Gianluca Benedetti, Padova si ferma per l’ultimo saluto al sub morto alle Maldive

Domani a Padova l’ultimo saluto a Gianluca Benedetti, il sub 44enne morto durante un’immersione alle Maldive.

29 maggio 2026 15:14
Gianluca Benedetti, Padova si ferma per l’ultimo saluto al sub morto alle Maldive - Gianluca Benedetti
Gianluca Benedetti
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PADOVA – Sarà la chiesa di Cristo Re, in via Sant’Osvaldo, ad accogliere domani mattina l’ultimo saluto a Gianluca Benedetti, il sub padovano di 44 anni morto il 14 maggio durante un’immersione alle Maldive. Le esequie saranno celebrate sabato 30 maggio alle 10, nel quartiere Facciolati, luogo al quale Gianluca era rimasto profondamente legato.

È qui che aveva vissuto una parte importante della sua vita, tra amicizie, sport, attività da animatore e ricordi condivisi con tante persone che oggi si preparano a stringersi attorno alla sua famiglia. L’annuncio del funerale è arrivato dalla mamma Paola, dalla compagna Silvia, dagli zii, dai cugini e dagli amici.

L’addio nel quartiere che lo aveva visto crescere

Il ritorno di Gianluca a Padova, dopo il rimpatrio della salma e gli accertamenti medico-legali, segna il momento più doloroso per chi lo conosceva. La magistratura ha concesso il nulla osta alla sepoltura, permettendo così alla famiglia di fissare la cerimonia funebre.

Nella chiesa di Cristo Re è attesa una grande partecipazione. Non solo per l’eco nazionale della tragedia, ma soprattutto per il legame che Gianluca aveva mantenuto con la sua città e con il quartiere in cui aveva mosso i primi passi.

A Facciolati molti lo ricordano come un ragazzo pieno di energia, capace di coinvolgere gli altri, presente nelle attività della comunità e protagonista anche nei tornei di Palo, dove aveva lasciato un ricordo vivo e affettuoso.

La scelta di una nuova vita alle Maldive

Prima di diventare un professionista della subacquea, Gianluca Benedetti aveva seguito un percorso molto diverso. Aveva lavorato nel settore bancario e finanziario, costruendo una carriera solida e sicura.

Poi, nel 2017, era arrivata la decisione che aveva cambiato tutto: lasciare quella strada per seguire la sua grande passione, il mare. Da allora si era trasferito stabilmente alle Maldive, dove lavorava come istruttore Padi e operations manager.

Una scelta radicale, coraggiosa, raccontata oggi da chi gli voleva bene come il segno di una personalità libera, determinata e profondamente innamorata della subacquea.

Il dramma durante l’immersione nell’atollo di Vaavu

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di giovedì 14 maggio. Gianluca si trovava a bordo dello yacht Duke of York, impegnato in un’uscita nelle acque dell’atollo di Vaavu, nei pressi dell’isola di Alimathaa.

Con lui erano scesi in acqua altri quattro italiani. Il gruppo stava esplorando un sistema di grotte coralline a circa 50 metri di profondità, nell’ambito di un’escursione scientifica.

L’allarme è scattato intorno alle 13.45 locali, quando dal personale di bordo è stata segnalata la mancata riemersione dei sub. Da quel momento sono partite le ricerche, terminate purtroppo con il recupero dei corpi.

Cinque italiani morti in mare

Il corpo di Gianluca Benedetti è stato il primo a essere individuato. Si trovava all’ingresso di una delle cavità sottomarine. Poco dopo sono stati ritrovati anche gli altri quattro connazionali coinvolti nella tragedia: Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

La notizia aveva immediatamente scosso Padova e il mondo della subacquea, lasciando aperte domande, dolore e incredulità. Le verifiche successive, insieme agli accertamenti disposti dopo il rientro della salma in Italia, hanno preceduto il via libera alla sepoltura.

Il ricordo di un uomo generoso e appassionato

Chi ha conosciuto Gianluca lo descrive come una persona brillante, generosa, capace di trascinare gli altri con entusiasmo e di costruire legami profondi. Un uomo che aveva avuto il coraggio di cambiare vita per inseguire ciò che amava davvero.

La sua morte ha colpito non solo chi gli era vicino, ma anche tanti padovani che hanno seguito con commozione la vicenda. Domani, nella chiesa di Cristo Re, quel dolore diventerà un abbraccio collettivo.

Sarà l’ultimo saluto a un uomo partito da Padova per vivere il mare, e che proprio nel mare ha trovato il suo destino più tragico.

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