Fine vita in Fvg, Serena Pellegrino attacca Fedriga dopo la legge del Veneto

La consigliera regionale di Avs chiede a Fedriga e alla maggioranza di discutere una norma su tempi e procedure per l’accesso al suicidio.

04 settembre 2026 19:26
Fine vita in Fvg, Serena Pellegrino attacca Fedriga dopo la legge del Veneto -
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TRIESTE - Il via libera del Consiglio regionale del Veneto al progetto di legge sul fine vita riapre il confronto anche in Friuli Venezia Giulia. A intervenire è la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra, che punta il dito contro la posizione del presidente Massimiliano Fedriga e della maggioranza di Centrodestra, accusati di una linea di «totale chiusura» sul tema.

Per Pellegrino, l’approvazione in Veneto rappresenta una svolta politica che non può essere ignorata in regione. La consigliera parla di una «storica vittoria di civiltà» e sostiene che, di fronte a patologie irreversibili e sofferenze intollerabili, le istituzioni debbano dare risposte concrete senza rinviare il confronto.

Il nodo politico tra Veneto e Friuli Venezia Giulia

Nel suo intervento, Pellegrino richiama la scelta del Veneto, definita la prima Regione guidata dal Centrodestra a regolamentare tempi e procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Secondo l’esponente di Avs, questa decisione dimostra che il tema può essere affrontato anche sul piano regionale, nel solco indicato dalla Corte Costituzionale.

La consigliera contrappone così Venezia a Trieste: mentre in Veneto, sostiene, si è scelto di legiferare per fissare regole e tempi certi, in Friuli Venezia Giulia la maggioranza continuerebbe a fermarsi su pregiudiziali di incompetenza e su valutazioni politiche. Un confronto che nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito regionale anche sul fronte del fine vita in Friuli Venezia Giulia.

Le accuse a Fedriga e alla maggioranza

Pellegrino esprime «forte contrarietà» verso la linea del governatore Massimiliano Fedriga e della sua Giunta, accusandoli di non affrontare un tema che riguarda direttamente la salute e l’autodeterminazione delle persone. Nelle sue parole, il Centrodestra regionale sarebbe oggi diviso da una contraddizione interna: da una parte il Veneto guidato da Luca Zaia, che ha approvato una legge sul punto, dall’altra il Friuli Venezia Giulia, dove - afferma - non si vuole neppure aprire una discussione.

La consigliera cita anche la vicenda di Eluana Englaro, ricordando come il Friuli Venezia Giulia abbia vissuto da vicino una delle pagine più dolorose del dibattito nazionale sul fine vita. Proprio per questo, aggiunge, ritiene inaccettabile che la Regione rifiuti perfino di affrontare una proposta di legge chiesta da migliaia di cittadini firmatari.

La richiesta: tempi certi e procedure chiare

Nel merito, Pellegrino chiede al presidente Fedriga e alle forze di maggioranza di abbandonare quello che definisce un approccio punitivo e ideologico. L’obiettivo indicato è arrivare anche in Friuli Venezia Giulia a tempi certi e procedure chiare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, in modo da garantire il diritto all’autodeterminazione delle persone coinvolte.

Secondo la consigliera di Avs, non si tratta di una battaglia identitaria, ma di una responsabilità istituzionale. La richiesta è di seguire la strada già intrapresa dal Veneto e affrontare il tema come questione concreta di dignità e tutela per chi soffre. Un tema che resta al centro del confronto politico regionale, come mostrano anche le prese di posizione sul legge regionale in Veneto, richiamate nel dibattito di queste ore.

Pellegrino sostiene infine che il diritto all’autodeterminazione non possa essere considerato una concessione politica, ma debba tradursi in procedure chiare e definite per i casi previsti.

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