Friuli Venezia Giulia, acque di balneazione ai vertici: 99,6% eccellenti nel 2026
I controlli Arpa Fvg su 66 punti tra mare, lagune, laghi e fiumi premiano la regione. Un solo sito è classificato buono.
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è al secondo posto in Italia per qualità delle acque di balneazione: nel 2026 il 99,6% dei tratti monitorati risulta in classe eccellente. Il dato emerge dai controlli effettuati da Arpa Fvg su 66 punti di campionamento distribuiti tra costa e acque interne della regione.
Su 66 siti controllati da aprile a settembre con cadenza mensile, 65 sono classificati “Eccellenti” e uno solo rientra nella classe “Buono”. I monitoraggi hanno riguardato il mare e la laguna di Grado, i laghi di Cavazzo e Sauris e diversi corsi d’acqua interni, tra cui i fiumi Natisone e Tagliamento e i torrenti Meduna e Arzino.
A comunicare il risultato è stato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, intervenuto a Trieste in una conferenza dedicata sia alla qualità delle acque di balneazione sia ai controlli sugli ecosistemi acquatici interni. Secondo quanto riferito dalla Regione, il posizionamento nazionale è legato all’attività di monitoraggio dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e al coordinamento con i Comuni per intervenire rapidamente in caso di campioni oltre i limiti di legge.
I controlli su mare, lagune, laghi e fiumi
L’attività di Arpa Fvg si è concentrata lungo l’intera regione, con verifiche mensili da aprile a settembre. Oltre ai controlli batteriologici ordinari, l’Agenzia ha rafforzato la sorveglianza sulle microalghe potenzialmente tossiche, in particolare Ostreopsis ovata, in quattro stazioni del litorale roccioso, e sui cianobatteri.
Nel corso del 2026 non è mai stata rilevata la presenza di cianobatteri tossici. È stato invece registrato un solo episodio di superamento della soglia di allerta per Ostreopsis alla spiaggia di Canovella de Zoppoli, in agosto. I successivi campionamenti hanno però certificato il rientro dei valori sotto i limiti di guardia già il 3 settembre.
Le verifiche sugli effetti di caldo e siccità
Una parte del lavoro di Arpa Fvg ha riguardato anche l’impatto delle temperature elevate e del deficit idrico su acque interne e bacini lacustri, con approfondimenti avviati in base alle segnalazioni arrivate dal territorio.
Per le fioriture algali osservate nei torrenti Degano e Gorgazzo, le analisi hanno escluso fenomeni di eutrofizzazione dovuti a scarichi. Secondo quanto spiegato dall’assessore, si è trattato invece di una risposta naturale dell’ecosistema alla riduzione delle portate e al riscaldamento delle acque.
Sempre in estate, i disagi olfattivi registrati al Lago di Barcis in agosto sono stati ricondotti alla decomposizione di una macroalga rimasta emersa per effetto dell’abbassamento artificiale del livello dell’invaso, sommato al caldo anomalo.
Il caso del laghetto di Villa Revoltella
Tra gli interventi citati anche quello avvenuto a fine giugno nel laghetto di Villa Revoltella, a Trieste. In quell’occasione le alte temperature avevano ridotto drasticamente l’ossigenazione della vasca, mettendo in grave difficoltà la fauna ittica.
L’intervento dei tecnici Arpa, in collaborazione con imprese locali, ha permesso di salvare i pesci superstiti e di trasferirli in sicurezza alle cure dell’Enpa. Tra gli esemplari recuperati c’erano anche diverse carpe di 60 anni.