Il Giro d’Italia cronometra Ca’ del Poggio: rilevazione tempi sul Muro il 28 maggio
A San Pietro di Feletto il passaggio della Corsa Rosa di giovedì 28 maggio porterà sul Muro un punto di rilevazione cronometrica del Giro
San Pietro di Feletto, 21 maggio 2026 - Sono undici, le più attese, le più temute e anche le più spettacolari. E tra queste c’è il Muro di Ca’ del Poggio. In occasione del passaggio della Corsa Rosa di giovedì 28 maggio, sul Muro di San Pietro di Feletto sarà predisposto un punto di rilevazione del tempo con l’obiettivo di definire un archivio delle scalate che hanno fatto, e faranno, la storia del grande ciclismo.
Il Giro d’Italia, insieme al partner Tudor, lancia infatti un progetto che si propone di mappare le salite del grande ciclismo, costruendo un archivio delle scalate che hanno segnato questo sport. L’obiettivo è offrire agli appassionati un riferimento cronometrico con cui confrontarsi durante le loro uscite in bicicletta, dando così vita a un patrimonio di storie, dati ed emozioni.
Tra le 49 salite che caratterizzano le tre settimane di gara dell’edizione 2026 della Corsa Rosa, ne sono state scelte 11: Blockhaus, Capodarco, Corno alle Scale, Colla dei Scioli, Ungiasca, Pila, Carì, Andalo-Lever, Muro di Ca’ del Poggio, Passo Giau e Piancavallo. L’iniziativa del Giro d’Italia prevede che, in corrispondenza dell’inizio e del termine di ciascuna salita, venga predisposto un punto di rilevazione cronometrica che, nel caso del Muro di Ca’ del Poggio, corrisponderà con l’arco del Gran Premio della Montagna.
Alla passione dei tanti ciclisti che quotidianamente pedalano sul Muro di Ca’ del Poggio e sulle altre iconiche salite del Giro d’Italia, si aggiunge così la possibilità di confrontarsi con il tempo realizzato dai campioni durante il passaggio della Corsa Rosa, in un percorso che unisce sport e territorio e trasforma ogni ascesa in una sfida cronometrata.
Il Muro di Ca’ del Poggio, unica salita ufficialmente certificata dalla Federazione ciclistica italiana, gemellata dal 2016 con il Muro di Grammont e dal 2018 con il Mur-de-Bretagne, presenta caratteristiche particolari. Si sviluppa per poco più di un chilometro su strada interamente asfaltata, con pendenza media del 12,3% e punte del 19%. È uno strappo secco, deciso, spietato che anche quest’anno si candida a essere tra i momenti più attesi e coinvolgenti del Giro d’Italia.
Uno spettacolo verticale, anche se a soli 200 metri di quota sul livello del mare, che promette di ricreare la magia dei ventimila appassionati che nelle ultime edizioni hanno fatto da cornice al passaggio dei corridori tra i vigneti. Il Muro di Ca’ del Poggio, scrive l’organizzazione del Giro d’Italia, non è una semplice salita ma un piccolo teatro del ciclismo tra le Colline del Prosecco Patrimonio Unesco. Il conto alla rovescia sta per partire.
Tra gli ospiti più attesi della Grande Festa Rosa di giovedì 28 maggio, che accoglierà il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto, ci sarà anche Marco Melandri. Da campione di motociclismo a star della consolle, il quarantatreenne di Ravenna è stato campione mondiale della classe 250 e poi primatista italiano di vittorie nella rassegna iridata Superbike con 22 successi. Nel 2023, ritiratosi ufficialmente dalla scena motociclistica, Melandri ha deciso di dedicarsi alla musica, intraprendendo un nuovo percorso fatto di studio, ricerca e crescita artistica. Oggi, diventato dj e performer professionista, la musica rappresenta per Marco un nuovo campo d’espressione, non così diverso da quello che per tante stagioni lo ha visto protagonista sui circuiti motociclistici di tutto il mondo.
Giovedì 28 maggio il Giro d’Italia tornerà sul Muro di Ca’ del Poggio per la nona volta, terza consecutiva, in occasione della 18ª tappa che scatterà da Fai della Paganella, in Trentino, per andare a concludersi tra le colline del Prosecco. Il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ del Poggio sarà accompagnato dallo spettacolo della Grande Festa Rosa, aperta a tutti gli appassionati, che promette di rinnovare le emozioni degli ultimi transiti dei corridori sull’iconica ascesa tra i vigneti. Una cornice stimata in ventimila persone sia nel 2024 che nel 2025.
In attesa del passaggio della tappa, la salita di San Pietro di Feletto si arricchirà di stand enogastronomici gestiti dalle associazioni del territorio, della musica dei deejay di Radio Company, media partner dell’evento, della simpatia della mascotte Poggy, di grandi ospiti del mondo dello sport e dello spettacolo, Marco Melandri e non solo, e di testimonial d’eccezione. La Carovana pubblicitaria del Giro d’Italia è attesa sul Muro attorno alle 15.30, poco dopo il passaggio del Giro-E. Il passaggio della tappa avverrà invece attorno alle 17. L’accesso sul Muro sarà come sempre libero, con ampi parcheggi ai piedi della salita. Previsti anche due maxi schermi con la diretta della tappa.
Il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ del Poggio sarà anche un’occasione di solidarietà, con una raccolta di fondi a favore di tre realtà: il Centro Trapianti di Midollo Osseo dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia dell’ospedale Ca’ Foncello, il progetto New School che ha come fine la realizzazione di un nuovo edificio scolastico in Cambogia e il progetto Forza non è violenza, iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza di genere sviluppata attraverso il linguaggio dello sport e il coinvolgimento delle realtà sportive del territorio.
Anche quest’anno la Grande Festa Rosa tra le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è dunque pronta a riproporsi nella cornice di quella che ormai può essere considerata tra le salite più classiche del Giro d’Italia.
Ca’ del Poggio Ristorante Resort, a San Pietro di Feletto nel Trevigiano, coniuga le due anime della famiglia Stocco: quella marinara, che ha portato Fortunato e la moglie Maria Stella ad affrontare una qualificata esperienza di ristorazione a Bibione prima di trasferirsi a San Pietro di Feletto, e quella collinare, interpretata dai figli Alberto e Marco, che con l’aiuto dei genitori hanno fatto propria la tradizione familiare rivisitandola con un tocco di modernità ed eleganza. Ca’ del Poggio Ristorante Resort è aperto a San Pietro di Feletto, lungo la Strada del Prosecco Superiore Docg, dal 18 ottobre 1994 e nel 2024 ha festeggiato i 30 anni di attività.
Se il panorama sulle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2019, che si ammira dalle sale di Ca’ del Poggio Ristorante Resort va dritto al cuore, il palato degli ospiti della famiglia Stocco è deliziato da una cucina marinara che, grazie alla creatività degli chef Marco Stocco e Vincenzo Vairo, si è ormai imposta all’attenzione dei più severi gourmet.
Molto conosciuto nell’ambiente sportivo, in via dei Pascoli, unica salita certificata dalla Federazione Ciclistica Italiana, ribattezzata Muro di Ca’ del Poggio e gemellata con il Muro di Grammont e il Mûr-de-Bretagne, sono già transitate le edizioni 2009, 2013, 2014, 2017, 2020, 2022, 2024 e 2025 del Giro d’Italia, il Campionato Italiano Professionisti del 2010 e le edizioni 2018 e 2021 del Giro d’Italia Under 23. Ca’ del Poggio Ristorante Resort dispone di 80 coperti inseriti in un ambiente elegante e al tempo stesso familiare, in cui Alberto Stocco e i suoi collaboratori fanno sentire gli ospiti come a casa loro.
Dal maggio 2013 l’offerta turistica di Ca’ del Poggio è arricchita dall’Hotel Villa del Poggio, una struttura dotata di ogni comfort e di una terrazza panoramica che si integra con l’ospitalità del ristorante, trasformando quest’angolo della Marca Trevigiana, a 60 chilometri da Venezia, in una meta per una clientela che ama immergersi nell’atmosfera rilassata ed elegante delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Nelle vicinanze sono disponibili campi da golf e da equitazione, oltre a percorsi naturalistici da esplorare a piedi o con le mountain bike messe a disposizione dall’hotel, per una vacanza all’insegna del benessere e del relax.
Nei dintorni si sviluppa inoltre il Sentiero di Papa Giovanni XXIII, un percorso di meditazione, pace e spiritualità dedicato alla memoria del Papa Buono, che, quando era ancora Patriarca di Venezia, amava ritirarsi tra le colline di San Pietro di Feletto per riposarsi e ritemprare lo spirito. Le ricerche del cardinale Loris Francesco Capovilla, storico segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli sin dagli anni veneziani, e di don Nilo Faldon, insigne storico locale, unite alla testimonianza della gente del luogo, hanno permesso di definire i luoghi toccati dall’abituale cammino del futuro san Giovanni XXIII durante i suoi soggiorni a San Pietro di Feletto, dove esiste anche una millenaria Pieve visitata ogni anno da migliaia di fedeli.