Esce a Gorizia il libro di Covaz e Goljevscek sulla locanda La Luna
Il volume ripercorre la storica locanda di via Oberdan e le tradizioni culinarie del Goriziano. Già nelle librerie.
GORIZIA - È arrivato nelle librerie cittadine il nuovo libro firmato da Roberto Covaz e Celestina Goljevscek, un volume che mette insieme ricette, memorie familiari e frammenti di storia locale per raccontare il Goriziano attraverso la cucina e le persone che ne hanno custodito le tradizioni.
Il libro, appena pubblicato, nasce da un lavoro di raccolta durato 2 anni e prende forma attorno alla vicenda della Luna, storica locanda-albergo di via Oberdan, un luogo che attraversa più generazioni e che diventa il punto di partenza per ricostruire usi, sapori e storie umane del territorio.
La Luna e una storia che parte dall'Ottocento
La vicenda della struttura affonda le radici nel 1876, quando Antonio Cadorini apre l'albergo con locanda alla Luna, allora in contrada della caserma, oggi via Oberdan. Decenni dopo, il 1 gennaio 1956, la gestione passa a Milan Pintar, nato a San Floriano e all'epoca trentatreenne.
È proprio alla Luna che prende forma anche il legame tra Milan e Celestina Goljevscek. Lei stessa, che ancora oggi porta avanti la tradizione familiare, frequentava quel luogo già nel 1956-57: con la sua famiglia si fermava lì per la merenda quando passava da Gorizia diretta a Gargaro da Faedis.
Dal 25 settembre 1960, data del matrimonio con Milan, Celestina è stabilmente alla Luna. Quest'anno, il 1 settembre 2026, compirà 85 anni. Una presenza lunga 66 anni, scandita dall'accoglienza di generazioni di visitatori e da un patrimonio di racconti che ora entra anche in forma scritta.
Come nasce il volume
L'idea del libro, secondo quanto ricostruito attorno al progetto, è partita dalla figlia Elena già prima del periodo Covid. Il nodo era trovare la forma giusta e la persona adatta per trasformare quel materiale di memorie, ricette e aneddoti in un'opera organica.
La collaborazione con Roberto Covaz è nata proprio da qui, grazie al suo lavoro seguito nel tempo su temi legati alla storia e alle tradizioni del territorio. Il volume è stato costruito attraverso numerosi incontri, la selezione delle fotografie e la raccolta dei racconti di Celestina, con l'obiettivo di unire il piano umano a quello gastronomico.
Non si tratta quindi di un semplice ricettario, ma di un libro che usa le preparazioni della tradizione come filo conduttore per parlare di uomini, donne e luoghi del Goriziano.
Il valore culturale per la città
Sul significato dell'uscita editoriale è intervenuto l'assessore comunale alla Cultura Fabrizio Oreti, che ha collegato il libro al più ampio patrimonio storico e identitario della città. Il riferimento è a una Gorizia che, anche attraverso l'enogastronomia e le sue realtà storiche, continua a raccontare il proprio passato in dialogo con il presente, nel contesto che l'ha vista insieme a Nova Gorica prima capitale europea della cultura condivisa tra due città di due Stati.
Oreti ha inoltre ricordato che di recente il Ministero della Cultura ha assegnato a Gorizia un contributo economico come "città che legge". Il progetto premiato dal Comune ruota attorno alla metafora del Giardino Civico della Lettura, pensato come un ecosistema urbano in cui collaborano biblioteche, scuole, librerie, associazioni, cittadini, centri anziani e partner sloveni.
In questo quadro, il nuovo volume di Covaz e Goljevscek viene indicato come parte del patrimonio culturale locale, perché lega la memoria della città a un linguaggio quotidiano e riconoscibile come quello della tavola.
Il libro è disponibile nelle librerie di Gorizia.