80enne disperso tra Cadore e Friuli: trovata la sua firma al bivacco, oltre 50 soccorritori
Ottantenne disperso dagli Spalti di Toro: oltre 50 soccorritori, elicotteri e droni. Una firma al Bivacco Gervasutti orienta le ricerche.
DOMEGGE DI CADORE. Una firma lasciata sul libro del Bivacco Gervasutti, a Forcella Spe, è al momento l’elemento più concreto nelle ricerche dell’ottantenne di Domegge di Cadore scomparso durante un’escursione sulle Dolomiti. La scritta, risalente a ieri e riconosciuta dai familiari, ha consentito di restringere il raggio delle operazioni verso una zona impervia al confine tra Cadore e Friuli.
Da questa mattina oltre cinquanta soccorritori stanno battendo sentieri, tracce secondarie e versanti degli Spalti di Toro, mentre in cielo si alternano più elicotteri e vengono utilizzati droni e unità cinofile.
L'allarme dopo il mancato rientro
L'uomo, 80 anni, esperto camminatore e profondo conoscitore della zona, era uscito nella mattinata di sabato 15 agosto per un'escursione.
Quando in serata non è rientrato a casa, il fratello ha dato l'allarme, attorno alle 22. È stata così mobilitata la stazione del Soccorso alpino del Centro Cadore.
La sua automobile è stata successivamente individuata parcheggiata sotto il Rifugio Padova, fornendo il primo riferimento territoriale dal quale avviare le ricerche.
Già durante la notte le squadre hanno percorso i principali itinerari attorno al rifugio, senza però trovare l'uomo.
La firma trovata al Bivacco Gervasutti
La svolta nelle ricerche è arrivata nelle ultime ore.
Una squadra ha infatti individuato sul libro del Bivacco Gervasutti, a Forcella Spe, una firma dell'ottantenne. La registrazione sarebbe stata lasciata nella giornata di sabato ed è stata riconosciuta dai familiari.
Il dato permette di ricostruire almeno uno dei punti effettivamente raggiunti dall'escursionista.
Le operazioni si stanno quindi concentrando in quel settore, dove arrivava anche il vecchio tracciato, oggi dismesso, del sentiero alpinistico Arturo Marini.
Il telefono cellulare dell'uomo, intanto, risulta non raggiungibile.
Più di cinquanta persone impegnate
Il dispositivo messo in campo è particolarmente ampio.
Accanto al Soccorso alpino del Centro Cadore sono state chiamate le stazioni di Pieve di Cadore e Auronzo, oltre ai Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali e Soccorso alpino della Guardia di Finanza.
Sul terreno operano anche unità cinofile e droni, mentre dall'alto stanno effettuando ricognizioni gli elicotteri della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi.
Alcuni velivoli vengono utilizzati anche per trasportare le squadre in quota, così da distribuire il personale sia lungo i sentieri principali sia sulle tracce meno frequentate.
La giornata precedente aveva già richiesto numerosi interventi sulle montagne bellunesi: Nordest24 aveva raccontato la raffica di soccorsi tra Cadini di Misurina, Val di Zoldo e Marmolada.
Le ricerche si estendono in Friuli
La posizione del Bivacco Gervasutti, in prossimità del confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha portato ad allargare il dispositivo anche sul versante friulano.
È stato infatti richiesto il supporto del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia.
Su attivazione della Sores, è entrata in azione la stazione Valcellina del Soccorso Alpino, insieme al secondo elicottero dell'elisoccorso regionale FVG.
Il velivolo sta perlustrando dall'alto il settore interessato e ha già provveduto a trasportare personale in quota, consentendo alle squadre di raggiungere più rapidamente le zone da controllare.
Anche in Friuli il Ferragosto è stato particolarmente impegnativo per il sistema di soccorso: tra Forni Avoltri, Budoia, Ragogna e altre località si sono susseguiti diversi interventi.
Battuti sentieri e tracce secondarie
L'area da controllare rimane estesa e complessa. Per questo le squadre sono state distribuite su più direttrici, concentrando ora particolare attenzione sul settore di Forcella Spe e sui possibili itinerari percorsi dall'ottantenne dopo il passaggio al bivacco.
La conoscenza della montagna e l'esperienza escursionistica dell'uomo rendono possibile che abbia seguito anche percorsi meno battuti, motivo per cui le ricerche non sono limitate ai normali sentieri segnalati.
Un'operazione che coinvolge ormai due regioni, con uomini a terra, elicotteri, droni e unità cinofile impegnati nel tentativo di ricostruire gli spostamenti dell'escursionista e individuarlo nel minor tempo possibile.