èStoria 2026, il 30 maggio a Gorizia giornata centrale sulle religioni e tre premi

Terza giornata del festival a Gorizia: incontri dal mattino, premi nel pomeriggio e proiezioni tra BorGo Cinema e Kinemax.

29 maggio 2026 21:42
èStoria 2026, il 30 maggio a Gorizia giornata centrale sulle religioni e tre premi -
Condividi

GORIZIA - Sabato 30 maggio è una delle giornate più dense di èStoria, il Festival internazionale della Storia che in questa ventiduesima edizione dedica il programma al tema delle religioni. Tra i momenti centrali ci sono la consegna del Premio èStoria 2026 a Laura Pepe e dei Premi Speciali a Giulio Busi ed Enzo Bianchi, accanto a una serie di incontri distribuiti tra il Polo universitario Santa Chiara, il Teatro Verdi, Trgovski dom, Palazzo de Grazia, Tenda Erodoto, BorGo Cinema e Kinemax. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione prevista per l’appuntamento delle 16 al Teatro Verdi.

La giornata si apre come di consueto con Colazione con la Storia alle 8 al Caffè Teatro. Alle 9, nell’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara, Michel Lama Rinpoche propone la lectio “Dove vai così di fretta?”, un percorso che intreccia esperienza personale e riflessione sul vivere quotidiano, nel segno della ricerca della felicità e della pace interiore. Con lui, in apertura di mattinata, anche Elena Bacchin, Marcello Flores e Dino Messina.

Alle 9.30, nell’Aula 6 del Polo universitario Santa Chiara, Franco Cardini presenta con Guglielmo Cevolin il saggio “Notre-Dame. Il cuore di luce e l’Europa”. Il libro prende le mosse dall’incendio della cattedrale di Parigi per allargare lo sguardo a una riflessione storica e spirituale, mettendo in relazione Notre-Dame con la figura di Giovanna d’Arco e con il legame tra religione, misticismo, politica e identità francese.

Alle 10.30, sempre all’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara, Genc Pollo dialoga con Stefano Mensurati su un capitolo meno noto della storia europea: “L’ateismo di Stato in Albania”, imposto nel 1967 da Enver Hoxha, alla guida del Paese dalla fine della Seconda guerra mondiale fino al 1985.

La mattinata prosegue alle 11.30 al Teatro comunale G. Verdi con un confronto sulle Crociate affidato a Franco Cardini e Steve Tibble, coordinati da Matteo Sacchi. Alle 12, in Tenda Erodoto, Jean-Paul Bled e Flaminia Morandi, con Roberto Roveda, ripercorrono invece la storia della Compagnia di Gesù, soffermandosi sul peso esercitato dall’ordine nella formazione delle élite e nella trasformazione della Chiesa cattolica.

Gli incontri del pomeriggio e i premi

Nel pomeriggio il festival entra nel vivo con una riflessione dedicata al presente europeo. Alle 15 al Teatro Verdi, l’incontro “Quale religione per l’Europa?” mette a confronto Diego Fusaro, Sante Lesti, Sergio Valzania e Stefano Pilotto sulle vicende che nei secoli hanno portato alla presenza di fedi diverse nel continente e sulle prospettive future della religiosità europea. Il programma della rassegna si inserisce nel solco delle giornate già avviate da èStoria 2026, con un calendario che attraversa temi storici, spirituali e culturali.

Alle 16.00 al Teatro comunale G. Verdi, in un appuntamento su prenotazione condotto da Andrea Zanini, viene consegnato il Premio èStoria 2026 a Laura Pepe. Nella motivazione si sottolinea il suo percorso di studio nel diritto del mondo greco e romano, la capacità di spaziare tra cultura materiale, retorica e mito e soprattutto l’efficacia nel rendere accessibili temi complessi a un pubblico ampio, senza rinunciare al rigore scientifico e alla finezza letteraria.

Alle 16.30 al Trgovski dom, Joan Taylor, con Roberto Roveda, ricostruisce la figura di Gesù bambino alla luce delle più recenti scoperte archeologiche e delle fonti storiche dell’epoca, offrendo un ritratto che guarda sia all’infanzia sia agli eventi che hanno formato il Maestro e il Messia.

Alle 18 a Palazzo de Grazia viene conferito il Premio Speciale èStoria 2026 a Giulio Busi, con la partecipazione di Stefano Salis, responsabile dell’inserto culturale Domenica del Sole 24 Ore. La motivazione evidenzia il ruolo di Busi tra i maggiori esperti europei di scienze giudaiche, i suoi studi tra filologia, misticismo e simbologie della cultura ebraica, l’attività accademica e la vasta produzione scientifica e divulgativa.

Sempre alle 19.30, ma in Tenda Erodoto, il Premio Speciale èStoria 2026 viene consegnato a Enzo Bianchi, in un incontro con Roberto Roveda. Nella motivazione il festival richiama la sua esperienza monastica a Bose dopo il Concilio Vaticano II, l’attività di scrittore e autore di numerose pubblicazioni teologiche e la costante ricerca di una religiosità autentica, diretta e comprensibile.

La giornata del festival si chiude alle 19.30 nell’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara con un incontro sulle nuove spiritualità. A confrontarsi su come stia cambiando il rapporto tra uomo e divino sono Giovanni Filoramo, Gianpiero Gamaleri, Michele Olzi e Stefania Palmisano, in un dialogo dedicato a forme spirituali sempre più visibili e differenziate.

Film Festival tra storia locale, Aquileia e cinema italiano

Accanto agli incontri, prosegue anche il èStoria Film Festival. Alle 18 a BorGo Cinema viene proiettato “Gorizia asburgica”, documentario diretto da Giampaolo Penco sulla lunga età d’oro della città, dal passaggio sotto Massimiliano d’Asburgo nel 1500 fino al 1918. Il film ripercorre il ruolo di Gorizia come punto di incontro tra lingue e culture, snodo tra Europa danubiana e Penisola italiana, stagione di autogoverno e di intensa vitalità culturale anche grazie alla presenza dei Gesuiti. Il documentario è realizzato dall’Associazione culturale èStoria nell’ambito del progetto èStoria Film & Food e viene introdotto da Federico Vilic, storico e diplomatico goriziano.

Alle 19.30, sempre a BorGo Cinema, è in programma “Aquileia e i cristianesimi perduti”, con introduzione e commento del regista Massimo Garlatti-Costa. Il racconto torna a un’epoca in cui il cristianesimo era ancora una pluralità di voci e visioni, prima della definizione di una dottrina unitaria.

Alle 20.00 al Kinemax spazio infine a un classico del cinema italiano, “La messa è finita” di Nanni Moretti, che ne è anche interprete principale. Il film segue il ritorno di don Giulio a Roma per sostituire un sacerdote che ha lasciato l’abito talare, mostrando la difficoltà del protagonista nel dare risposte ai problemi delle persone che lo circondano. La proiezione è introdotta e commentata da Paolo Lughi, dell’ufficio stampa della Mostra del Cinema di Venezia e collaboratore del quotidiano Il Piccolo di Trieste come critico e giornalista cinematografico.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail