Gemona ricorda i 29 Alpini morti nel sisma del 1976 alla caserma Goi-Pantanali

Alla caserma Goi-Pantanali la commemorazione delle vittime del 1976 e del contributo dei militari nei soccorsi e nella ricostruzione del

22 maggio 2026 18:01
Gemona ricorda i 29 Alpini morti nel sisma del 1976 alla caserma Goi-Pantanali -
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Gemona del Friuli - Una cerimonia militare alla caserma Goi-Pantanali ha ricordato questa mattina i 29 Alpini che persero la vita nella notte del 6 maggio 1976 a causa del terremoto, insieme al contributo dato dall’Esercito nelle operazioni di soccorso e nella successiva ricostruzione del Friuli.

A partecipare alla commemorazione è stato anche l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha definito l’appuntamento «una cerimonia toccante», voluta dal capo di Stato maggiore dell’Esercito, dalla Regione e dalle istituzioni «per ricordare il ruolo insostituibile e determinante svolto dalle Forze armate nei giorni immediatamente successivi al sisma e durante la ricostruzione». Riccardi ha aggiunto che «è doveroso onorare i 29 Alpini che persero la vita quella notte e tutti coloro che indossando la divisa aiutarono la nostra terra non solo a rialzarsi ma a rinascere».

Le autorità presenti alla commemorazione

L’evento si è svolto in una caserma Goi-Pantanali molto partecipata. Tra i presenti c’erano il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Carmine Masiello, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il prefetto di Udine Domenico Lione, il questore di Udine Pasquale Antonio De Lorenzo, il sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant, la medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e gli allievi delle scuole locali.

Nel suo intervento, portando il saluto del governatore Massimiliano Fedriga e ringraziando il vertice dell’Esercito per la presenza, Riccardi ha sottolineato che «a cinquant’anni di distanza, i giovani che persero la vita nella Goi Pantanali a causa dell’Orcolat sono ancora un esempio di dedizione al proprio Paese».

Il ricordo dei caduti e il valore della ricostruzione

Secondo l’assessore, la commemorazione ha voluto rendere omaggio «a tutti coloro che hanno sacrificato la propria esistenza, trasformando quella tragedia in una spinta allo sviluppo, dando prova dei più alti valori civili di un popolo che non si è mai fermato a piangere se stesso».

Riccardi ha poi richiamato il significato della ricostruzione del Friuli, definendola «una vera e propria rinascita fondata sul sacrificio e sul valore delle persone». Nel suo intervento ha ricordato che il territorio, dopo il sisma, ha saputo costruire il proprio futuro diventando «più moderna, sicura, strutturata nelle reti di comunicazione, orientata alla conoscenza e alla formazione, più pronta ad affrontare le sfide della competitività».

Il ruolo delle istituzioni e dell’Esercito

Per l’assessore regionale, questo risultato è stato possibile grazie «al carattere della sua gente, al senso di responsabilità delle classi dirigenti, ai valori della solidarietà e della sussidiarietà», ma anche «al rapporto leale e indispensabile tra Stato, Regione e Comuni e all’azione insostituibile dell’Esercito italiano, presente con generosità e dedizione».

Il riferimento al sistema di intervento e coordinamento istituzionale richiama anche il percorso che ha portato alla nuova sede della Protezione Civile a Udine omaggio a Giuseppe Zamberletti padre della ricostruzione. Alla cerimonia di Gemona erano presenti anche gli allievi delle scuole locali, insieme ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.

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