Giovani e imprese, il ricambio generazionale è la nuova sfida del lavoro in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia avrà bisogno di 45mila lavoratori nei prossimi anni. Le strategie della Regione per attrarre giovani e talenti.

23 ottobre 2026 11:03
Giovani e imprese, il ricambio generazionale è la nuova sfida del lavoro in Friuli Venezia Giulia -
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Il Friuli Venezia Giulia dovrà immettere nel mercato del lavoro 45mila nuove persone nell’arco dei prossimi sei-otto anni, soltanto per mantenere stabile l’attuale tasso di occupazione. La stima, indicata dall'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen il 7 settembre a Udine, durante il workshop sulle tecnologie manifatturiere avanzate organizzato con l'Università di Udine in occasione dell'assemblea di Aitem, restituisce la dimensione della sfida demografica che attende il territorio. Il ricambio generazionale non riguarda soltanto la disponibilità di lavoratori, ma anche la capacità delle imprese di trovare le competenze necessarie per sostenere la produzione e affrontare le trasformazioni tecnologiche.

Le politiche regionali per favorire l'ingresso dei giovani nel lavoro

Per rispondere a questa esigenza, la Regione punta su giovani, donne e soggetti ad oggi fuori dal mercato del lavoro, attraverso politiche che avvicinino formazione e occupazione. Tra gli strumenti rientrano il trasferimento tecnologico, anche a beneficio delle piccole imprese, la formazione continua, il collegamento tra università, ITS Academy e sistema produttivo e il finanziamento dei dottorati di ricerca. Su quest'ultimo fronte, sono quasi 400 i percorsi garantiti, a cui si aggiungono 6 milioni di euro destinati al prossimo biennio. A queste misure si affianca la norma Talenti, pensata per sostenere le aziende che assumono profili qualificati e rendere il Friuli Venezia Giulia più attrattivo per le professionalità di cui ha bisogno.

Cosa cercano i giovani nelle aziende: formazione, crescita e qualità della vita

La questione, tuttavia, non si esaurisce nella formazione o nella disponibilità di posti di lavoro. A cambiare sono anche i criteri con cui i giovani scelgono un'azienda. Come ha osservato Rosolen l'8 settembre, tra gli elementi che incidono sulla decisione ci sono l'organizzazione del lavoro, la gestione dei tempi, la formazione all'ingresso, le possibilità di crescita professionale e la qualità della vita. Un orientamento che trova un riscontro anche nella diffusione delle società benefit in regione, passate da 24 nel 2022 a 155 nel settembre 2026.

In questo contesto, le imprese sono chiamate a ripensare il rapporto con le persone e a considerare l'ambiente lavorativo e lo sviluppo delle competenze come fattori strategici per attrarre e trattenere i giovani. In un mercato del lavoro in cui le imprese cercano figure capaci di selezionare, formare e valorizzare i giovani talenti, una possibile strada per acquisire competenze specifiche è un percorso di specializzazione post-laurea come il master in risorse umane. Questo tipo di formazione permette di approfondire la selezione del personale, la formazione e lo sviluppo organizzativo, ambiti in cui le competenze specialistiche sono sempre più richieste.

Le iniziative per avvicinare imprese e candidati

La pressione demografica rende, intanto, più complesso per le aziende reperire le professionalità necessarie, soprattutto quando la domanda riguarda competenze tecniche e profili specializzati. Per affrontare il problema, la Regione affianca alle politiche formative strumenti più diretti di incontro tra domanda e offerta, come i Recruiting Day, gli incentivi alle assunzioni e i percorsi di formazione coprogettati con le imprese. L'obiettivo è ridurre la distanza tra le competenze disponibili e quelle richieste dal sistema produttivo, aiutando le aziende a individuare candidati adeguati e le persone a entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

Un esempio concreto è stato il Benefit Recruiting Day, organizzato a Udine l'8 ottobre, che ha coinvolto sette imprese di settori differenti. L'iniziativa ha offerto un'occasione di contatto diretto tra aziende e candidati, mettendo al centro non soltanto le posizioni aperte, ma anche le caratteristiche delle organizzazioni e le opportunità professionali. In una regione chiamata a compensare l'uscita di migliaia di lavoratori, iniziative di questo tipo possono contribuire a rendere più efficaci i processi di selezione. La sfida dei prossimi anni sarà tenere insieme ricambio generazionale, aggiornamento delle competenze e qualità del lavoro: tre condizioni sempre più decisive per la competitività delle imprese e per la capacità del Friuli Venezia Giulia di trattenere e attrarre persone.


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