Electrolux, sindacati e Regioni a Palazzo Balbi verso il tavolo al Mimit

Vertice con Veneto, Friuli Venezia Giulia, Confindustria e sindacati. La Fiom: ritirare piano, esuberi e chiusura di Cerreto D’Esi

18 maggio 2026 21:19
Electrolux, sindacati e Regioni a Palazzo Balbi verso il tavolo al Mimit -
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VENEZIA – La situazione di Electrolux, con particolare attenzione agli stabilimenti di Porcia e Susegana, è stata al centro dell’incontro che si è svolto oggi nella sede della Regione Veneto a Palazzo Balbi, in vista del tavolo al Mimit fissato per lunedì 25 maggio 2026.

Al confronto ha partecipato l’assessore Bitonci insieme all’assessore del Friuli Venezia Giulia Sergio Bini, collegato da remoto. In collegamento anche l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente italiana della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo. Presenti inoltre i rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e Confindustria VenetoEst, le organizzazioni sindacali di Friuli Venezia Giulia e Veneto, dei territori di Pordenone e Treviso, con Cgil, Cisl, Uil, Fiom, Fim e Uilm, e le Rsu Fiom degli stabilimenti di Porcia e Susegana.

Le richieste della Fiom e delle Rsu

Fiom e Rsu dei territori coinvolti hanno chiesto il ritiro del piano di ristrutturazione presentato l’11 maggio e la cancellazione degli esuberi indicati. Secondo le organizzazioni sindacali, sommando gli esuberi ai contratti a tempo determinato destinati a chiudersi, il numero delle persone coinvolte supera quota 1900. Tra le richieste c’è anche la revoca della cessazione dello stabilimento di Cerreto D’Esi.

“Come Fiom e Rsu di entrambe le regioni e dei territori di Pordenone e Treviso chiediamo il ritiro del piano di ristrutturazione presentato l’11 maggio insieme al ritiro di tutti gli esuberi indicati che raggiungono, uniti ai contratti a tempo determinato che andranno a chiusura, oltre 1900 persone e la revoca della cessazione dello stabilimento di Cerreto D’Esi”, hanno dichiarato le Fiom e le Rsu dei territori coinvolti.

I sindacati contestano anche l’impostazione generale del piano industriale e respingono l’idea che in Italia non sia più possibile produrre elettrodomestici. “Non riteniamo sia vera la narrazione per la quale non si possano produrre elettrodomestici in Italia. Anche perché Electrolux negli ultimi 5 anni ha sviluppato margini e utili netti molto importanti, redistribuendo la maggior parte di questi agli azionisti, invece che impiegandoli in investimenti mirati. Inoltre, Electrolux in questi anni ha beneficiato di ingenti contributi pubblici”, hanno aggiunto Fiom e Rsu.

Il nodo del futuro produttivo

Nel documento sindacale emerge la preoccupazione che il piano possa rappresentare un passaggio verso una riduzione più ampia della presenza industriale di Electrolux nel settore del bianco in Italia. Per questo Fiom e Rsu chiedono un piano industriale che tenga insieme lavoro e produzione nei territori interessati.

“Temiamo, oltre tutto, che questo progetto sia un segnale di una possibile dismissione del bianco da parte di Electrolux nel nostro Paese. Chiediamo, quindi, un piano industriale che metta al centro il lavoro e la produzione nei nostri territori perché la proposta dell’azienda è inaccettabile da ogni punto di vista, soprattutto perché non tiene in considerazione la professionalità e le competenze di tanti lavoratori e tante lavoratrici”, hanno affermato ancora le rappresentanze sindacali.

Il prossimo passaggio sarà il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 25 maggio. Fiom e Rsu chiedono al governo di intervenire nei confronti della multinazionale svedese e di introdurre strumenti normativi contro la delocalizzazione delle aziende manifatturiere. “Diventa importante l’incontro del 25 al Mimit e al governo fin da ora chiediamo che oltre a fare le dovute pressioni sulla multinazionale svedese produca una legislazione che impedisca la delocalizzazione di aziende manifatturiere”, hanno dichiarato.

La posizione della Cgil e lo sciopero a Susegana

Sulla vertenza sono intervenute anche la segretaria generale della Cgil del Veneto e la segretaria generale della Cgil di Treviso, che hanno espresso preoccupazione per gli effetti della crisi sul territorio e sull’indotto. “Siamo molto preoccupate per questa ennesima crisi che sta colpendo il nostro territorio, soprattutto per le conseguenze che potrebbero andare a colpire l’indotto e, quindi, l’intero settore. Restiamo anche noi vigili in attesa dell’incontro del 25 maggio”, hanno dichiarato.

Domani a Susegana sono previste 2 ore di sciopero per permettere la partecipazione di una delegazione di lavoratori e lavoratrici all’incontro dei 28 sindaci in Comune a Susegana.

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