Festival Itaca a Trieste: due incontri gratuiti su adolescenza, orari e come arrivare

Al Magazzino 26 due conferenze a ingresso libero: giovedì sui servizi che accolgono e curano, venerdì su linguaggi, miti e stereotipi.

23 settembre 2026 11:07
Festival Itaca a Trieste: due incontri gratuiti su adolescenza, orari e come arrivare -
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TRIESTE – Due appuntamenti pubblici, gratuiti e concentrati al Magazzino 26 del Porto Vecchio per parlare di adolescenti senza ridurre il tema a una formula da convegno. È questo il programma che il calendario della Sala Luttazzi del Comune di Trieste conferma per Festival Itaca, quarta edizione di “Navigazione adolescenti”. Il primo incontro è giovedì 24 settembre alle 15.45; il secondo venerdì 25 settembre alle 16. L’accesso è indicato come libero per entrambi.

La notizia utile, per chi sta decidendo se partecipare, è concreta: ci sono due momenti aperti al pubblico, nello stesso luogo e in due pomeriggi consecutivi, dedicati rispettivamente al rapporto tra adolescenti e servizi territoriali e alle parole con cui l’adolescenza viene raccontata. Il programma ufficiale che risulta pubblicato non permette invece di dettagliare altre giornate o iniziative: per correttezza, qui ci si attiene ai due incontri verificabili e non si anticipano relatori, laboratori o modalità di iscrizione che non compaiono nelle schede dell’organizzatore.

Il programma verificato: giovedì 24 e venerdì 25 settembre

Giovedì 24 settembre, ore 15.45, il titolo dell’incontro è “Servizi pubblici e Istituzioni che accolgono e curano: le nuove geografie dell’Adolescenza”. La scheda del Comune lo classifica come conferenza, lo colloca alla Sala Luttazzi e segnala l’ingresso libero. Il tema riguarda quindi il modo in cui istituzioni e servizi incontrano ragazze, ragazzi e famiglie: un argomento che può interessare non solo professionisti, ma anche genitori, insegnanti, educatori, associazioni e studenti che vogliono capire quale posto abbiano i servizi pubblici nei percorsi di crescita.

Venerdì 25 settembre, ore 16, si prosegue con “Le parole dell’adolescenza – linguaggi, miti e stereotipi dell’Adolescenza odierna”. Anche in questo caso la pagina dell’evento conferma orario, sede, conferenza e ingresso libero. È una differenza importante rispetto a molte iniziative rivolte esclusivamente alle scuole o agli addetti ai lavori: le schede indicano il pubblico “tutti”, senza costo d’ingresso.

Le due conferenze sono organizzate dal Dipartimento Servizi e Politiche Sociali del Comune di Trieste insieme a Fenacopsi. Il festival nasce da un percorso che mette al centro salute mentale, partecipazione e attività rivolte alle scuole, alle comunità e alla cittadinanza. Sul proprio sito Fenacopsi spiega che Itaca usa la metafora della navigazione per ragionare sul benessere psichico e che il progetto ha costruito nel tempo occasioni di confronto tra persone, servizi e territorio. Questo aiuta a leggere il taglio delle due giornate: non una rassegna di intrattenimento, ma uno spazio pubblico di ascolto e discussione su una fase della vita spesso raccontata per etichette.

Per chi può essere utile

Il primo pomeriggio può essere un’occasione concreta per chi lavora o vive accanto agli adolescenti e desidera orientarsi tra responsabilità diverse: famiglia, scuola, consultori, servizi sanitari e realtà sociali non svolgono lo stesso compito, ma devono potersi parlare. Il secondo si rivolge a un piano complementare. Parole, stereotipi e linguaggi influenzano il modo in cui un ragazzo viene ascoltato, descritto e coinvolto; affrontarli in una sede pubblica offre a genitori e adulti di riferimento un punto di confronto che non coincide con una prestazione sanitaria.

Va tenuta distinta, però, la funzione dell’evento da quella dei servizi di cura. Chi sta cercando un primo orientamento per una persona tra 0 e 18 anni può consultare il servizio ASUGI per la valutazione neuropsicologica e neuropsichiatrica infantile: la pagina indica sedi, contatti e le modalità per il colloquio di prima accoglienza nell’Area Giuliana. È un’informazione separata dal Festival Itaca, ma utile per evitare equivoci: una conferenza può offrire strumenti di comprensione e confronto, non sostituisce un percorso individuale né un contatto con i servizi quando serve.

Dove si svolgono gli incontri e come arrivare

Entrambi gli appuntamenti sono alla Sala Luttazzi, nel Magazzino 26 di Porto Vecchio, a Trieste. La sede è al terzo piano dell’edificio restaurato e dispone di 328 posti a sedere numerati, oltre a due postazioni dedicate alle persone con disabilità, secondo la descrizione tecnica della sala. Il dato è utile per capire che si tratta di uno spazio con capienza definita: l’ingresso è libero, ma non equivale a una garanzia di posto fino all’ultimo minuto.

Per chi arriva con i mezzi pubblici, le indicazioni della Sala Luttazzi segnalano le linee 6 e C, con fermata Viale Miramare/cavalcavia ferroviario, e la linea 19, con fermata Porto Vecchio. Dalla stazione ferroviaria il percorso a piedi è di circa 1,5 chilometri, indicativamente venti minuti. In auto l’accesso suggerito è da viale Miramare, percorrendo la rotatoria di ingresso al Porto Vecchio. Davanti al Magazzino 28 si trova inoltre la postazione di bike sharing “Porto Vecchio Polo Museale”.

Un consiglio semplice è non programmare un arrivo al minuto: i due incontri iniziano nel pomeriggio e il Magazzino 26 è un’area diversa dal centro storico. Prima di uscire conviene ricontrollare le informazioni aggiornate della Sala Luttazzi, soprattutto se si hanno esigenze di accessibilità, si viaggia in gruppo o si desidera verificare eventuali cambiamenti di programma. Per contatti sulla sede il calendario comunale riporta il numero +39 333 665 2182, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17 e nel fine settimana dalle 10 alle 17.

Ingresso libero non significa iscrizione automatica

Le pagine ufficiali usano la dicitura “Libero” e non indicano un biglietto né un costo. Non è pubblicata, nelle schede consultate, una prenotazione obbligatoria per queste due conferenze. La formula più prudente è quindi questa: partecipazione gratuita, con accesso da verificare direttamente con l’organizzazione nel caso si voglia essere certi della disponibilità. Non è una cautela superflua in una settimana in cui Trieste concentra molti appuntamenti e richiama pubblico anche fuori città.

Chi sta costruendo un pomeriggio o una serata in città può tenere presente che il 25 settembre coincide con SHARPER, la Notte europea dei ricercatori a Trieste, diffusa tra piazza Unità e aree vicine. Dal 24 al 26 settembre, inoltre, la Basilica di San Silvestro ospita Teatri del Suono con concerti e installazioni. Non sono alternative equivalenti a Itaca, ma sapere che la città avrà un calendario fitto aiuta a scegliere gli spostamenti e a evitare coincidenze.

Venerdì, dopo l’incontro delle 16, resta anche il tempo per visitare il Magazzino 26: l’Immaginario Scientifico propone nello stesso edificio un incontro sulla creatività artificiale alle 17. Per chi invece cerca un percorso più ampio tra divulgazione, incontri e laboratori, la guida a Trieste Next 2026 raccoglie le informazioni per il festival in programma dal 25 al 27 settembre. Sono indicazioni di contesto, non parti del programma di Itaca: ciascun appuntamento ha sede, orario e regole proprie.

Una scelta concreta per famiglie, scuola e territorio

Il valore dei due incontri non sta in promesse generiche, ma nella possibilità di mettere sul tavolo due domande molto pratiche. La prima: come possono servizi pubblici e istituzioni farsi trovare quando un adolescente o una famiglia ha bisogno di ascolto e orientamento? La seconda: quali parole facilitano il dialogo e quali, invece, trasformano una fase complessa della crescita in uno stereotipo? Sono domande che attraversano le classi, le case e le associazioni del territorio, e che trovano qui una sede libera e accessibile al pubblico.

Per partecipare bastano quindi pochi passaggi: scegliere il giorno in base al tema, raggiungere con anticipo il Magazzino 26, verificare il giorno stesso eventuali avvisi del Comune e ricordare che l’incontro è un luogo di informazione e confronto. Per chi necessita di un percorso individuale, la strada corretta resta il contatto con i servizi appropriati. Tenere distinti questi due piani rende il Festival Itaca più utile: un’occasione pubblica per capire e discutere, senza attribuirgli compiti che non gli spettano.

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