Festa della Pitina 2026 a Tramonti di Sopra: tre modi per scegliere la giornata
Il 7 e l’8 novembre il borgo della Val Tramontina ospita mercato, cucina e laboratori: orari, costi e prenotazioni da distinguere prima di partire.
TRAMONTI DI SOPRA (PORDENONE) — Il fine settimana della Festa della Pitina 2026 non è un appuntamento da affrontare con la stessa formula per tutti. Sabato 7 e domenica 8 novembre il borgo di Tramonti di Sopra, in Val Tramontina, mette insieme un mercato di produttori, una cucina della festa e laboratori in piccoli gruppi. Sono tre esperienze differenti per durata, costo e necessità di prenotazione: scegliere prima quale si cerca evita di arrivare aspettandosi un accesso libero a un’attività a numero chiuso, o viceversa di prenotare quando basta entrare in paese.
L’edizione 2026 è dedicata agli affumicati. La Pitina IGP resta il filo conduttore, ma il programma allarga lo sguardo a formaggi, salumi, produzioni di montagna e racconti sul territorio. L’evento è confermato anche dalla scheda di PromoTurismoFVG, che indica Tramonti di Sopra come sede delle due giornate e segnala il coinvolgimento del Comune e di Slow Food. Per chi arriva dalla pianura, la scelta più sensata è fissare una sola formula principale e lasciare il resto alla scoperta del paese, senza trasformare la giornata in una sequenza di appuntamenti incompatibili.
Il Mercato della Terra: la scelta libera, dalle 10 alle 18
La prima opzione è la più semplice e adatta anche a chi decide all’ultimo momento. Sabato e domenica, dalle 10 alle 18, il Mercato della Terra riunisce produttori con Pitina, affumicati, formaggi e altri prodotti delle montagne vicine. L’accesso al mercato è libero. Nel programma figurano inoltre il mercato “Io Sono FVG” nella tensostruttura in piazza del Municipio e il mercato dei Presìdi Slow Food davanti al Comune: anche per queste parti della manifestazione l’ingresso è indicato come libero.
È la formula consigliabile a chi vuole costruire una visita breve, acquistare direttamente dai produttori o fermarsi senza un orario rigido. Non equivale però a una degustazione inclusa: prodotti e consumazioni restano a pagamento. Il vantaggio pratico è proprio la flessibilità. Si può arrivare in tarda mattinata, girare tra i banchi e decidere sul posto se proseguire con il pranzo, senza impegnarsi nei laboratori.
Il carattere del mercato aiuta anche a leggere il territorio oltre il singolo salume. La Pitina è il prodotto simbolo della valle, ma l’idea della festa è mettere a confronto lavorazioni e materie prime diverse; non è quindi una sagra costruita attorno a un solo piatto. Chi vuole prepararsi può riprendere il contesto delle anteprime dedicate all’affumicatura già ospitate nel territorio, senza confondere quelle date con il programma definitivo del 7 e 8 novembre.
Il pranzo della festa: una pausa tra le 11 e le 14.30
La seconda possibilità è utile per chi desidera trasformare la visita in una giornata intera ma non vuole seguire un laboratorio. L’area ristorativa, collocata davanti allo IAT, è aperta in entrambe le giornate dalle 11 alle 14.30. Il programma parla di piatti della valle e di prodotti del mercato; le consumazioni sono a pagamento. Non è indicata una tariffa unica né una prenotazione generale per il pranzo: è quindi scorretto presentarlo come menu fisso o come esperienza inclusa con l’ingresso.
In concreto, questa è la soluzione da accoppiare al mercato: arrivo fra le 10 e le 11, tempo per visitare i produttori, pausa nell’area ristorativa e ritorno tra gli stand. Sabato, nello stesso arco della giornata, sono previsti incontri a ingresso libero nell’ambito di CircaCibum, un incontro-aperitivo e, alle 16.30, la presentazione del libro Rifugi per un tempo sospeso. Domenica mattina, dalle 9.30 alle 13, è invece in calendario il Forum della Montagna – Dolomiti Days, a ingresso libero. Sono proposte da considerare come integrazione, non come appuntamenti per i quali sia stata comunicata una formula unica di prenotazione.
La verifica sul posto resta indispensabile per la disponibilità effettiva dei piatti e per le eventuali variazioni organizzative. Il programma ufficiale chiarisce ciò che è già definito — fasce orarie, sedi e gratuità degli ingressi — ma non autorizza a indicare prezzi o portate non pubblicati. Questo è particolarmente importante per gruppi numerosi e per chi ha esigenze alimentari specifiche: conviene contattare gli organizzatori prima della partenza invece di presumere alternative in cucina.
I Laboratori del Gusto: tre ore, 30 euro e posti da bloccare
La terza scelta è per chi cerca un’attività partecipata, non una semplice degustazione. I Laboratori del Gusto costano 30 euro a persona, durano circa tre ore e richiedono la prenotazione. La pagina dell’evento indica gruppi di dodici posti: per questa ragione sono l’unico pezzo della festa da non lasciare all’ultimo momento. Le iscrizioni sono gestite dalle singole schede presenti nel programma ufficiale.
Sabato 7, dalle 9.30 alle 12.30, si può scegliere tra “Facciamo la brisaola” in piazza Alessandro Volta e “Mani nel latte” all’azienda agricola Fratelli Gambon. Nel pomeriggio, dalle 13.30 alle 16.30, sono previsti “Accendiamo il Nord”, ancora in piazza Alessandro Volta, e “Facciamo la Pitina IGP” a Borgo Titol. Domenica 8 le fasce restano le stesse: “Facciamo la mortandela” al mattino e “Facciamo la salsiccia affumicata” nel pomeriggio, entrambi in piazza Alessandro Volta.
La differenza pratica è netta: chi prenota un laboratorio mattutino non dovrebbe programmare un’altra visita nello stesso orario; chi sceglie quello delle 13.30 deve prevedere di pranzare prima o dopo. Per le famiglie non è corretto dare per scontata l’idoneità a tutte le età, perché la scheda pubblica segnala numero chiuso e prenotazione ma non un’età minima uniforme per ogni attività. Meglio leggere la singola pagina del laboratorio prima di acquistare.
Nel calendario compaiono anche attività esperienziali Slow Food durante le due giornate. Quelle in centro paese sono indicate senza prenotazione, mentre le attività a Borgo Titol e all’azienda Gambon richiedono prenotazione. Il programma include inoltre la residenza di disegno “The Rest Is Art”, riservata ai 16-35 anni e con otto posti: sabato dalle 15 alle 17 e domenica dalle 11 alle 13. Non va scambiata per un laboratorio gastronomico, ma può essere una buona alternativa per chi rientra in quella fascia d’età.
Come organizzare la visita senza sovrapposizioni
La festa è concentrata nel centro di Tramonti di Sopra, con sedi distribuite tra piazza Alessandro Volta, piazza del Municipio, lo IAT, la biblioteca e alcune aziende. Non è stato pubblicato un biglietto generale né un pass che comprenda mercato, pranzo e laboratori: ogni elemento ha le proprie regole. La combinazione più lineare per chi è alla prima visita è mercato più area ristorativa; quella per appassionati di lavorazioni è un laboratorio più il mercato; chi desidera una giornata meno vincolata può puntare sugli incontri gratuiti e sugli stand.
Tramonti di Sopra non è una meta da vivere come una rapida tappa di passaggio. La Val Tramontina ha già ospitato iniziative all’aperto come il Three Lakes Trail tra laghi, borghi e sentieri, ma il programma della Festa della Pitina riguarda il paese e le sue sedi, non propone un percorso escursionistico incluso. È quindi meglio non sommare autonomamente camminate impegnative e orari di laboratorio senza avere controllato tempi, meteo e spostamenti.
Prima di partire conviene verificare sulla pagina ufficiale l’eventuale esaurimento dei Laboratori del Gusto e gli aggiornamenti del giorno; portare scarpe adatte a vie di borgo e abbigliamento per novembre è una precauzione sensata, non un requisito dell’evento. Chi vuole conoscere come la manifestazione si è sviluppata nelle edizioni precedenti può leggere il nostro racconto della Festa della Pitina 2025, tenendo però come riferimento per orari, costi e prenotazioni esclusivamente il programma 2026.
La scelta, in definitiva, dipende dal tempo disponibile: mercato per una visita spontanea, area ristorativa per fermarsi a pranzo, laboratorio per imparare una lavorazione con un posto riservato. Tre modi diversi di entrare nella stessa festa, senza promettere ciò che l’organizzazione non ha ancora messo in calendario.