èStoria 2026, il 29 maggio a Gorizia tra genocidio armeno, Islam e Film Festival
Dal genocidio degli Armeni alla Rivoluzione francese, fino a Gratteri e al film Ivana: il programma del 29 maggio
GORIZIA - Entra nel vivo venerdì 29 maggio il programma di èStoria 2026, il Festival internazionale della storia dedicato quest’anno al tema delle religioni. Nella seconda giornata, a Gorizia, il filo conduttore attraversa fatti storici noti e meno noti, dal genocidio degli Armeni alla Rivoluzione francese, fino alla dittatura fascista, con diversi appuntamenti dedicati anche alle religioni antiche. Accanto agli incontri, prosegue pure il cartellone del Film Festival, che propone tra gli altri il documentario Ivana di Farian Sabahi.
La giornata comincia alle 8 al Caffè del Teatro G. Verdi con “Colazione con la Storia”, insieme ai giornalisti Giampaolo Mauro, Mauro Mazza e Dino Messina, per leggere i fatti del giorno attraverso la lente della storia.
Gli incontri del mattino
Alle 9.30 al Teatro Comunale G. Verdi la scrittrice di origini armene Antonia Arslan, il docente di diritto costituzionale e pubblico Fulvio Cortese e lo storico Marcello Flores, con il coordinamento di Marco Cimmino, affrontano il tema del genocidio degli Armeni. L’incontro richiama un episodio di cui ricorre l’anniversario e che viene indicato come paradigmatico delle connessioni tra religione e genocidi nel Novecento, con circa 3 milioni di morti. L’evento è su prenotazione.
Alla stessa ora, nella Tenda Erodoto, l’egittologo Toby Wilkinson dialoga con Paolo Venti per ricostruire il mondo religioso degli antichi egizi. Sempre alle 9.30, a Palazzo de Grazia, il giornalista Antonio Carioti e gli storici Mimmo Franzinelli e Alberto Melloni sono protagonisti dell’incontro “La religione del Duce”, dedicato al rapporto tra Benito Mussolini e la Chiesa romana.
Alle 11 il Teatro Comunale G. Verdi ospita “La Rivoluzione francese e la religione”, conversazione con Christine Le Bozec e gli storici Sante Lesti e Luigi Mascilli Migliorini, coordinata da Cristina Di Fusco, per approfondire l’atteggiamento dei rivoluzionari nei confronti del cattolicesimo, oltre l’immagine dei sacerdoti perseguitati e delle chiese vandalizzate. Anche questo appuntamento è su prenotazione.
Sempre alle 11, nella Tenda Erodoto, si parla invece di “La religione dei Greci”. Intervengono la storica latinista e grecista Laura Pepe, il docente di Storia delle religioni Carmine Pisano e la studiosa Paola Schirripa, con il coordinamento di Daria Crismani, per discutere i principi che hanno ispirato la rappresentazione politeistica del mondo divino e il funzionamento del sistema greco di credenze e riti, in assenza di una Chiesa e di un libro sacro.
A seguire, ancora nella Tenda Erodoto, è in programma un incontro in italiano e sloveno su “Religione e Prima Guerra Mondiale”, con Guido Alliney, Patrick Houlihan, Erwin Schmidl e Hew Strachan, coordinati da Marco Cimmino. L’appuntamento, con traduzione simultanea in sloveno, si concentra sul sentimento religioso di chi visse l’orrore della guerra di trincea.
Il pomeriggio tra India, mafia e Islam
Alle 15, nella sala Trgovski dom, “L’induismo tra tradizione e modernità” è al centro del confronto tra Antonio Rigopoulos, professore di Indologia e tibetologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Federico Squarcini, docente di Religioni e Filosofie dell’India nello stesso ateneo. Coordina Selina Trevisan. I due studiosi si soffermano sui tratti essenziali di una cultura e di un pensiero religioso privi di un contenuto dottrinale unitario, di una chiesa e di dogmi, ma fondati su concetti che rimodulano le idee di tempo e natura.
Alle 15.30 al Teatro Comunale G. Verdi il magistrato Nicola Gratteri dialoga con il giornalista Stefano Mensurati sul rapporto tra mafia e religione. Anche questo appuntamento è su prenotazione.
Alle 16.30, nella Tenda Erodoto, Maurizio Bettini interviene con “Elogio del politeismo”, guardando alle religioni antiche e agli elementi strutturali che, secondo il tema proposto, possono offrire spunti utili anche al presente.
Alle 17.30, sempre al Teatro Comunale G. Verdi, tre ospiti internazionali si confrontano su “L’islam nel mondo moderno”: Faisal Devji, storico intellettuale impegnato sul pensiero politico indiano e sull’Islam globale, Jeremy Gunn, docente che ha insegnato Religione e politica in Medio Oriente, Diritto internazionale e Politica estera degli Stati Uniti, e Rahian Ismail, docente di Studi islamici contemporanei e scrittrice. Coordina Francesco De Filippo. Il festival era stato aperto giovedì con il focus sull’Iran islamico nel cartellone di èStoria 2026.
La chiusura serale con Sangiuliano
Alle 19.30, ancora al Teatro Comunale G. Verdi, per la sezione “La Storia in Testa” il giornalista ed ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano dialoga con Francesco De Filippo sul libro “Il sultano. La vita di Recep Tayyip Erdogan”, saggio biografico dedicato all’ascesa del leader turco e alla sua evoluzione da esponente di un Islam moderato ad autocrate e protagonista della scena internazionale.
Il programma del Film Festival
Accanto agli incontri, è fitto anche il calendario del Film Festival a BorGo Cinema. Alle 9.30 viene proiettato il docufilm “Laboratorio Europa. Un dibattito sulle frontiere dall’antichità a oggi”, dedicato al tema di frontiere e confini, alla loro formazione storica e alla loro persistenza nel definire appartenenze, identità, aspirazioni e paure. La proiezione è a cura della Commissione Sisem Enti, istituzioni e rapporti con il territorio, con interviste di Alice Raviola e Lucia Felici, Sisem, e con Blythe, Alice Raviola e Lucia Felici.
Alle 12.30 viene presentato “Ivana”, film diretto da Farian Sabahi. Al centro c’è una donna dai tratti felliniani, segnata da povertà, violenza e malattia ma anche da un percorso di riscatto. Figlia illegittima di un marinaio e cresciuta a Varigotti, subisce abusi dal patrigno e resta claudicante; nonostante questo costruisce una famiglia e una stabilità. A 91 anni affida la sua storia a Farian Sabahi, tornando infine nei luoghi delle sue origini. Introduzione e commento della regista Farian Sabahi con Paolo Lughi.
Alle 18 è in programma “Ottobre 1917: l’impresa del tenente Erwin Rommel”, documentario che ripercorre la corsa del giovane Rommel con il suo Abteilung da Caporetto a Longarone, attraverso il Tagliamento e il Piave, una serie di azioni che gli valsero la Pour le Mérite. Il documentario è realizzato dall’Associazione culturale èStoria, con la regia di Giampaolo Penco e riprese di Videoest srl, nell’ambito del progetto èStoria Film & Food. Introduzione e commento di Marco Cimmino.
Alle 19.30 viene proposto “Aquileia e i cristianesimi perduti”; il regista Massimo Garlatti Costa introduce e commenta il suo viaggio tra pietre, mosaici e silenzi millenari, dedicato a un tempo in cui il cristianesimo era ancora composto da molte voci e molte visioni prima di diventare una sola dottrina.
Alle 20, infine, è in programma “Francesco, il giullare di Dio” di Roberto Rossellini, film del 1950 costruito come una serie di episodi riferiti ai Fioretti della vita del santo di Assisi, di cui ricorrono gli 800 anni della morte. Il film viene indicato come fonte d’ispirazione per il cinema di Pier Paolo Pasolini, in particolare per “Vangelo secondo Matteo” e “Uccellacci e uccellini”. Introduzione e commento di Paolo D’Andrea.
L’accesso agli eventi è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.