Case in affitto e recupero edilizio, in Friuli Venezia Giulia tornano sul mercato quasi 1.000 alloggi
A Udine il rapporto Ance sulle costruzioni 2026: focus su investimenti, Pnrr, compravendite e nuovo Piano casa regionale
UDINE - In Friuli Venezia Giulia il nodo casa passa anche dal recupero del patrimonio privato: con la legge regionale 8 del 2025 e le risorse dell’assestamento di bilancio, la Regione prevede di finanziare 770 domande per rimettere sul mercato quasi mille alloggi, circa la metà destinati alla locazione a canone calmierato. È il dato più concreto emerso a Udine durante la presentazione dell’Osservatorio congiunturale delle costruzioni 2026 promosso da Ance.
Il rapporto fotografa un settore edilizio regionale sostenuto dalla capacità di utilizzare le risorse pubbliche, comprese quelle del Pnrr, e dalla ripresa degli investimenti degli enti locali. Nel quadro tracciato durante l’incontro, il Friuli Venezia Giulia viene indicato anche come un mercato immobiliare ancora competitivo rispetto ad altre aree del Nord Italia, con valori di compravendita considerati più accessibili.
Il dato che riguarda famiglie e lavoratori
L’intervento più immediato per il territorio riguarda l’offerta abitativa. Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, l’obiettivo è aumentare il numero di alloggi disponibili soprattutto sul fronte delle locazioni, un tema che in regione segue le stesse tensioni già visibili nel resto del Nord Italia.
Le risorse attivate consentiranno il recupero di immobili privati oggi non utilizzati, con il ritorno sul mercato di quasi mille alloggi. Di questi, circa la metà sarà destinata all’affitto a canone calmierato. Una misura che punta a dare risposta sia alle famiglie sia a giovani e lavoratori che faticano a trovare una casa in locazione a prezzi sostenibili.
Osservatorio Ance: investimenti e mercato immobiliare
Alla presentazione dell’Osservatorio congiunturale delle costruzioni 2026 in Friuli Venezia Giulia hanno partecipato, insieme all’assessore, il vicepresidente di Ance nazionale Piero Petrucco, il presidente di Ance Fvg Marco Bertuzzo, il professore dell’Università Iuav di Venezia Ezio Micelli e il direttore di Ater Pordenone-Udine Lorenzo Puzzi.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la regione si distingua per la capacità di trasformare gli investimenti in sviluppo, utilizzando fondi pubblici e risorse legate al Pnrr e beneficiando della ripartenza della spesa degli enti locali. In questo quadro si inserisce anche il tema della competitività del territorio, legato non solo alle infrastrutture ma anche alla disponibilità di alloggi.
Il rapporto richiama inoltre la tenuta del mercato delle compravendite, favorita da prezzi ancora accessibili rispetto ad altre zone del Nord Italia. Un elemento che, nelle valutazioni emerse a Udine, contribuisce alla capacità attrattiva regionale.
Il nuovo Piano casa regionale
Accanto alle misure sul recupero del patrimonio edilizio privato, la Regione ha richiamato anche il nuovo Piano casa regionale, introdotto con la legge regionale 6 del 2026. L’impianto previsto punta a integrare edilizia sovvenzionata, edilizia convenzionata e investimenti pubblico-privati, con nuovi strumenti dedicati al social housing.
L’obiettivo indicato dalla Regione è costruire un sistema più organico delle politiche abitative, collegando casa, rigenerazione urbana e sviluppo del territorio. In questa direzione si inserisce anche il confronto sulle politiche abitative del territorio, tema che resta centrale per sostenere attrattività e mercato del lavoro.
Amirante ha sottolineato che il settore delle costruzioni continua a mostrare solidità e capacità di investimento e che il rafforzamento delle misure su edilizia convenzionata, social housing e locazioni viene considerato un passaggio decisivo per rendere il Friuli Venezia Giulia più accessibile per famiglie, giovani e lavoratori. Durante l’incontro è stato inoltre ribadito che la ripresa degli investimenti degli enti locali e l’utilizzo delle risorse pubbliche, comprese quelle del Pnrr, sono tra i fattori che sostengono l’andamento del comparto nel 2026.