Centrale nucleare a pochi km dal confine, il sindaco di Gorizia: «Siamo preoccupati. Zona sismica»
Confronto tra il sindaco di Gorizia e ORA! Gorizia sulla centrale di Krško tra sicurezza, controlli internazionali e gestione del rischio.
GORIZIA - Si accende il confronto istituzionale e politico attorno alla centrale nucleare di Krško, in Slovenia, dopo la presa di posizione del sindaco di Gorizia e la successiva replica dell’associazione ORA! Gorizia. Al centro del dibattito ci sono sicurezza, monitoraggi e gestione del rischio dell’impianto situato a poco più di 100 chilometri dal confine italiano.
La posizione del sindaco di Gorizia
Il sindaco Rodolfo Ziberna ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla centrale di Krško, evidenziando preoccupazioni legate alla vicinanza dell’impianto al confine italiano e alla sua lunga operatività.
Nel suo intervento vengono richiamati elementi come la presenza di numerosi reattori in Europa e la necessità di aggiornare le valutazioni sulla sicurezza, anche alla luce di studi recenti sulla sismicità dell’area. Viene inoltre sottolineata l’importanza di una maggiore trasparenza sui dati tecnici e di un coordinamento più stretto sui piani di emergenza tra Italia e Slovenia.
La replica di ORA! Gorizia
Di segno opposto la posizione di ORA! Gorizia, che invita a mantenere il confronto su un piano tecnico-scientifico, basato su dati certificati e sui sistemi di controllo internazionali già attivi.
Secondo l’associazione, la centrale di Krško sarebbe sottoposta a verifiche multilivello, che includono aggiornamenti tecnologici, controlli dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e stress test europei già superati.
Viene inoltre evidenziato che la valutazione del rischio sismico rientra in un monitoraggio continuo, senza che emergano elementi tali da modificare lo stato operativo dell’impianto. Il nodo della gestione del rischio
Il confronto si concentra anche sulla gestione del rischio e sulla comunicazione istituzionale. Da un lato viene posta l’attenzione sulla necessità di cautela e aggiornamento dei protocolli di sicurezza; dall’altro si ribadisce la centralità delle autorità tecniche internazionali nella supervisione del settore nucleare.
ORA! Gorizia sottolinea inoltre che esistono già accordi di cooperazione tra Italia e Slovenia in materia di sicurezza nucleare, ritenuti sufficienti sul piano della collaborazione transfrontaliera.
Il nodo della sicurezza e della cooperazione
Il confronto si concentra anche sulla gestione della sicurezza e sulla comunicazione istituzionale. Da un lato viene posta l’esigenza di rafforzare prevenzione e informazione sul territorio, dall’altro si richiama la centralità delle autorità tecniche internazionali.
ORA! Gorizia sottolinea inoltre l’esistenza di accordi di cooperazione tra Italia e Slovenia già attivi dal 2010 in materia di sicurezza nucleare, ritenuti adeguati sul piano della collaborazione transfrontaliera.