Fedriga: “passo avanti con anticorpo monoclonale che neutralizza tutte le varianti Covid”

Un’importante novità scientifica potrebbe rendere la lotta al coronavirus meno difficile: sviluppato in Italia un anticorpo monoclonale che pare neutralizzare tutte le varianti del Covid. Già superata la fase I di sperimentazione clinica con risultati eccezionali, ora è in fase II e III. Un’ottima notizia che rappresenta un altro significativo passo in avanti per combattere il virus. Forza!”.

Lo scrive su Facebook il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, riferendosi ai primi risultati di una sperimentazione scientifica presentata ieri.

LA NOVITA’

“Stiamo sviluppando un anticorpo monoclonale di seconda generazione che ha già superato la prima fase clinica, con risultati eccellenti anche contro tutte le varianti del coronavirus Sars-CoV-2. Ci si avvia ad affrontare le due fasi successive ma servono candidati e finanziamenti”. Lo ha dichiarato Rino Rappuoli, direttore scientifico e responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline, intervenendo alla “Giornata del Ricercatore” alla Maugeri di Pavia. “Il nostro anticorpo monoclonale neutralizza tutte le varianti del virus e viene somministrato tramite iniezione e non più con endovenosa, anche a casa del paziente o in un ambulatorio medico, a un prezzo più contenuto”, ha aggiunto.

Rappuoli: “Test su 800 persone con tampone positivo”

Nel corso del suo intervento, Rappuoli ha poi precisato che attualmente non è ancora possibile prevedere i tempi previsti per completare le ultime due fasi cliniche.

“Il programma prevede che il test venga effettuato su 800 persone che hanno avuto tampone positivo: abbiamo cominciato a metà maggio e sino ad ora ne abbiamo reclutati solo un centinaio – ha spiegato Rappuoli -. È difficile contattare eventuali candidati per ragioni di privacy. La Regione Toscana sta diffondendo l’opportunità via internet: speriamo che questa campagna di informazione produca risultati efficaci, altrimenti dovremo continuare il lavoro all’estero”.

“In Italia si può fare una buona ricerca, anche perché possiamo contare su ricercatori di grande valore. Ma oggi mancano ancora finanziamenti per avere laboratori competitivi a livello internazionale. Speriamo che con i fondi del Pnrr si facciano gli investimenti necessari”, ha poi precisato il direttore scientifico e responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline.

ULTIM'ORA - FLASH NEWS
.:: ENTRA ::.