Festival del Lavoro a Venezia: oggi e domani il confronto su diritti, impresa e sostenibilità

Alla The Human Safety Net Hall di Piazza San Marco parte la prima edizione promossa da Ca’ Foscari, Lavoro&Welfare e ILO. Ingresso gratuito, ma le registrazioni online risultano chiuse dal 12 ottobre.

15 ottobre 2026 16:38
Festival del Lavoro a Venezia: oggi e domani il confronto su diritti, impresa e sostenibilità -
Condividi

VENEZIA — Si apre oggi, giovedì 15 ottobre, e prosegue venerdì 16 ottobre il primo Festival internazionale del lavoro e delle relazioni industriali. Il titolo scelto per l’esordio è «Lavoro e sostenibilità»: due giornate di confronto nella The Human Safety Net Hall, in Piazza San Marco, tra università, parti sociali, imprese e organismi internazionali.

L’iniziativa riguarda da vicino il Nordest non soltanto per la sede veneziana. Le questioni in agenda — qualità del lavoro, formazione, welfare aziendale, sicurezza, innovazione tecnologica e relazioni industriali — toccano aziende, lavoratori e professionisti di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Non è una fiera del lavoro né un evento con colloqui di selezione: è un appuntamento di approfondimento, pensato per mettere a confronto ricerca, istituzioni e rappresentanza.

Chi organizza e perché è una prima edizione

Il Festival è promosso dall’Università Ca’ Foscari Venezia, attraverso il Master in diritto del lavoro, dall’associazione Lavoro&Welfare e dall’International Labour Organization (ILO), agenzia delle Nazioni Unite specializzata nei temi del lavoro. Il sito della manifestazione lo presenta come un nuovo spazio di studio sulle relazioni industriali e dedica la prima edizione all’intreccio fra lavoro e sostenibilità. La cornice non va letta solo in chiave ambientale: il programma mette insieme sostenibilità sociale, economica e ambientale.

La scelta di Venezia aggiunge un elemento territoriale al dibattito. In un’area dove manifattura, servizi, turismo, logistica e filiere agroalimentari convivono, parlare di organizzazione del lavoro significa parlare di competitività, competenze e tenuta delle comunità. È lo stesso punto che emerge, con un taglio operativo sulla prevenzione, nell’approfondimento Nordest24 sulle nuove linee guida per la formazione sulla sicurezza nelle aziende: obblighi e documenti contano, ma conta anche se la formazione modifica concretamente comportamenti e organizzazione.

Le otto sessioni: cosa si discute il 15 e il 16 ottobre

Il calendario ufficiale prevede otto sessioni. Nella giornata di giovedì il confronto è dedicato a sviluppo sostenibile, diritti del lavoro come diritti umani, ruolo delle organizzazioni internazionali nella promozione del lavoro dignitoso e integrazione tra safety e security. Venerdì il programma si sposta su benessere organizzativo e welfare aziendale, impresa sostenibile, rapporto fra lavoro e tecnologia e relazioni industriali.

Il filo conduttore è quindi più concreto di una formula generica sulla sostenibilità. Per un’impresa significa interrogarsi su formazione, condizioni di lavoro, capacità di trattenere competenze, prevenzione e gestione del cambiamento tecnologico. Per chi lavora, il punto è come questi strumenti incidano su carriera, tutele, equilibrio con la vita personale e possibilità di partecipare alle trasformazioni aziendali. Per sindacati e associazioni datoriali, invece, il campo è quello della contrattazione e della costruzione di regole condivise.

Fra i partecipanti annunciati figurano, tra gli altri, il rettore di Ca’ Foscari Marco Sgarbi, Cesare Damiano, Tiziano Treu, Enrico Giovannini, Maurizio Martina, Adalberto Perulli, Vania Brino e Stefano Beraldo. L’elenco dei relatori non va confuso con un programma aperto a interventi del pubblico: l’evento ha una struttura congressuale e le sessioni hanno contenuti e iscrizioni definiti dagli organizzatori.

Accesso: gratuito non significa ingresso libero

Questo è il dettaglio pratico più importante per chi sta pensando di andare oggi o domani. Sul portale del Festival la partecipazione è indicata come gratuita, ma subordinata a registrazione e disponibilità di posti; la pagina riportava come termine per registrarsi il 12 ottobre. Alla data di apertura dell’evento, quindi, non è corretto presentarsi alla Hall contando su un accesso libero o su biglietti distribuiti in loco. Chi non aveva completato l’iscrizione deve verificare direttamente con la segreteria organizzativa o con il canale di registrazione se esistano rinunce o liste d’attesa.

Un’ulteriore indicazione arriva dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia. Per gli iscritti all’Ordine l’appuntamento è accreditato per la formazione continua: sono previsti tre crediti per ciascuna sessione mattutina o pomeridiana, con una capienza indicata di 30 persone a sessione e registrazione delle presenze in entrata e in uscita. Questa disponibilità riguarda lo specifico canale formativo dei consulenti e non prova, da sola, una capienza generale aperta al pubblico.

Gli interventi si svolgono prevalentemente in italiano, pur con programma redatto in inglese; per gli ospiti stranieri è prevista la traduzione simultanea. L’indirizzo da considerare è The Human Safety Net Hall, Piazza San Marco, Venezia. Per spostarsi nel centro storico restano valide le normali indicazioni di accesso alla città: non sono state comunicate navette o parcheggi dedicati al Festival.

Dal welfare alla tecnologia: perché interessa alle imprese del Nordest

La presenza di imprese e associazioni territoriali non trasforma il Festival in una sede negoziale, ma rende attuali i temi. Il welfare aziendale, ad esempio, non coincide con un catalogo di benefit: riguarda l’insieme di misure che possono aiutare a conciliare tempi di lavoro e vita, sostenere la salute organizzativa e rendere più attrattivo un datore di lavoro. Le scelte concrete restano diverse da azienda ad azienda e dipendono da contratto, dimensione, accordi e bisogni reali della forza lavoro.

Il rapporto tra impresa e territorio è centrale anche quando si parla di mobilità. A Marcon, per esempio, Nordest24 ha raccontato la sperimentazione di navette gratuite casa-lavoro per dipendenti di sette imprese: un caso locale che mostra come sostenibilità e organizzazione del lavoro possano tradursi in un servizio misurabile, non in un semplice slogan.

La tecnologia è l’altro nodo della seconda giornata. Automazione, intelligenza artificiale e nuovi strumenti digitali cambiano mansioni e processi, ma non producono da soli un risultato positivo o negativo: decisive sono formazione, distribuzione delle responsabilità, trasparenza e possibilità per lavoratrici e lavoratori di aggiornare le proprie competenze. Il tema era già emerso nella rassegna dell’Irse di Pordenone sulle trasformazioni del lavoro tra automazione, generazioni e benessere organizzativo, segno di una domanda che attraversa tanto l’industria quanto i servizi.

Diritti, lavoro dignitoso e relazioni industriali

Nel primo giorno il Festival lega esplicitamente i diritti del lavoro ai diritti umani e richiama l’idea di “decent work”, il lavoro dignitoso promossa dall’ILO. Il concetto, spiegato dall’Organizzazione internazionale del lavoro, comprende opportunità di impiego produttivo, protezione sociale, diritti nel lavoro e dialogo sociale. Non è una norma che sostituisce i contratti italiani, ma una chiave utile per leggere insieme occupazione, tutele e qualità delle condizioni di lavoro.

Qui entrano in gioco le relazioni industriali: il modo in cui datori, rappresentanze dei lavoratori e istituzioni discutono e regolano salari, orari, welfare, formazione, sicurezza e organizzazione. Per chi lavora nel Nordest, dove molte filiere sono intrecciate fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, il confronto può offrire strumenti e domande, non soluzioni automatiche. Un accordo aziendale, una misura di welfare o un percorso formativo hanno valore solo se sono adeguati al singolo contesto e verificabili nel tempo.

Cosa resta da seguire dopo Venezia

Le due giornate non producono un provvedimento vincolante né modificano di per sé norme o contratti. Il loro valore sta nel mettere sullo stesso tavolo università, istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese e parti sociali. Per lettori, lavoratori e aziende è utile distinguere gli annunci dai passaggi successivi: eventuali proposte dovranno tradursi in accordi, percorsi formativi, scelte organizzative o atti normativi concreti.

Per seguire gli esiti, il riferimento da controllare è il sito del Festival, dove è pubblicato anche il programma completo. Per chi non è registrato, l’informazione più affidabile resta altrettanto semplice: prima di organizzare un viaggio a Venezia, contattare l’organizzazione e non dare per disponibile un posto che il canale ufficiale non abbia confermato.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail