Fondazione Italiana Fegato, 200mila euro dalla Regione per i laboratori

Il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia finanzia nuove apparecchiature, colture cellulari e sistemi di imaging.

18 maggio 2026 11:59
Fondazione Italiana Fegato, 200mila euro dalla Regione per i laboratori -
Condividi

TRIESTE. La Fondazione Italiana Fegato ETS avvia un piano di ammodernamento delle proprie infrastrutture di laboratorio, sostenuto da un contributo di 200mila euro della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, assicurato su indicazione del Presidente Massimiliano Fedriga. L’intervento riguarda l’acquisizione di tecnologie avanzate e la sostituzione di strumentazioni ormai obsolete, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di ricerca dell’ente e migliorare qualità, sicurezza e competitività scientifica.

Un investimento per rafforzare la ricerca

Il progetto punta a potenziare le attività sperimentali della Fondazione, intervenendo su apparecchiature e spazi di lavoro utilizzati nei laboratori. «Il progetto rappresenta una strategia di potenziamento strutturale», sottolinea il presidente della FIF, Claudio Tiribelli, spiegando che l’intervento «consentirà alla Fondazione di ampliare le attività sperimentali e consolidare il proprio ruolo nel panorama della ricerca biomedica nazionale e internazionale».

Secondo Tiribelli, l’investimento permetterà inoltre «di incrementare la riproducibilità dei dati scientifici, favorire nuove collaborazioni e aumentare l’impatto delle pubblicazioni prodotte dai ricercatori».

Nuova stanza per le colture cellulari

Una parte rilevante delle risorse sarà destinata al rinnovo della strumentazione di base per le colture cellulari, considerate centrali in molte attività di ricerca biomedica. Il piano prevede l’acquisto di incubatori di nuova generazione, cabine di sicurezza biologica, centrifughe e sistemi avanzati per la gestione dei gas compressi.

Queste apparecchiature renderanno possibile l’attivazione di una nuova stanza dedicata alle colture cellulari all’interno dei laboratori della Fondazione. Le dotazioni introdotte dovranno garantire standard più elevati di sicurezza e controllo ambientale, migliorando le condizioni operative del personale e l’affidabilità delle procedure sperimentali.

Analisi cellulari e biomarcatori molecolari

Il programma di ammodernamento comprende anche tecnologie per l’analisi quantitativa delle cellule e dei biomarcatori molecolari. Tra gli strumenti previsti c’è un lettore multimodale di micropiastre, che consentirà di eseguire saggi di vitalità cellulare, citotossicità e attività enzimatica con maggiore precisione e con un consumo ridotto di campione biologico.

La stessa strumentazione sarà utilizzata per analisi su DNA, RNA e proteine, passaggi fondamentali nello studio dei meccanismi cellulari e delle patologie epatiche.

Sistemi di imaging e sicurezza degli operatori

Nel piano è inclusa anche una linea di intervento dedicata alla sicurezza del personale di laboratorio. I nuovi sistemi di imaging per applicazioni di biologia molecolare permetteranno di eliminare l’esposizione ai raggi UV, sostituendola con tecnologie fluorescenti meno tossiche e più sostenibili, in coerenza con le normative più recenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

«L’investimento più innovativo», conclude il prof. Tiribelli, «riguarda però l’acquisizione di un sistema di live cell imaging, tecnologia finora non disponibile presso la Fondazione». Lo strumento permetterà di osservare in tempo reale il comportamento delle cellule direttamente all’interno dell’incubatore.

Il sistema di live cell imaging sarà impiegato per monitorare in modo continuo fenomeni come proliferazione, apoptosi, citotossicità e interazioni immunitarie, con l’obiettivo di ottenere dati più robusti e accurati, ridurre la variabilità sperimentale e aprire nuove prospettive nella ricerca traslazionale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail