Hydro Feltre, Fiom: salvati 36 posti ma la vertenza non è chiusa

Nel comunicato sindacale si chiedono ricollocazioni rapide per gli esclusi e nessun licenziamento coatto.

A cura di Web Team Web Team
16 ottobre 2026 16:05
Hydro Feltre, Fiom: salvati 36 posti ma la vertenza non è chiusa -
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Giù le mani dalla dignità dei lavoratori Hydro! La nostra storia non si cancella con un titolo di giornale.

La Fiom e le lavoratrici e i lavoratori della Hydro (ex Metallurgica Feltrina) respingono al mittente con sdegno la narrazione superficiale e disfattista di certa stampa. Definire questa drammatica vertenza con frasi fatte come "cala il sipario" o decretare la fine della storia industriale del territorio è ingiusto, ingeneroso e inaccettabile. È un insulto frontale a chi, per un anno intero, da solo e sotto la pioggia e il sole nei presidi, ha scioperato e lottato contro la scelta criminale di una multinazionale che ha deciso di desertificare un territorio per mero profitto.

Hydro Feltre, Fiom: salvati 36 posti ma la vertenza non è chiusa

La vertenza Hydro secondo Fiom

I lavoratori sono rimasti soli. Questo è il dato politico macroscopico. In un Paese che si riempie la bocca di vuoto slogan "sovranisti", la realtà è che non esiste uno straccio di legge per fermare lo strapotere delle multinazionali. Non ci sono strumenti per impedire le chiusure, ma solo cerotti per attenuare il massacro sociale.

La Fiom e i lavoratori hanno strappato con la lotta un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Lì abbiamo assistito alla solita, ipocrita sfilata della politica: "L'alluminio è un settore strategico per il Paese", diceva il Governo. Allora la domanda la poniamo noi, con forza: se è strategico, perché non nazionalizzare? La risposta è il dogma intoccabile dei padroni: "Sia mai! Siamo nel libero mercato!". E nel libero mercato, a pagare il prezzo dell'assenza di coraggio della politica sono sempre e solo i lavoratori.

Hydro Feltre, Fiom: salvati 36 posti ma la vertenza non è chiusa

Posti salvati e uscite volontarie

Nonostante il deserto normativo e istituzionale, la resistenza operaia ha imposto una parziale retromarcia: abbiamo salvato 36 posti di lavoro garantendo la continuità parziale delle attività. Non è un regalo, è il frutto della lotta. Per chi rimarrà fuori, non accetteremo un solo licenziamento coatto: si uscirà solo con la non opposizione e dietro incentivi economici congrui e pesanti.

Adesso basta con la retorica sulle "politiche attive" e il rifiuto ideologico dei sussidi al reddito ("Sia mai il sostegno economico!"). Chiamiamo direttamente in causa le aziende del territorio e Confindustria: ora spetta a voi muovervi. Dimostrate nei fatti la tanto decantata "responsabilità sociale d'impresa" che sbandierate nei convegni. Esigiamo la ricollocazione immediata e a tempo breve di ogni singolo lavoratore rimasto escluso. Non tollereremo meline o promesse a vuoto.

L'appello a imprese e istituzioni

La realtà è sotto gli occhi di tutti: le multinazionali comandano, la politica scappa o dichiara la propria impotenza, e i lavoratori sono costretti a difendere da soli la propria vita, il proprio futuro e la propria dignità. Nessuno si azzardi a liquidare con leggerezza o a fare il funerale alla gloriosa Metallurgica Feltrina. Prima di sentenziare, la politica e le istituzioni si guardino allo specchio e facciano un bagno di vergogna.

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La Hydro non è un capitolo chiuso! Feltre, 16 ottobre 2026 Segreteria FIOM CGIL e RSU Hydro

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