Doc Friuli, chiuso l’iter tecnico del nuovo disciplinare: ora la Gazzetta Ufficiale
L’annuncio di Zannier al prevendemmiale di Assoenologi a Basiliano. Confronto anche su clima, stagione anticipata e vini dealcolati.
BASILIANO - La notizia arrivata dal prevendemmiale di Assoenologi riguarda soprattutto la Doc Friuli: si è chiuso con esito positivo il percorso di revisione del disciplinare e, dopo le comunicazioni ministeriali successive alle audizioni pubbliche favorevoli, il testo è ora avviato verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, passaggio che aprirà i termini per eventuali osservazioni.
L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier nel corso dell’incontro organizzato da Assoenologi Friuli Venezia Giulia nella sede del Consorzio agrario Fvg. Il confronto era dedicato al tema “Vini low e no alcol: tecnologie, norme e mercato” e all’andamento climatico della stagione vitivinicola.
Il nuovo disciplinare della Doc Friuli
Secondo quanto riferito dall’assessore, non si tratta di un aggiornamento limitato, ma di un disciplinare sostanzialmente nuovo, costruito dopo un lungo confronto tra i soggetti del comparto vitivinicolo regionale. Zannier ha ringraziato il Consorzio Doc Friuli e i partecipanti al lavoro di revisione, indicando il nuovo testo come uno strumento pensato per rappresentare l’intero territorio regionale e accompagnare il settore nelle prossime fasi di mercato.
Per il comparto si tratta di un passaggio rilevante perché arriva in un momento in cui la vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia deve misurarsi insieme con il cambiamento climatico, con una stagione anticipata e con consumi che stanno cambiando.
Vini low e no alcol, il confronto aperto nel settore
L’incontro, aperto dalla relazione del presidente di Assoenologi Matteo Lovo, ha messo al centro uno dei temi oggi più discussi nel vino: la crescita di interesse verso i vini dealcolati. Nel dibattito è stato evidenziato come il settore si trovi davanti a nuove opportunità commerciali e tecnologiche, che richiedono strumenti adeguati per enologi, imprese e istituzioni.
Zannier ha invitato il comparto ad affrontare il tema con pragmatismo. La sua posizione è che il futuro della vitivinicoltura regionale non sarà identificato in modo prevalente con i vini low e no alcol, ma che alcune aziende potranno scegliere di cogliere questa opportunità, mentre altre continueranno a concentrarsi sulle produzioni tradizionali. In entrambi i casi, il punto indicato dall’assessore è non chiudersi di fronte all’evoluzione del mercato.
Clima e vendemmia 2026 sotto osservazione
A margine dell’incontro, l’assessore ha richiamato l’attenzione anche sull’andamento della stagione vitivinicola 2026, sottolineando come temperature e precipitazioni incidano in modo diretto sia sulle quantità sia sulle caratteristiche qualitative della vendemmia.
Il quadro descritto durante il prevendemmiale è quello di una stagione anticipata, dentro un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico vengono considerati sempre più strutturali e non più episodici. In questo scenario, è stato ribadito il peso della gestione agronomica dei vigneti e del lavoro degli enologi nel mantenere standard qualitativi elevati.
Innovazione e qualità come linea per il Friuli Venezia Giulia
Nel suo intervento, Zannier ha sostenuto che il futuro della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia resterà legato alla qualità delle produzioni regionali, ma dovrà passare sempre di più attraverso l’innovazione. Il riferimento è all’uso di sistemi avanzati per la gestione dei dati, a tecniche agronomiche più evolute e alla capacità di progettare produzioni compatibili con un clima ormai cambiato in modo strutturale.
L’obiettivo indicato è adattare la produzione alle nuove richieste dei consumatori senza perdere l’identità qualitativa che caratterizza il vino regionale. Nell’analisi portata al tavolo di Basiliano, proprio la combinazione tra adattamento tecnico, lettura del mercato e tutela della qualità viene indicata come la direttrice su cui il settore dovrà muoversi nei prossimi anni.