Gorizia, il 31 maggio chiude èStoria 2026: da Mancuso a Sarfatti, tutti gli incontri
Domenica 31 maggio giornata conclusiva del festival con incontri dal mattino alla sera e chiusura al Kinemax con Pasolini
GORIZIA - Domenica 31 maggio 2026 è la giornata conclusiva della XXII edizione di èStoria, il Festival internazionale della Storia dedicato quest’anno al tema delle religioni. A Gorizia il programma accompagna il pubblico dall’inizio della mattina fino alla sera con appuntamenti tra Teatro Comunale Verdi, Tenda Erodoto, Palazzo de Grazia, Polo universitario Santa Chiara e Kinemax, tra storia, attualità, ebraismo, cattolicesimo, Shoah, scienza e cinema.
La giornata si apre alle 8.30 al Caffè Teatro con Colazione con la Storia, la rassegna stampa affidata a Elena Bacchin, Marcello Flores e Dino Messina. Alle 10, al Teatro Comunale G. Verdi, Vito Mancuso dialoga con Selina Trevisan su Gesù e Cristo, in un incontro su prenotazione dedicato alla doppia dimensione, umana e celeste, delle due figure.
Alla stessa ora, alle 10.30, in Tenda Erodoto, Giulio Busi e Miriam Camerini affrontano il tema Ebraismo fra tradizione e modernità, con il coordinamento di Marco Grusovin. Sempre alle 10.30, ma a Palazzo de Grazia, Fulvio Conti e Luca Manenti, coordinati da Stefano Cosma, ripercorrono oltre tre secoli di storia della massoneria e i rapporti tra massoni, cattolici, ebrei e protestanti.
A mezzogiorno il programma si articola in più sedi. Nell’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara, per La Storia in Testa, Giulia Guerrini presenta con Alfonso Celotto il libro Viva il Re! Viva la Repubblica. 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto, dedicato al giorno che ha segnato la nascita della Repubblica italiana.
Sempre alle 12, al Teatro Comunale G. Verdi, è in programma uno degli incontri centrali della giornata: Tal Bruttmann, Olivier Wieviorka e Michele Sarfatti si confrontano sull’interpretazione della Shoah in chiave religiosa. Il dibattito, su prenotazione, è coordinato dal giornalista di Focus Storia Roberto Roveda. Bruttmann è specialista delle politiche antisemite nella Francia della Seconda guerra mondiale, Wieviorka studia la storia del conflitto mondiale e della Resistenza, mentre Sarfatti è tra i maggiori studiosi della storia degli ebrei in Italia nel Novecento.
Alla stessa ora, nell’Aula 3 del Polo Santa Chiara, Miguel Gotor e Jenny Ponzo discutono di santi oggi, interrogandosi su quali categorie culturali e paradigmi mentali conducano oggi all’individuazione di nuove figure di santità, anche attraverso suggestioni che arrivano dal mondo professionale contemporaneo. Ancora alle 12, a Palazzo de Grazia, Beatrice del Bo, Marina Migliavacca e Valeria Palumbo affrontano il tema della monacazione forzata, riletta nelle sue diverse forme storiche ma con un tratto comune: il contributo dato dalle monache alla storia religiosa cristiana, spesso rimasto in secondo piano.
Nel pomeriggio, alle 15.30 in Tenda Erodoto, Rodolfo Casadei, don Gideon Edos Obasogie e Giancarlo Rinaldi parlano delle persecuzioni dei cristiani ieri e oggi, con il coordinamento di Valerio Marchi. Casadei è autore di reportage nelle terre del martirio cristiano e di libri su temi africani; don Obasogie è sacerdote della diocesi cattolica di Maiduguri, nello Stato del Borno, nel nord-est della Nigeria; Rinaldi è studioso di storia del cristianesimo.
Alle 17.00 in Tenda Erodoto spazio al dialogo tra Guido Tonelli e Andrea Bellavite su La scienza e Dio, un confronto tra fisica e teologia sulle domande fondamentali che attraversano la storia umana. Nello stesso orario, nell’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara, Massimo Franco presenta con Matteo Sacchi il libro Papi, dollari e guerre, che ricostruisce il percorso che ha portato, nel maggio 2025, al superamento del tabù sull’elezione di un papa statunitense, fino al ruolo del Collegio Pontificio Nordamericano a Roma.
Sempre alle 17, al Teatro G. Verdi e su prenotazione, l’incontro Leone XIV. Un Papa peruviano mette al centro il percorso di Robert Prevost. Intervengono S.E. Enrico Feroci e Véronique Lecaros, con il coordinamento di Ivan Portelli, per ripercorrere la formazione del missionario agostiniano tra Stati Uniti e Perù e il modo in cui l’esperienza a contatto con comunità marginali e culture diverse ha inciso sul suo modo di intendere fede, autorità e vita ecclesiale.
La chiusura degli incontri è alle 18.30 al Teatro Comunale G. Verdi con Religione e politica nell’era di Trump, confronto tra Massimo Faggioli, Federico Rampini e Roberto Rusconi, coordinato da Roberto Ventura e anch’esso su prenotazione. Al centro, l’intreccio tra politica e religione nella storia degli Stati Uniti e un’identità americana sospesa tra conservatorismo e spinte progressiste. Il festival arriva a questa giornata finale dopo gli appuntamenti dei giorni precedenti di èStoria 2026 dedicati al tema delle religioni.
In serata si chiude anche il Film Festival di èStoria, giunto alla sesta edizione. Alle 20 al Kinemax di Gorizia è prevista la proiezione di Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, capolavoro del 1964 che ripercorre il testo evangelico dall’Annunciazione alla Resurrezione senza variazioni narrative rispetto alla versione di san Matteo. L’introduzione e il commento sono affidati a Paolo D’Andrea.