Fotovoltaico in Fvg, target a 3,3 GW e stop al consumo di suolo agricolo
La Regione valuta ex aree militari e pertinenze autostradali, con una nuova legge annunciata entro fine 2026.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia la crescita del fotovoltaico dovrà passare, nelle intenzioni della Regione, soprattutto da aree già compromesse o antropizzate, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo agricolo. È questo l’indirizzo ribadito oggi, 15 settembre 2026, dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, rispondendo in Aula a un’interrogazione durante il question time.
Il punto centrale riguarda la pianificazione degli impianti da fonti rinnovabili, in particolare quelli a terra: la Regione conferma di voler tenere insieme transizione energetica, sviluppo economico e tutela del territorio e del paesaggio.
Il target regionale sul fotovoltaico
La strategia regionale è già fissata dalla legge FVG Green e dal Piano energetico regionale. Secondo quanto spiegato dall’assessore, il piano del Friuli Venezia Giulia anticipa di cinque anni gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.
A fronte di un obiettivo nazionale di circa 2 GW entro il 2030, il Piano energetico regionale ha fissato per il Friuli Venezia Giulia un traguardo di 3,3 GW di nuova capacità fotovoltaica. Una soglia più alta, ha precisato Scoccimarro, calibrata sulle caratteristiche del territorio e sull’aumento dei fabbisogni energetici, anche in relazione alla crescita di nuovi grandi consumatori come i Data Center.
In questo quadro si inseriscono anche gli investimenti in energia rinnovabile legati al sistema produttivo regionale, come nel caso del parco solare di San Giorgio di Nogaro per Selenis.
Aree idonee, rischio alluvioni e autorizzazioni
Sul fronte dei vincoli, la Regione ha chiarito che gli impianti fotovoltaici a terra vengono autorizzati nel rispetto del Piano di gestione del rischio di alluvioni. Il piano individua infatti i livelli di pericolosità e di rischio e vieta la realizzazione di manufatti nelle aree con i valori più elevati.
Le procedure autorizzative cambiano in base alla tipologia dell’impianto, alla potenza e all’area interessata. I percorsi previsti possono includere l’autorizzazione unica regionale, la procedura abilitativa semplificata oppure l’edilizia libera comunale, nei casi consentiti.
Scoccimarro ha inoltre annunciato che la Regione sta lavorando al recepimento del nuovo quadro normativo nazionale e conta di presentare un nuovo disegno di legge entro fine 2026.
Dove la Regione guarda per i nuovi impianti
L’assessore ha indicato alcune direttrici già avviate per spostare quanto possibile gli impianti su superfici non agricole. Tra queste c’è la previsione di un impianto fotovoltaico nell’area militare dismessa di Istrago, a Spilimbergo, destinato a entrare in una Comunità energetica.
La Regione ha inoltre affidato uno specifico mandato operativo a FVG Energia, ha concluso la mappatura delle aree militari dismesse potenzialmente utilizzabili per l’installazione di impianti FER e ha avviato un confronto con Autostrade Alto Adriatico per verificare l’uso delle pertinenze autostradali per nuovi impianti.
Nel dibattito più ampio sulle fonti rinnovabili e sul mix energetico rientrano anche i temi affrontati da AIEL ad ARERA sull’energia dal legno, legati alla strategia energetica italiana 2026-2029.
L’obiettivo indicato dalla Regione resta quello di accompagnare la crescita delle rinnovabili individuando soluzioni che consentano di produrre energia pulita senza compromettere le risorse agricole e il patrimonio territoriale del Friuli Venezia Giulia.