Fine vita, Pellegrino: dal Veneto una spinta anche per il Friuli Venezia Giulia

La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra commenta il voto di Palazzo Ferro Fini: 32 sì, 14 no e 5 astenuti.

02 settembre 2026 19:06
Fine vita, Pellegrino: dal Veneto una spinta anche per il Friuli Venezia Giulia -
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TRIESTE - Il via libera del Consiglio regionale del Veneto alla legge sul fine vita riaccende il confronto anche in Friuli Venezia Giulia. A intervenire è Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce il voto di Venezia una svolta politica nazionale e chiede che anche l'assemblea del Fvg affronti il tema.

Nel merito, Pellegrino richiama l'approvazione arrivata a palazzo Ferro Fini con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, sottolineando come il Veneto sia la prima Regione guidata dal centrodestra a regolamentare tempi e procedure per l'accesso al suicidio medicalmente assistito.

Il voto del Veneto e il nodo delle procedure

Secondo la consigliera, la scelta veneta dimostra che di fronte a patologie irreversibili e sofferenze considerate intollerabili non possono prevalere barriere ideologiche. Nella sua lettura, il provvedimento interviene soprattutto sul piano pratico, dando attuazione amministrativa a quanto già indicato dalla Corte costituzionale e fissando percorsi più chiari per i cittadini.

Pellegrino evidenzia anche che la mediazione trovata in Veneto si basa sull'integrazione delle cure palliative e sulla libertà di coscienza del personale sanitario. Un punto che, nelle sue parole, avrebbe permesso di costruire un equilibrio istituzionale su un tema che da anni divide il dibattito pubblico.

Il richiamo al Friuli Venezia Giulia

La presa di posizione guarda però soprattutto al Friuli Venezia Giulia. Pellegrino sostiene che il voto veneto metta in evidenza l'inerzia della politica nazionale e, allo stesso tempo, il ritardo della Regione Fvg, dove - afferma - la maggioranza di centrodestra continua a non affrontare il tema.

Nel suo intervento la consigliera cita esplicitamente l'esempio del Veneto come possibile riferimento anche per Trieste, sostenendo che il bisogno di dignità e di tempi certi per i malati terminali superi le appartenenze politiche tradizionali. Un tema già entrato nel confronto pubblico del Nordest, anche dopo il dibattito su legge regionale sul fine vita.

Il quadro politico richiamato da Pellegrino

Nel commentare il passaggio in Veneto, Pellegrino osserva che mentre a Roma maggioranza parlamentare e Governo, a suo giudizio, non hanno ancora colmato il vuoto normativo, alcune Regioni stanno invece indicando una strada. Oltre al Veneto, richiama Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna come territori che hanno già affrontato la questione.

Nella nota, la consigliera aggiunge che l'iniziativa sostenuta dal presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, rende ancora più evidente il ritardo del livello centrale e delle assemblee che non hanno ancora legiferato. Da qui l'auspicio finale: che l'esempio veneto spinga anche il Friuli Venezia Giulia e le altre Regioni ad aprire una discussione concreta, con procedure trasparenti e tempi definiti per i cittadini.

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