Fabbriche più adatte agli over 50: a Padova robot e sensori seguono il lavoratore
Il progetto BNP-Lab Village usa cobot e dispositivi indossabili già adottati da aziende di automotive ed elettrodomestici.
PADOVA - Cobot che rallentano il ritmo quando serve, sensori per misurare affaticamento e stress, postazioni progettate per una forza lavoro che invecchia: è questa la direzione della collaborazione tra BNP di Cittadella e il Lab Village dell’Università di Padova, che ha già portato allo sviluppo di linee di produzione inclusive adottate da aziende dei settori automotive ed elettrodomestico.
Il punto centrale del progetto è pratico: non chiedere al lavoratore di adattarsi alla macchina, ma fare in modo che siano robot e postazioni a seguire tempi e condizioni dell’operatore, in particolare di chi ha più di 50 anni. Nelle linee sviluppate, gli addetti sono affiancati da robot collaborativi e, in prospettiva, anche da robot umanoidi capaci di modulare il supporto in base alle esigenze rilevate.
Come funzionano le postazioni inclusive
La soluzione combina ergonomia industriale e monitoraggio in tempo reale. Gli operatori utilizzano dispositivi indossabili che rilevano parametri fisici e cognitivi: occhiali per eye-tracking per osservare il carico mentale e l’affaticamento cognitivo, con dati come dilatazione della pupilla, distribuzione dei punti di fissazione e durata del battito delle palpebre; magliette intelligenti o fasce toraciche; elettrodi per l’elettromiografia di superficie, utili a misurare lo stress e la fatica muscolare.
Su questi dati si innesta l’interazione con i cobot, robot collaborativi progettati per lavorare accanto alle persone senza le tradizionali barriere dei robot industriali, grazie a sensori che ne fermano il movimento in caso di rischio. Se l’operatore mostra segnali di affaticamento o limitazioni operative, il sistema può adattare ritmo e modalità di supporto.
La collaborazione tra BNP e Università di Padova
Il progetto nasce dall’incontro tra BNP, azienda di Cittadella specializzata in soluzioni ergonomiche per la produzione industriale, e il Lab Village dell’Università di Padova, ecosistema di laboratori avanzati dedicato alla ricerca interdisciplinare su ambienti e tecnologie per il lavoro e la vita quotidiana.
La ricerca è stata sviluppata attraverso CoAdapt, progetto finanziato dall’Unione Europea con il programma Horizon 2020. A questo si aggiunge un nuovo progetto in partenza, finanziato dalla Regione Veneto, che allargherà la sperimentazione ai robot umanoidi, cioè macchine capaci di replicare forma e movimenti del corpo umano e di muoversi autonomamente nello spazio.
Carlo Pettenon, CEO di BNP, collega il lavoro svolto a un cambiamento strutturale nelle fabbriche: l’età media si alza, aumentano i pensionamenti tardivi e nelle aziende convivono maggiore esperienza e maggiore usura fisica. Da qui la scelta di progettare linee dove, spiega, sono le persone a dettare il ritmo e i robot ad adattarsi.
Il ruolo di iNEST e del Lab Village
Il Lab Village padovano fa parte della rete di laboratori coordinati dal Consorzio iNEST, l’ecosistema dell’innovazione finanziato dal PNRR e attivo tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e le Province autonome di Bolzano e Trento. Il consorzio coinvolge 9 università e 2 enti di ricerca del Nordest.
Luciano Gamberini, docente dell’Università di Padova e responsabile del Lab Village, coordina nello stesso ambito di iNEST lo Spoke 5 dedicato agli ambienti intelligenti e sostenibili per produzione, lavoro e vita, guidato dall’Ateneo padovano. L’obiettivo della ricerca, spiega, è rendere il lavoro manifatturiero più centrato sull’uomo senza rinunciare ai vantaggi delle tecnologie più avanzate.
I laboratori coinvolti nella ricerca
Nel sistema del Lab Village rientrano spazi con funzioni diverse, costruiti per studiare sia la produzione sia l’inclusione nella vita quotidiana. L’Human-Robot Collaboration Lab è dedicato alle interazioni tra persone e cobot nei contesti produttivi di nuova generazione. Il Measurements & Behavioral Big Data Lab raccoglie dati psicofisiologici e comportamentali durante gli studi sulle interazioni uomo-robot. La Prototype Testing Room è invece destinata alla validazione e al test preliminare dei prototipi.
C’è poi l’Edu-Training – Accessible Digital Classroom, aula progettata per ambienti di apprendimento inclusivi. Altri laboratori simulano spazi domestici: l’Inclusive Kitchen Lab e la Smart Living Room riproducono rispettivamente cucina e salotto con dispositivi per controllare variabili come illuminazione e qualità dell’aria, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone con disabilità. L’Assistive Smart Bedroom dispone infine di letti regolabili in altezza e inclinazione, pensati per integrare l’analisi del sonno con le dinamiche di equilibrio tra vita e lavoro.
iNEST, acronimo di Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, riunisce gli atenei di Bolzano, Trento, Udine, Iuav di Venezia, Padova, Ca’ Foscari Venezia, Verona e Trieste, insieme a SISSA, CNR e OGS.