Tragedia sulle alture di Barcis: ecco cosa è successo al turista disperso | FOTO
Trovato morto l’escursionista tedesco disperso sopra Barcis: caduta fatale in un tratto impervio e franato.
BARCIS – Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche dell’escursionista tedesco disperso da domenica sulle alture sopra Barcis, in provincia di Pordenone. L’uomo, originario di Berlino, è stato trovato senza vita intorno alle 16.00 da una squadra di soccorritori della Guardia di Finanza, impegnata nelle operazioni di ricerca insieme agli altri enti di soccorso.
Il corpo è stato individuato sotto un salto, in una zona particolarmente impervia, dove una vecchia traccia di sentiero, indicata in nero su alcune mappe non più aggiornate, si interrompe a causa di una frana.
Il ritrovamento sotto il tratto franato
Secondo le prime ricostruzioni, l’escursionista avrebbe seguito un vecchio percorso che in passato collegava il rifugio Val di Zea al sentiero in discesa dal Bivacco Pasteur, proseguendo poi verso Prescudin.
Quel tratto, però, risulta oggi compromesso da una frana e non compare più nelle cartografie aggiornate, proprio perché considerato non percorribile. L’ipotesi è che l’uomo, trovandosi davanti al punto interrotto, abbia cercato un passaggio alternativo lungo il versante.
In quel momento potrebbe essere scivolato, precipitando per decine di metri. Una caduta che, vista la conformazione estremamente difficile dell’area, non gli avrebbe lasciato scampo.
Un recupero complesso in una zona impervia
Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili. L’area del ritrovamento è infatti molto ripida e complicata da raggiungere anche per i soccorritori esperti.
Sul posto è intervenuto l’elicottero dei Vigili del fuoco proveniente da Venezia, a cui si è aggiunto anche l’elicottero dell’elisoccorso regionale. Le condizioni del luogo hanno richiesto una manovra delicata, fino a quando tre soccorritori sono riusciti a essere verricellati sul punto del ritrovamento.
Una volta raggiunta la salma, è stato possibile procedere al recupero e al successivo trasferimento verso il campo base.
Il riconoscimento al campo base
Il corpo dell’escursionista è stato poi riconosciuto dalla donna che era con lui fino a domenica durante l’escursione. La compagna di trekking aveva deciso di rinunciare alla prosecuzione del percorso e di rientrare verso valle, mentre l’uomo aveva proseguito.
I due avrebbero dovuto ritrovarsi successivamente per rientrare insieme in Germania. Quando l’escursionista non si è presentato, era scattato l’allarme e la macchina dei soccorsi si era attivata con ricerche via terra e dall’alto.
Quindici soccorritori impegnati nelle ricerche
Alle operazioni hanno preso parte complessivamente quindici soccorritori, impegnati nel controllo dei sentieri, dei bivacchi e delle aree più probabili in base al percorso che l’uomo avrebbe potuto seguire.
Le ricerche si erano concentrate tra la zona del Bivacco Val di Zea, il Bivacco Pasteur e l’area verso Prescudin, lungo un ambiente montano complesso, segnato da tratti esposti, vecchie tracce e punti resi pericolosi da fenomeni franosi.
L’intervento si è concluso intorno alle 18.00.
Le mappe e il sentiero non più percorribile
Al caso si aggiunge un elemento significativo: il punto del ritrovamento risulterebbe collegato a una traccia ancora presente in una vecchia mappa, ma non più indicata nella cartografia più recente.
La differenza tra le due mappe è rilevante. In quella più datata compare ancora il sentiero nero, mentre nella versione aggiornata il percorso non viene più riportato perché considerato chiuso per frana.
Un dettaglio che potrebbe aver avuto un ruolo nella scelta dell’itinerario da parte dell’escursionista, probabilmente convinto di poter seguire un collegamento ancora praticabile.