Funghi in FVG: permessi, costi e regole di raccolta
Autorizzazione, PagoPA, quote 2026, limite di 3 kg e permesso turistico: la guida pratica per raccogliere funghi legalmente in Friuli.
Per raccogliere funghi in Friuli Venezia Giulia non basta pagare una quota qualsiasi: bisogna prima capire chi raccoglie, in quale territorio e per quanti giorni. Un residente che resta nel proprio Comune, un raccoglitore autorizzato che frequenta la Carnia e un turista che trascorre una giornata nel Tarvisiano seguono procedure diverse.
La sintesi aggiornata al 21 luglio 2026 è questa: il contributo annuale costa 60 euro per l'intero territorio regionale, 25 euro per una singola Comunità di montagna e 20 euro per il territorio di un singolo Ente di decentramento regionale, o EDR. Il permesso turistico costa 10 euro al giorno, per non più di cinque giorni all'anno. La raccolta ordinaria è limitata a 3 chilogrammi al giorno.
Attenzione però: il versamento annuale non crea da solo l'autorizzazione. Per la raccolta abituale fuori dal proprio Comune occorre normalmente aver conseguito l'autorizzazione permanente; il permesso turistico giornaliero è invece una procedura specifica che consente, nei casi previsti, di raccogliere senza autorizzazione.
La prima domanda: quale permesso serve davvero?
Caso 1: residente FVG che raccoglie nel proprio Comune
La pagina ufficiale della Regione FVG sulla raccolta funghi precisa che, per un residente regionale privo di autorizzazione, la raccolta è limitata al proprio Comune di residenza. In questo caso non si acquista un contributo annuale per estendere l'attività ad altri territori.
Restano validi il limite quantitativo, gli orari, i divieti, le eventuali aree escluse e i diritti del proprietario del fondo. È quindi opportuno portare sempre un documento di identità che dimostri la residenza e controllare la cartografia regionale prima di entrare nel bosco. Il fatto di trovarsi nel proprio Comune non rende accessibile una riserva, una proprietà recintata o un'area con raccolta riservata.
Caso 2: raccolta abituale con autorizzazione
Chi vuole raccogliere con continuità fuori dal proprio Comune deve conseguire l'autorizzazione. Ha validità permanente su tutto il territorio regionale ed è rilasciata dalle Comunità di montagna o dagli EDR alle persone che:
- hanno compiuto 16 anni;
- hanno superato la prova orale presso un Ispettorato micologico regionale;
- presentano la domanda con il certificato di superamento della prova all'ente competente in base alla residenza.
La prova orale è organizzata dagli Ispettorati micologici delle Aziende sanitarie e, secondo la Regione, non comporta oneri per il candidato. I non residenti in Friuli Venezia Giulia possono presentare la domanda a una qualsiasi Comunità di montagna o a un EDR. Sono previste eccezioni per i micologi abilitati e per chi possiede un'autorizzazione di un'altra Regione ottenuta dopo una prova equivalente.
Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni anno in cui si intende raccogliere bisogna pagare il contributo relativo all'area scelta. L'autorizzazione resta permanente; la ricevuta del contributo vale invece per l'anno solare del pagamento.
Caso 3: permesso turistico giornaliero
Chi non risiede in FVG e non possiede l'autorizzazione può utilizzare il regime turistico, purché abbia almeno 16 anni. Il costo è 10 euro per ogni giorno di raccolta e il limite è di cinque giorni complessivi nell'anno.
Il pagamento va effettuato a favore della Comunità di montagna o dell'EDR competente per il luogo prescelto. Nella causale devono essere indicati il giorno o i giorni consecutivi di raccolta. Durante l'uscita bisogna avere con sé documento di identità e ricevuta.
Per i residenti FVG la distinzione è più restrittiva: chi possiede l'autorizzazione può utilizzare anche il contributo giornaliero; chi non la possiede resta limitato al proprio Comune di residenza. Prima di pagare un giornaliero per un Comune diverso, dunque, un residente non autorizzato deve verificare la propria posizione con l'ente competente.
Caso 4: soggiorno di almeno due notti
La normativa turistica prevede un'agevolazione per chi pernotta almeno due notti consecutive in una struttura ricettiva riconosciuta. Il contributo giornaliero può non essere dovuto, ma non si tratta di un accesso automatico.
Prima della raccolta bisogna inviare alla Comunità di montagna o all'EDR competente la dichiarazione sostitutiva prevista dalla Regione, indicando le giornate interessate. Durante l'uscita vanno portati documento e copia della comunicazione inviata. È prudente chiedere alla struttura ricettiva e all'ente territoriale conferma della procedura prima di arrivare, perché una semplice ricevuta dell'albergo non sostituisce la comunicazione preventiva.
Quanto costa nel 2026
Gli importi in vigore dal 2025, confermati dalla pagina regionale aggiornata nell'aprile 2026, sono quattro.
60 euro: tutta la Regione
È la soluzione annuale per il titolare di autorizzazione che vuole raccogliere in tutto il Friuli Venezia Giulia. Il pagamento è intestato alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Servizio di Tesoreria e viene effettuato tramite PagoPA. La Regione indica la causale E/747, accompagnata dal codice fiscale del raccoglitore.
Il contributo regionale è utile a chi si sposta tra più zone, per esempio Carnia, Tarvisiano, Valli del Natisone e area pordenonese. Non annulla comunque eventuali divieti specifici di riserve, biotopi, fondi privati o aree temporaneamente chiuse.
25 euro: una Comunità di montagna
Il contributo annuale da 25 euro copre una sola delle seguenti Comunità:
- Canal del Ferro e Val Canale;
- Gemonese;
- Natisone e Torre;
- Carnia;
- Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio;
- Prealpi Friulane Orientali.
È una scelta conveniente per il raccoglitore autorizzato che frequenta sempre la stessa area. Prima di pagare bisogna controllare in quale Comunità ricade il Comune di destinazione: il nome geografico utilizzato nel linguaggio comune può non coincidere con il perimetro amministrativo.
20 euro: un Ente di decentramento regionale
Il contributo annuale da 20 euro riguarda il territorio di un singolo EDR non compreso nelle Comunità di montagna. Gli EDR sono Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste.
Anche in questo caso non si acquista una generica “provincia”: va selezionata l'area corretta nel portale PagoPA per i permessi funghi, che mostra i Comuni compresi in ciascun perimetro. Per esempio, i Comuni montani della Carnia non sono coperti dal solo pagamento all'EDR di Udine, perché appartengono alla relativa Comunità di montagna.
10 euro: un giorno, massimo cinque all'anno
Il permesso turistico costa 10 euro per giornata. Può comprendere più giorni consecutivi con un unico versamento, purché le date siano indicate chiaramente e non si superino cinque giornate complessive nell'anno. Vale soltanto nell'area dell'ente beneficiario del pagamento.
Come pagare senza sbagliare territorio
La procedura più sicura parte dalla destinazione, non dal tipo di fungo che si spera di trovare.
1. Individuare il Comune preciso in cui si entrerà nel bosco.
2. Aprire il portale regionale dei pagamenti e cercare quel Comune nell'elenco degli EDR e delle Comunità di montagna.
3. Scegliere il contributo annuale territoriale, quello regionale da 60 euro oppure il giornaliero turistico, in base ai propri requisiti.
4. Inserire correttamente codice fiscale, anno e, per il giornaliero, data o date della raccolta.
5. Conservare la ricevuta sul telefono e anche in formato stampato, perché nei boschi la connessione può mancare.
PagoPA consente normalmente di pagare con carta, conto corrente e altri strumenti abilitati. Per problemi tecnici il portale regionale indica il numero verde 800 098 788; da cellulare o dall'estero è disponibile il numero 040 06 49 013, con costo secondo il proprio operatore.
Pagare all'ente sbagliato può lasciare scoperta la zona in cui si viene controllati. Chi prevede più uscite in aree diverse deve confrontare il costo di più contributi territoriali con il permesso regionale da 60 euro.
Cosa bisogna avere durante un controllo
Il raccoglitore autorizzato deve portare:
- autorizzazione permanente alla raccolta;
- ricevuta del contributo annuale valido per l'area;
- documento di identità in corso di validità.
Chi utilizza il regime turistico deve avere documento e ricevuta del pagamento giornaliero oppure, nel caso del soggiorno di due notti, copia della comunicazione preventiva inviata all'ente. Il residente che raccoglie esclusivamente nel proprio Comune deve poter dimostrare identità e residenza.
Una fotografia illeggibile o una ricevuta senza data e intestatario può creare problemi. Conviene scaricare il PDF completo, non soltanto lo screenshot della conferma bancaria.
Limite di 3 kg e aiuto dei familiari
La raccolta è consentita entro 3 chilogrammi al giorno. Il modello regionale dell'autorizzazione chiarisce che il titolare può avvalersi di non più di due componenti del proprio nucleo familiare, ma il loro aiuto non moltiplica il limite del titolare: il raccolto complessivo resta entro i 3 kg.
Il limite può essere superato soltanto quando il raccolto è costituito da un unico esemplare oppure da un solo cespo di funghi concresciuti. Dividere lo stesso raccolto tra più cestini o attribuirlo formalmente a familiari non autorizzati non trasforma una quantità eccedente in regolare.
Orari, cestino e comportamenti vietati
La ricerca è consentita da un'ora prima del sorgere del sole fino a un'ora dopo il tramonto. La raccolta notturna è quindi vietata.
Nel bosco bisogna rispettare queste regole:
- non usare rastrelli, uncini o strumenti che danneggino lo strato umifero, il micelio o le radici;
- raccogliere senza scavare e senza rovinare il micelio sottostante;
- pulire sommariamente il fungo sul posto;
- riporre il raccolto in un contenitore rigido e aerato, come un cestino;
- non utilizzare borse o sacchetti di plastica;
- non distruggere volontariamente funghi, nemmeno se ritenuti velenosi o inutili;
- non raccogliere l'Amanita caesarea, cioè l'ovolo buono, quando è ancora allo stato di ovolo chiuso.
Il contenitore aerato non è un dettaglio estetico: protegge il raccolto, evita che i funghi vengano schiacciati e favorisce la dispersione delle spore. La plastica accelera il deterioramento e rende più difficile anche il controllo del micologo.
Dove la raccolta può essere vietata
Il pagamento non dà diritto a entrare ovunque. La Regione pubblica una mappa delle aree vietate o non disponibili alla raccolta, che va consultata prima dell'uscita. Riserve naturali, biotopi e altre aree protette possono imporre un divieto totale o regole più restrittive.
Anche titolari e conduttori di fondi possono riservare la raccolta nei modi previsti dalla legge, mediante tabelle conformi. Inoltre possono essere introdotti divieti temporanei per ragioni ambientali o sanitarie. Sul posto bisogna quindi rispettare recinzioni, cartelli e ordinanze anche se l'applicazione cartografica indica un territorio generalmente coperto dal permesso.
La Foresta di Tarvisio e le località turistiche più frequentate sono oggetto di controlli. In passato Nordest24 ha documentato sanzioni e sequestri nella Foresta di Tarvisio per raccolte irregolari. Il permesso corretto va accompagnato da un comportamento rispettoso dell'ecosistema.
Funghi commestibili: l'app non basta
Un'applicazione, una fotografia inviata a un conoscente o il confronto con un'immagine online non possono certificare la commestibilità. Colore, odore e aspetto cambiano con età, pioggia e conservazione; specie tossiche possono somigliare a quelle consumate abitualmente.
Gli Ispettorati micologici delle Aziende sanitarie effettuano il controllo dei funghi destinati all'autoconsumo. L'Ispettorato micologico ASUFC opera nell'area del Friuli centrale, mentre il servizio di controllo ASUGI per i privati indica espressamente la gratuità nell'area giuliano-isontina. Sedi e orari sono stagionali: bisogna telefonare prima di presentarsi.
Al controllo è opportuno portare l'intero raccolto, non soltanto gli esemplari che generano dubbi. I funghi devono essere interi e non già tagliati o lavati, perché base del gambo e altre caratteristiche sono indispensabili per l'identificazione. Le specie non controllate non vanno mescolate a quelle dichiarate commestibili.
In caso di nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, sudorazione, confusione o altri disturbi dopo il consumo, non bisogna aspettare che passino. Va contattato subito il 112 o il pronto soccorso, conservando eventuali avanzi crudi, cotti e residui di pulizia. Non si devono provocare il vomito o assumere rimedi domestici senza indicazione sanitaria. La guida su guardia medica, 116117 e pronto soccorso aiuta a distinguere i servizi, ma una possibile intossicazione da funghi richiede una valutazione urgente.
Sicurezza nel bosco: evitare che la ricerca diventi un soccorso
Chi cerca funghi cammina spesso fuori sentiero, con lo sguardo rivolto a terra. È una combinazione che facilita perdita di orientamento, scivolate e allontanamento dall'auto. Prima di partire bisogna comunicare itinerario e orario di rientro, scaricare una mappa offline, portare batteria carica, acqua, indumenti impermeabili e una torcia anche se si prevede di rientrare presto.
Se ci si perde, continuare a scendere senza sapere dove si è può peggiorare la situazione. È meglio fermarsi in un punto sicuro, chiamare il 112 e fornire posizione o coordinate. Il recente ritrovamento di due escursionisti dispersi negli Spalti di Toro ricorda quanto siano complessi i boschi e i canaloni del Friuli montano.
Dopo l'uscita bisogna controllare pelle, pieghe, cuoio capelluto e abbigliamento. La nostra guida sulla puntura di zecca in Veneto e Friuli spiega come rimuovere correttamente il parassita e quali sintomi osservare.
Gli errori più comuni da evitare
- Pagare 25 euro alla Comunità sbagliata perché il Comune “sembra vicino”.
- Credere che il contributo annuale sostituisca l'autorizzazione permanente.
- Acquistare un giornaliero come residente non autorizzato per raccogliere fuori dal proprio Comune.
- Portare soltanto lo screenshot del pagamento senza dati completi.
- Considerare i 3 kg come limite per ogni familiare che aiuta il titolare.
- Usare un sacchetto di plastica o pulire i funghi completamente a casa.
- Entrare in una riserva o in un fondo con raccolta riservata perché si possiede il permesso regionale.
- Consumare un esemplare identificato soltanto tramite foto o app.
Domande frequenti
L'autorizzazione scade?
L'autorizzazione alla raccolta ha validità permanente. Scade invece la copertura economica: il contributo annuale permette di raccogliere nell'anno solare per cui è stato versato.
Il permesso da 60 euro consente di raccogliere ovunque?
Copre il territorio regionale, ma non supera divieti di aree protette, riserve, biotopi, fondi con raccolta riservata o chiusure temporanee.
Un turista senza autorizzazione può raccogliere?
Sì, se ha almeno 16 anni, versa 10 euro per la giornata all'ente competente e non supera cinque giorni l'anno. Deve portare documento e ricevuta. Può essere prevista l'esenzione dal contributo con almeno due notti consecutive in struttura ricettiva e comunicazione preventiva.
Posso raccogliere di notte con una torcia?
No. La ricerca è consentita da un'ora prima dell'alba fino a un'ora dopo il tramonto.
Dove controllo quale ente devo pagare?
Nel portale regionale PagoPA dedicato ai funghi, cercando il Comune esatto della raccolta. Per dubbi è meglio contattare direttamente l'EDR o la Comunità di montagna prima del versamento.
Se conosco bene i porcini devo farli controllare?
Il controllo non è obbligatorio per ogni raccolto destinato all'autoconsumo, ma è la scelta più sicura quando esiste anche un solo dubbio. Il micologo deve vedere tutti gli esemplari interi; non bisogna assaggiare un fungo per identificarlo.
Questa guida riassume le informazioni regionali disponibili al 21 luglio 2026. Prima di ogni uscita è necessario ricontrollare il testo vigente della legge regionale 25/2017, il portale dei pagamenti, la cartografia delle aree escluse e gli eventuali avvisi dell'ente competente.