Dal Friuli a UNIMORE, GiovanniMaria Piccini vince il Walter Thiel Award 2026

Originario del Friuli e cresciuto nell'Udinese, il docente UNIMORE è stato premiato per ricerche su simulazioni molecolari, chimica.

28 luglio 2026 12:36
Dal Friuli a UNIMORE, GiovanniMaria Piccini vince il Walter Thiel Award 2026 -
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UDINE - Il professor GiovanniMaria Piccini, originario del Friuli e cresciuto in provincia di Udine, è il vincitore del Walter Thiel Award 2026, uno dei riconoscimenti europei più rilevanti nella chimica teorica e computazionale. Oggi docente di Chimica Fisica e Teorica all’Università di Modena e Reggio Emilia, è il primo ricercatore italiano a ottenere il premio assegnato dalla Divisione di Chimica Teorica e Computazionale della European Chemical Society.

Il riconoscimento viene attribuito ogni due anni a un giovane ricercatore europeo per contributi scientifici di eccezionale rilievo nel settore. Oltre alla medaglia EuChemS, il premio comprende una lectio plenaria alla conferenza EuChemS CompChem 2027 di Cluj-Napoca, in Romania, e la pubblicazione di un Feature Article dedicato alla ricerca premiata sulla rivista internazionale Chemistry – A European Journal.

Perché è stato premiato

Il premio valorizza il lavoro di Piccini nello sviluppo di una nuova generazione di metodi per la simulazione atomistica dei processi chimici complessi. Le sue ricerche integrano chimica quantistica, meccanica statistica, dinamica molecolare avanzata e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di descrivere in modo più accurato fenomeni che le simulazioni tradizionali faticano a intercettare.

Le tecniche sviluppate dal suo gruppo consentono infatti di osservare e comprendere eventi molecolari estremamente rari, come reazioni chimiche, trasformazioni catalitiche e processi di trasferimento protonico, che sono alla base del comportamento della materia.

Il lavoro del docente si concentra in particolare sull’esplorazione automatica dei meccanismi di reazione, sullo sviluppo di modelli atomistici basati sull’intelligenza artificiale e sulla descrizione di sistemi reattivi complessi. Un ambito che oggi dialoga sempre di più con il mondo delle imprese e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, come mostrano anche esperienze recenti nel Nordest24.

Le applicazioni: energia, CO₂, materiali sostenibili

Le metodologie sviluppate da Piccini trovano applicazione in processi considerati strategici per la transizione energetica e la sostenibilità. Tra i campi indicati ci sono la progettazione di catalizzatori più efficienti per la conversione della CO₂, la produzione di combustibili e prodotti chimici sostenibili, la valorizzazione delle biomasse, l’economia circolare e la riduzione dell’impatto ambientale dell’industria chimica.

Si tratta quindi di una ricerca di base con ricadute concrete su materiali, processi industriali e tecnologie chimiche avanzate, in una fase in cui anche il rapporto tra scienza, innovazione e leadership nell’intelligenza artificiale è sempre più centrale in università e aziende.

Il percorso tra Trieste, Berlino, Zurigo e Modena

Formatosi nel Nordest, Piccini si è laureato in Chimica all’Università di Trieste, partecipando all’European Master in Theoretical Chemistry and Computational Modelling, percorso internazionale che lo ha portato anche all’Università di Groningen, nei Paesi Bassi.

Ha poi conseguito il dottorato in Chimica Fisica e Teorica alla Humboldt-Universität di Berlino sotto la guida di Joachim Sauer. La sua attività di ricerca è proseguita all’ETH Zürich nel gruppo di Michele Parrinello, quindi al Pacific Northwest National Laboratory del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e successivamente alla RWTH Aachen University, dove ha ricoperto una posizione di professore tenure-track.

Dal 2023 è professore associato all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove dirige il laboratorio MolSimCat – Molecular Simulation for Catalysis ed è delegato della rettrice per l’internazionalizzazione con delega ai rapporti con le istituzioni europee.

Le parole del docente

Commentando il riconoscimento, Piccini ha parlato di un “onore straordinario”, definendolo il risultato di un percorso costruito con studenti, collaboratori e colleghi. Il docente ha sottolineato come la chimica computazionale stia vivendo una fase di forte trasformazione grazie alla convergenza tra simulazioni atomistiche, fisica statistica, chimica quantistica e intelligenza artificiale.

L’obiettivo, ha spiegato, è sviluppare strumenti sempre più predittivi per accelerare la scoperta di nuovi processi chimici e nuovi materiali in grado di contribuire alle sfide della sostenibilità, dell’energia e dell’innovazione industriale. Il premio è sostenuto dal Max-Planck-Institut für Kohlenforschung, dalla German Chemical Society, dalla Swiss Chemical Society e da Chemistry Europe.

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