Incendi boschivi, in Friuli Venezia Giulia finisce lo stato di massima pericolosità

La Regione chiude la fase di massima allerta su tutto il territorio. Resta attivo solo il fronte di Contron, nel comune di Claut.

25 agosto 2026 12:44
Incendi boschivi, in Friuli Venezia Giulia finisce lo stato di massima pericolosità -
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TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia ha decretato la fine dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. La decisione è stata assunta sabato mattina, dopo il miglioramento delle condizioni meteo che nelle ultime settimane avevano favorito l’innesco e la propagazione dei roghi.

Il provvedimento è stato adottato dal Servizio Foreste della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche, d’intesa con il Corpo forestale regionale e sentita la Protezione civile regionale. A far rientrare l’allerta sono stati soprattutto le piogge intense e il calo delle temperature arrivati tra 18 e 19 agosto 2026, che hanno interrotto il lungo periodo di siccità e caldo estremo.

I numeri dell’estate degli incendi in Fvg

Lo stato di massima pericolosità era stato dichiarato l’11 luglio 2026. Da allora in Friuli Venezia Giulia sono divampati oltre 40 incendi boschivi, su un totale di 81 registrati dall’inizio dell’anno. Le fiamme hanno interessato 966 ettari, su 1.096 complessivi bruciati nel 2026.

Si tratta di un dato elevato rispetto agli ultimi tre anni, mentre il confronto più vicino resta quello con il 2022, quando soprattutto l’area del Carso fu colpita da incendi per un totale di 1.347 ettari, di cui 1.151 di bosco.

Nel quadro complessivo della superficie forestale regionale, che secondo l’inventario nazionale 2015 supera i 323 mila ettari, la Regione ricorda anche altri eventi che hanno inciso pesantemente sul patrimonio boschivo: la tempesta Vaia ha distrutto circa 3.700 ettari nel 2018, mentre il bostrico ha interessato più di 2.000 ettari negli ultimi sei anni.

Perché l’allerta è stata revocata

Secondo le valutazioni tecniche, le precipitazioni di metà agosto hanno bagnato in profondità i terreni e ridotto in modo drastico l’infiammabilità della vegetazione. Con l’aumento dell’umidità nell’aria e nel suolo, gli indici usati per calcolare la probabilità di innesco e propagazione degli incendi boschivi sono tornati sotto la soglia di massima allerta.

Nelle settimane precedenti il sistema antincendio regionale era stato impegnato in un lavoro continuo di contenimento, con il Corpo forestale regionale, i volontari dell’antincendio boschivo, i Vigili del fuoco e il supporto dei sistemi antincendio della Slovenia e del Land austriaco della Carinzia. Negli ultimi giorni l’attenzione sul rischio incendi è rimasta alta anche in altre aree del Nordest, come dimostrano i recenti interventi per il rogo boschivo di Crespadoro.

Attualmente resta attivo soltanto l’incendio in località Contron, nel territorio comunale di Claut, seguito dal personale della Stazione forestale di Claut.

I rilievi dopo i roghi e le verifiche sui danni

Con il rientro dell’emergenza sono già partite le attività tecniche di rilievo dei parametri e di calcolo delle superfici percorse dal fuoco, finora solo stimate. Il lavoro viene svolto dalle Stazioni forestali nelle aree interessate dagli incendi.

Per i roghi di minori dimensioni è stata avviata anche l’analisi del livello di severità, utile a quantificare i danni subiti dai diversi popolamenti forestali. Si tratta di una verifica importante per capire dove il passaggio del fuoco abbia avuto l’impatto maggiore e dove, invece, i danni siano più contenuti.

Tra i casi osservati c’è l’incendio del Cuel Fletron - monte Amariana, sviluppatosi nei territori comunali di Amaro e Tolmezzo, che ha avuto fasi evolutive molto diverse non solo da una giornata all’altra ma anche nello stesso giorno, con effetti differenti sui boschi coinvolti.

Le aree da monitorare dopo l’emergenza

Le analisi serviranno anche a individuare eventuali zone critiche per il futuro, soprattutto nei versanti sopra infrastrutture e collegamenti, dove il passaggio del fuoco può creare problemi di stabilità e richiedere interventi di messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico. In queste valutazioni rientrano anche i rischi indiretti legati agli incendi che possono interessare aree produttive e materiali sensibili, come accaduto in Veneto con le fiamme nel capannone di materiale elettrico.

L’attività delle Stazioni forestali proseguirà nei prossimi giorni con i rilievi definitivi delle superfici bruciate e con la stima del livello di danno nei comprensori forestali colpiti dai roghi dell’estate 2026.

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