Gasolio più caro, oltreconfine cresce il turismo del pieno
Carburanti sotto pressione in Friuli Venezia Giulia: Bernardis e Fasiolo chiedono misure urgenti per cittadini e distributori di confine.
Il tema dei prezzi dei carburanti torna al centro del confronto politico in Friuli Venezia Giulia, con interventi provenienti sia dalla maggioranza sia dall’opposizione. I consiglieri regionali Diego Bernardis (Fedriga Presidente) e Laura Fasiolo (Partito Democratico) intervengono infatti sul tema dell’aumento dei costi di benzina e gasolio, evidenziando i rischi legati alle instabilità dei mercati internazionali e al possibile ritorno del cosiddetto turismo del pieno verso i Paesi confinanti. Nuovi prezzi di benzina e diesel in Slovenia, ma restano più bassi
Il tema dei costi energetici e della mobilità incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle dinamiche economiche del territorio, come dimostrano anche diversi interventi pubblici e iniziative legate allo sviluppo tecnologico e alla trasformazione economica regionale, tra cui gli incontri dedicati alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e ai nuovi modelli di sviluppo.
Bernardis: mercato instabile e rischio per i benzinai di confine
Secondo il consigliere regionale Diego Bernardis, le attuali turbolenze dei mercati globali stanno generando dinamiche preoccupanti sui prezzi dei carburanti, con possibili conseguenze sia per i cittadini sia per i gestori delle stazioni di servizio.
Bernardis sottolinea come le oscillazioni dei prezzi a monte siano spesso rapide nelle fasi di aumento ma molto più lente quando si tratta di riduzioni, una situazione che mette sotto pressione l’intero sistema di distribuzione.
L’esponente della maggioranza regionale ha espresso anche apprezzamento per l’impostazione del ministro Matteo Salvini, evidenziando l’importanza di tutelare il lavoro dei benzinai, considerati una componente fondamentale per l’economia locale.
Negli ultimi anni, ha ricordato Bernardis, la Regione Friuli Venezia Giulia ha investito risorse rilevanti per difendere cittadini e operatori del settore, rendendo il sistema degli sconti regionali e in particolare la Fascia 0 un pilastro delle politiche territoriali.
Secondo il consigliere, queste misure hanno consentito di limitare le fughe di consumatori verso i distributori oltreconfine, contribuendo anche a salvaguardare l’occupazione nelle stazioni di servizio del territorio.
Il rischio di una nuova fuga oltreconfine
Bernardis ha tuttavia avvertito che le attuali turbolenze del mercato, unite alle asimmetrie fiscali storiche con i Paesi confinanti, potrebbero mettere sotto forte pressione il sistema regionale.
Il Friuli Venezia Giulia vive infatti una condizione territoriale peculiare, dove il confine rappresenta una realtà concreta e dove anche piccoli scarti di prezzo possono spingere gli automobilisti a rifornirsi all’estero.
Secondo il consigliere, senza interventi strutturali il rischio è quello di assistere a una seria perdita economica per le stazioni di servizio situate vicino al confine, con ricadute sull’intero comparto.
Per questo Bernardis ritiene necessario che anche il Governo nazionale valuti interventi mirati per sostenere le aree di confine e ammortizzare la volatilità dei prezzi del carburante.
Fasiolo: aumenti insostenibili per i cittadini
Sulla stessa questione interviene anche la consigliera regionale Laura Fasiolo, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo misure immediate per contenere i prezzi dei carburanti e sostenere i cittadini.
Secondo Fasiolo, l’attuale scenario internazionale caratterizzato da conflitti e tensioni geopolitiche sta contribuendo a rendere i costi dei rifornimenti sempre più difficili da sostenere per molte famiglie.
La consigliera evidenzia come in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia il fenomeno del turismo del pieno possa tornare rapidamente a crescere.
“Contenere i costi dei rifornimenti ai cittadini è assolutamente prioritario in un territorio dove il confine non è un’astrazione ma una realtà quotidiana”, ha spiegato Fasiolo, ricordando come bastino pochi minuti per attraversare il confine e fare rifornimento con un sistema fiscale e prezzi differenti.
Benzina allineata, ma il problema resta il gasolio
Fasiolo ha inoltre evidenziato alcune differenze significative tra benzina e gasolio.
Per quanto riguarda la benzina, la situazione appare relativamente equilibrata grazie allo sconto regionale di 0,340 euro al litro, che consente di mantenere il prezzo in Friuli Venezia Giulia praticamente allineato a quello sloveno.
Secondo i dati indicati, il prezzo della benzina si attesta intorno a 1,465 euro al litro in Slovenia e 1,464 euro in Friuli Venezia Giulia, mentre senza agevolazioni il costo regionale arriverebbe a circa 1,804 euro al litro.
Il problema principale riguarda invece il gasolio, dove il divario di prezzo con la Slovenia risulta più evidente.
In Slovenia il gasolio si colloca intorno a 1,528 euro al litro, mentre in Friuli Venezia Giulia, anche con la riduzione regionale di 0,25 euro, il prezzo raggiunge circa 1,727 euro al litro.
Un differenziale di circa 21 centesimi al litro, che secondo Fasiolo rischia di incentivare nuovamente il turismo del pieno.
La richiesta di un’azione coordinata tra Regione e Governo
Nonostante le diverse appartenenze politiche, le posizioni dei due consiglieri convergono su un punto: la necessità di un’azione coordinata tra Regione e Governo nazionale per affrontare l’impatto delle oscillazioni dei prezzi dei carburanti.
Da un lato Bernardis evidenzia la necessità di interventi strutturali a livello statale per sostenere i territori di confine e tutelare i gestori delle stazioni di servizio.
Dall’altro Fasiolo sollecita la Regione a rafforzare le misure di sostegno ai cittadini, in particolare attraverso l’aumento delle agevolazioni sui carburanti.
Il dibattito sui prezzi dei carburanti si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni economiche e politiche che coinvolgono il Friuli Venezia Giulia, regione sempre più impegnata su più fronti, dall’innovazione tecnologica alle strategie di sviluppo territoriale, come dimostrano anche iniziative dedicate all’uso dell’intelligenza artificiale nelle politiche regionali, progetti di crescita del territorio come Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e programmi di sostegno al sistema economico regionale tra cui gli strumenti finanziari dedicati all’agricoltura e allo sviluppo delle imprese del Friuli Venezia Giulia.
In questo scenario complesso, la questione dei carburanti resta dunque una priorità per cittadini, imprese e istituzioni, chiamati a confrontarsi con mercati sempre più instabili e con la necessità di difendere l’economia delle aree di confine.