Gorizia ricorda Giulio Regeni: una panchina gialla a Santa Chiara e il docufilm al Kinemax
Presenti i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni. L'iniziativa coinvolge le università di Udine, Trieste e Nova Gorica.
GORIZIA - Una panchina gialla nel chiostro del polo universitario di Santa Chiara e, subito dopo, la proiezione del docufilm al Kinemax: Gorizia ha ricordato oggi, 25 giugno 2026, Giulio Regeni nel decimo anniversario della sua uccisione, con un'iniziativa alla presenza dei genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni.
La panchina porta la scritta “In ricordo di Giulio Regeni” ed è stata collocata dall’Università di Udine nella sede goriziana dell’ateneo. Il gesto nasce da un’idea di don Alberto De Nadai, condivisa con l’università friulana e con gli atenei di Trieste e di Nova Gorica, con il patrocinio del Comune di Gorizia. L’obiettivo è lasciare in città e dentro uno spazio universitario un segno permanente di memoria, legato alla figura del giovane ricercatore friulano originario di Fiumicello e alla richiesta di verità portata avanti dalla famiglia.
La cerimonia nel chiostro di Santa Chiara
All’inaugurazione erano presenti, oltre ai genitori di Giulio, don Alberto De Nadai e Antonella Tripani, fondatore e volontaria della comunità Arcobaleno, che avevano operato con Regeni quando era stato sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Fiumicello. Per l’Università di Udine hanno partecipato le delegate alla sede di Gorizia Renata Kodilja e alle pari opportunità Laura Zanin; per l’Università di Trieste la delegata alle politiche per la comunità studentesca Giulia Caccamo; per l’Università di Nova Gorica il delegato Marco Acri. Presenti anche l’assessore comunale Patrizia Artico, don Luigi Fontanot, già parroco di Fiumicello, e la rappresentante degli studenti di Relazioni pubbliche della sede goriziana dell’ateneo udinese, Gaia Soncin.
Renata Kodilja ha spiegato che per l’Università di Udine la panchina rappresenta un segno tangibile che unisce il ricordo del ricercatore, il valore della libertà di studio e l’impegno sui temi sociali in chiave inclusiva. Secondo Kodilja, il nuovo spazio richiama studentesse e studenti al potenziale del sapere e al pensiero critico in difesa della libertà intellettuale e dei diritti umani.
Laura Zanin ha sottolineato invece il valore quotidiano della panchina, destinata a diventare parte della vita dell’ateneo e luogo attraversato da studenti, ricercatori, docenti e cittadini. Per la delegata alle pari opportunità, proprio questa presenza costante può trasformarla in un presidio di memoria e in uno strumento educativo per ricordare che libertà di ricerca, di pensiero e di espressione vanno tutelate.
Il docufilm al Kinemax
Dopo la posa della panchina, il ricordo di Giulio Regeni è proseguito con la proiezione del docufilm “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” al Kinemax, che secondo quanto riferito era gremito in ogni ordine di posti.
Anche questo appuntamento è stato promosso congiuntamente dalle tre università, sempre con il patrocinio del Comune di Gorizia. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale “Le università per Giulio Regeni. Un’iniziativa per la libertà di ricerca”, sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo con Fandango e Ganesh produzioni.
A introdurre la visione del film sono stati gli stessi Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme a Renata Kodilja per l’Università di Udine, Giulia Caccamo per l’Università di Trieste, Marco Acri per l’Università di Nova Gorica, la vicesindaca di Gorizia Chiara Gatta e don Alberto De Nadai.
Un'iniziativa condivisa tra atenei e città
Nel caso della panchina gialla, il segno lasciato a Santa Chiara resta legato a un messaggio preciso: ricordare Giulio Regeni in un luogo frequentato ogni giorno dalla comunità universitaria e cittadina, affiancando alla memoria pubblica un momento di approfondimento come il docufilm proiettato al Kinemax.