Grida d’aiuto tra i boschi, poi il silenzio: escursionista trovato senza vita

Escursionista di Conegliano trovato morto nella zona Case Bortot: era caduto dal vecchio sentiero verso il Bus del Buson.

13 luglio 2026 16:38
Notizia verificata · Fonte: cnsas.veneto.it · Vedi fonti
Grida d’aiuto tra i boschi, poi il silenzio: escursionista trovato senza vita -
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BELLUNO – Le ricerche sono andate avanti per ore, tra boschi fitti, sentieri secondari, droni, unità cinofile e calate nei tratti più ripidi. Poi, nel primo pomeriggio di oggi, la scoperta più dolorosa: l’escursionista disperso nella zona delle Case Bortot è stato ritrovato senza vita.

Gian Pietro
Gian Pietro

La vittima è G.P.F., quasi 74 anni, residente a Conegliano. L’uomo stava percorrendo una vecchia traccia dismessa che collega Case Bortot al Bus del Buson, ancora indicata in alcune guide datate. Sarebbe precipitato per diversi metri, riportando traumi fatali.

Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot
Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot

Le prime grida d’aiuto sentite dagli escursionisti

L’allarme era partito ieri mattina, attorno alle 8, quando due escursionisti, mentre si trovavano sulla strada sterrata delle gallerie del Serva, in località Conturela, avevano sentito ripetute richieste d’aiuto.

Le grida sembravano arrivare da una zona difficile da individuare, compresa tra Col di Roanza e Ponte Mariano. Un’area coperta da vegetazione fitta, con versanti ripidi e numerose tracce secondarie.

Sul posto era stato inviato Falco 2, che aveva sorvolato il settore calando il tecnico di elisoccorso nel punto ritenuto più probabile. Da quel momento, però, nessuna voce era più stata udita e nessuno aveva risposto ai richiami, a eccezione di altri escursionisti di passaggio.

Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot
Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot

La ricerca riparte dopo la denuncia del figlio

Dopo ore di perlustrazioni senza esito, le ricerche erano state sospese in assenza di ulteriori elementi. La svolta è arrivata attorno a mezzanotte e mezza, quando il figlio dell’uomo ha denunciato il mancato rientro del padre.

Poco dopo, l’auto del 74enne è stata ritrovata parcheggiata alle Case Bortot. Da quel momento le squadre sono tornate sul territorio, allargando il raggio delle verifiche.

Nella notte sono entrati in azione i droni con visori notturni, mentre il Gruppo forre ha ridisceso il torrente Ardo. Alle prime luci del giorno le ricerche sono riprese con circa trenta operatori tra Soccorso alpino, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Polizia, unità cinofile e personale specializzato.

Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot
Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot

Il corpo trovato lungo la vecchia traccia

La scoperta è avvenuta attorno alle 14.30. Una squadra composta da Soccorso alpino, Guardia di finanza e un’unità cinofila della Polizia ha individuato il corpo senza vita dell’escursionista.

L’uomo si trovava lungo la verticale di una vecchia traccia, circa 80 metri più in basso rispetto al sentiero nuovo. I soccorritori, seguendo il percorso dismesso, si sono imbattuti in una guida e poco sotto hanno trovato il punto della caduta.

La dinamica dovrà essere ricostruita con precisione, ma l’ipotesi è che il 74enne abbia seguito il vecchio sentiero verso il Bus del Buson, finendo poi fuori traccia o scivolando in un tratto particolarmente esposto.

Il recupero della salma

Dopo il ritrovamento è stato richiesto il nulla osta della magistratura per la rimozione della salma. Il recupero sarà effettuato dall’elicottero dei Vigili del fuoco, già presente in zona, per poi affidare il corpo al carro funebre.

All’intervento hanno preso parte squadre del Soccorso alpino di Belluno, Feltre e Longarone, insieme a Guardia di finanza, Polizia e Vigili del fuoco.

La complessità dello scenario conferma quanto possano essere insidiose le aree montane attraversate da vecchie tracce, sentieri non più ufficiali e percorsi indicati in guide non aggiornate. Un tema che torna spesso nelle operazioni di soccorso, come accaduto anche per la grave caduta al Bike Park di Ravascletto e per l’incidente in quota sulla Roda del Diaol in Val di Fassa.

Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot
Ritrovato senza vita l'escursionista disperso in zona Case Bortot

Vecchi sentieri e rischio in montagna

Il caso delle Case Bortot richiama l’attenzione sull’importanza di affidarsi a cartografie aggiornate, indicazioni ufficiali e percorsi segnalati. In montagna, una traccia riportata in vecchie guide può non corrispondere più a un itinerario sicuro.

Vegetazione, frane, tratti esposti, fondo instabile e assenza di manutenzione possono trasformare un percorso apparentemente noto in un tratto molto pericoloso.

Nelle ultime ore il Nordest è stato segnato da altri episodi drammatici in ambiente naturale, tra cui la morte di Thomas Pizzedaz, precipitato con il deltaplano tra i vigneti di Tarzo, e il decesso del giovane Thomas Da Rold nello schianto in moto a Belluno.

Una lunga operazione tra boschi e dirupi

Le ricerche hanno coinvolto mezzi aerei, operatori a terra, droni, unità cinofile e squadre specializzate. Una mobilitazione ampia, resa necessaria dalla difficoltà di individuare il punto esatto da cui erano partite le grida d’aiuto e dalla conformazione del territorio.

Alla fine, il ritrovamento ha chiuso nel modo più triste una giornata e una notte di speranza. Resta il dolore per la morte di un escursionista esperto abbastanza da muoversi in montagna, ma finito lungo un tracciato ormai dismesso e insidioso.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 luglio 2026

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