I Solisti Veneti per il FAI 2026: dal Castello di Avio a Milano, sette tappe fino al 2 ottobre
La settima edizione prosegue dopo l’anteprima del 7 luglio a Torreglia: in programma concerti nei Beni FAI con visita guidata facoltativa.
PADOVA - Dopo l’anteprima del 7 luglio 2026 a Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, entra nel vivo la settima edizione di “I Solisti Veneti per il FAI”, il ciclo che porta la musica nei Beni del Fondo per l’Ambiente Italiano. Il calendario prosegue con sette concerti tra agosto e ottobre in sei luoghi storici tra Trentino, Lombardia, Piemonte e Veneto, con visite guidate facoltative prima di ogni serata.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e mantiene la stessa formula delle passate edizioni: concerti costruiti in relazione al luogo che li ospita, tra ville, castelli e dimore storiche. Dopo l’apertura veneta a Villa dei Vescovi, il percorso tocca il Castello di Avio a Sabbionara d’Avio, Villa Necchi Campiglio a Milano, Palazzo Moroni a Bergamo, Villa e Collezione Panza a Varese e il Castello di Masino a Caravino.
La direzione artistica e musicale è affidata al maestro Giuliano Carella. Il filo dell’edizione 2026 attraversa repertori e forme d’ascolto differenti: musica da camera, pagine ispirate alla tradizione spagnola, Mozart, Vivaldi, il Barocco per archi e basso continuo e infine Bach.
Le prossime date del festival
Il primo appuntamento dopo l’anteprima è fissato per 22 agosto al Castello di Avio, in Trentino, con “Armonie sonore”. Il programma propone musiche di Marin Marais, Georg Philipp Telemann, Alessandro Rolla, Fernando Carulli e Max Reger. Protagonisti Mario Paladin, prima viola de I Solisti Veneti, e Fabio Merlante, alla tiorba e alla chitarra dell’Ottocento. Il concerto punta sulla dimensione cameristica e sul dialogo ravvicinato tra strumenti diversi.
Il 27 agosto il festival arriva a Villa Necchi Campiglio, a Milano, con “Memorie ispaniche”, dedicato alla Spagna reale e immaginata. In programma “La Oración del Torero” di Joaquín Turina, “Memories of Spain” di Gaspar Sanz e Daniel Fortea per chitarra e archi, il “Concierto de Aranjuez” di Joaquín Rodrigo nella versione per chitarra e archi e “La Musica Notturna delle Strade di Madrid” di Luigi Boccherini. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella sarà solista il chitarrista Massimo Scattolin.
Il 4 settembre Palazzo Moroni, a Bergamo, ospita “Il flauto magico”, omaggio cameristico a Wolfgang Amadeus Mozart attraverso i quattro Quartetti per flauto, violino, viola e violoncello: il Quartetto in re maggiore KV 285, il Quartetto in do maggiore KV 285b, il Quartetto in sol maggiore KV 285a e il Quartetto in la maggiore KV 298. L’esecuzione è affidata all’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti.
Da Varese a Caravino fino alla chiusura a Milano
Tra le tappe del festival c’è anche Villa e Collezione Panza, a Varese, inserita nel percorso 2026 insieme agli altri Beni FAI coinvolti. Il cartellone prosegue poi il 27 settembre al Castello di Masino, a Caravino, con “Dissertazione armonica”, programma centrato sulla scrittura per due violini e basso continuo e sul virtuosismo violinistico del Settecento.
Il concerto attraversa la sonata barocca con pagine di Tomaso Albinoni, Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi, fino a Giuseppe Tartini e alla Sonata in sol minore “Il Trillo del Diavolo”, proposta nella versione per violino, archi e basso continuo. Sul palco l’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, formato dalle prime parti dell’orchestra.
La chiusura è in programma il 2 ottobre a Villa Necchi Campiglio, di nuovo a Milano, con “Il clavicembalo di Bach”, primo concerto dell’integrale dei Concerti per uno, due, tre e quattro clavicembali di Johann Sebastian Bach. Il programma comprende il Concerto in la maggiore BWV 1055, il Concerto in fa minore BWV 1056 e il Concerto in re maggiore BWV 1054, tutti per clavicembalo e archi.
Il progetto tra musica e patrimonio storico
La rassegna conferma una formula che unisce ascolto musicale e conoscenza dei luoghi. Ogni appuntamento, infatti, è preceduto da una visita guidata facoltativa del Bene FAI che ospita la serata. L’idea è quella di costruire un percorso in cui architettura, storia, paesaggio e repertorio dialogano in modo diretto.
L’anteprima del 7 luglio a Villa dei Vescovi era stata dedicata al teatro musicale e alla riscoperta del repertorio lirico, sacro e profano del Settecento, con musiche di Antonio Caldara e Baldassare Galuppi. Il festival 2026 prosegue ora lungo un itinerario che allarga il raggio oltre il Veneto, mantenendo però al centro l’ensemble padovano.
Per il concerto finale del 2 ottobre, accanto a I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, è annunciato Roberto Loreggian al clavicembalo, interprete scelto per il primo tassello dell’integrale bachiana prevista dal progetto.