Festival del Viaggiatore 2026, dal 18 settembre 10 tappe in Veneto

Dodicesima edizione per il festival itinerante ideato da InArtE20: appuntamenti nei weekend fino a fine ottobre tra cultura, turismo e

04 giugno 2026 11:37
Festival del Viaggiatore 2026, dal 18 settembre 10 tappe in Veneto -
Condividi

Il Festival del Viaggiatore 2026 torna in Veneto con la sua dodicesima edizione e un percorso in 10 località distribuite nei fine settimana dalla seconda metà di settembre fino alla fine di ottobre. La prima tappa è già fissata per venerdì 18 settembre 2026 a Possagno, mentre il tema scelto per l’edizione è “Rivoluzione”.

Ideato da InArtE20 – Cultura in movimento, il Festival del Viaggiatore è un evento turistico-culturale itinerante che mette al centro il viaggio come metafora della vita. In dodici anni si è progressivamente affermato nel territorio veneto, richiamando pubblico da tutto il Nord Italia, e continua a costruire il proprio programma tra incontri, spettacoli, mostre, visite turistiche, camminate, esperienze immersive ed enogastronomiche. La manifestazione si sviluppa nei weekend, tra venerdì, sabato e domenica, e torna ad abitare luoghi diversi del Veneto con l’obiettivo di armonizzare cultura, turismo e socialità.

La prima dimensione del festival è quella turistica, richiamata già dal nome della rassegna. Tra gli obiettivi c’è infatti la promozione di luoghi spesso poco conosciuti oppure normalmente non accessibili al pubblico, cercando di raccontarne il volto più autentico. Nel corso degli anni il Festival del Viaggiatore ha attraversato città, borghi, ville storiche, paesaggi naturali e luoghi simbolici del Veneto, creando una rete di territori che dialogano tra loro e trovano nell’evento una nuova occasione di racconto e valorizzazione. Ville storiche, giardini nascosti, luoghi d’arte, piazze, antiche fornaci, colline, teatri e spazi inattesi diventano così scenografie vive per incontri che intrecciano discipline differenti.

Accanto all’anima turistica c’è quella culturale. Il festival si muove tra storie, emozioni e suggestioni, facendo dialogare arte, giornalismo, letteratura, filosofia, musica, cinema, artigianato, tecnologia, economia, escursionismo e ricerca interiore. Il viaggio, in questa prospettiva, può essere geografico ma anche interiore: dentro un ricordo, una relazione, una scelta di vita, un’esperienza artistica o spirituale. È questo approccio trasversale e umano che negli anni ha contribuito a farne un modello riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale, al punto da essere indicato dall’Europa come esempio di buone pratiche per valorizzare gli aspetti identitari e culturali di una destinazione e promuovere un turismo di qualità. Uno degli elementi distintivi del festival resta proprio la capacità di creare connessioni insolite, mettere in relazione esperienze diverse e aprire strade impreviste.

La terza anima è quella sociale. Il viaggiatore del festival non è pensato come semplice spettatore, ma come persona che desidera ascoltare, incontrare, lasciarsi sorprendere e vivere il tempo in modo diverso, scegliendo di abitare i luoghi e non soltanto di attraversarli. Il viaggio, nel disegno della manifestazione, resta sempre metafora della vita. Ogni ospite porta una storia capace di aprire prospettive, suscitare domande, accendere immaginazione e consapevolezza; ogni spettatore è chiamato a diventare a sua volta viaggiatore, attraversando emozioni, esperienze e possibilità nuove.

Gli ospiti invitati nel tempo sono figure più o meno note al grande pubblico, ma accomunate dall’essere rappresentative di un’idea, di uno stile e di una vocazione. Gli incontri sono pensati per generare dialogo, prossimità e relazione: non lezioni impartite dall’alto, ma condivisione di frammenti di vita, intuizioni, dubbi, domande e visioni. Nel corso delle edizioni hanno partecipato, tra gli altri, Concita De Gregorio, Gianni Amelio, Ilaria Capua, Tosca, Kasia Smutniak, Andrea Pennacchi, Simonetta Agnello Hornby, Antonio Caprarica, Nicola Gratteri e Guidalberto Bormolini, contribuendo a costruire un patrimonio di storie e incontri che ha reso il festival una delle realtà culturali più originali del Veneto.

Dopo l’edizione 2025 dedicata a “Solo per amore. Per cosa vale la pena vivere”, incentrata su ciò che rende autentica l’esistenza, il festival compie un nuovo passaggio e invita il pubblico a riflettere sul cambiamento. “Rivoluzione”, titolo del 2026, richiama la capacità di rompere schemi, immaginare nuovi orizzonti e trasformare il presente, ma anche di tornare a evolvere, ritrovare il senso autentico dell’esperienza umana e ripartire da ciò che conta davvero. L’idea è quella di guardare il presente con occhi nuovi, mettere in discussione abitudini e automatismi e immaginare una società più umana, più creativa, più sostenibile e più capace di ascoltare.

L’immagine simbolo scelta per questa edizione è quella di un cannone che spara cervelli, una figura che esprime con forza e ironia la volontà di trasformare le idee in energia capace di attraversare il presente. Il richiamo non è a una rivoluzione distruttiva, ma a una rivoluzione culturale e umana fatta di immaginazione, dialogo, libertà e consapevolezza. Anche il tema “Rivoluzione” sarà sviluppato attraverso linguaggi molteplici: racconti di viaggio, concerti, performance, passeggiate narrative, esperienze sensoriali, laboratori, incontri filosofici e riflessioni dedicate al paesaggio, all’ambiente, all’innovazione e alle trasformazioni sociali. Ogni appuntamento sarà proposto come un invito a esplorare il cambiamento non come minaccia ma come possibilità e come coraggio di immaginare alternative.

Il viaggio del festival, ancora in fase di definizione, inizierà il 18 settembre a Possagno nello straordinario Museo Gypsotheca Antonio Canova, uno dei luoghi simbolo della cultura italiana. Qui i gessi del grande scultore dialogheranno con l’immaginario contemporaneo di Milo Manara, in un incontro tra classicità e modernità, tra il culto della bellezza del corpo canoviano e lo sguardo visionario del disegno contemporaneo, in uno spazio in cui il passato si connette con il presente.

Il giorno successivo, 19 settembre, il festival approderà a Bassano del Grappa, nella villa palladiana Angaran San Giuseppe, affacciata sul Brenta. La tappa ospiterà incontri dedicati alla letteratura, all’impresa artigiana e al rapporto tra uomo e paesaggio. Tra gli ospiti già indicati in programma ci sono l’attrice e autrice Chiara Francini e il giornalista Mauro Mazza.

La mattina del 20 settembre il viaggio continuerà a Vicenza, sulla terrazza della Basilica Palladiana, in compagnia di Maurizio De Giovanni, scrittore e sceneggiatore i cui libri hanno dato origine a serie televisive molto note come Il Commissario Ricciardi e I Bastardi di Pizzofalcone. Nel pomeriggio il festival raggiungerà Villa Ca’ Baroncello a Cassola, nel Vicentino, complesso storico di origine medievale immerso in un grande parco alberato. In questo contesto il dialogo tra architettura, natura e racconto darà forma a nuovi momenti di incontro, con la presenza annunciata di Moni Ovadia, attore e cantautore.

Una delle novità principali dell’edizione 2026 è la tappa del 25 settembre a Caorle, quando il Festival del Viaggiatore entrerà per la prima volta in sinergia con il mondo dei camperisti di tutta Italia grazie alla partnership con Federcampeggio e con il mensile “Itinerari e Luoghi”. Questa tappa, dal profilo più marcatamente turistico, avrà come base il Villaggio Turistico San Francesco. Il programma prevede eventi dedicati, tra cui la presenza del comico Vito, oltre a escursioni in battello nella laguna veneta e nel centro storico della città di Caorle.

Dopo queste prime date, il Festival del Viaggiatore farà tappa anche ad Asolo, Riese Pio X e Feltre. Le altre destinazioni, insieme al programma completo, saranno definite a breve.

Essere un festival capace di creare luoghi di incontro e una concreta dimensione sociale resta uno degli obiettivi centrali del progetto. La manifestazione non punta soltanto a promuovere luoghi ed eventi, ma a generare relazioni durature tra persone, istituzioni, imprese e territori, indicando nella cultura un motore di cambiamento, uno spazio di libertà e partecipazione e una forma concreta di innovazione sociale.

Alla base del festival c’è il lavoro di InArtE20 – Cultura in movimento, associazione in cui si incontrano e collaborano professionisti di settori diversi per ideare, progettare e organizzare eventi culturali orientati alla promozione di un territorio e delle sue vocazioni. Il team del Festival del Viaggiatore è formato da Emanuela Cananzi, direttrice artistica e responsabile dei progetti, da Giulia Cananzi, direttrice della comunicazione e giornalista professionista, e da Roberto Lena, responsabile della produzione video, affiancati da competenze editoriali, di comunicazione e di promozione turistica. Le altre destinazioni, insieme al programma, sono ancora in fase di definizione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail