.

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