Infermieri dall’Argentina e dal Ghana, il Pd Fvg: «Primo passo, ma non basta»

Valentina Francescon commenta il progetto pilota annunciato dalla Regione: il nodo riguarda anche medici, edilizia, manifattura e servizi.

29 agosto 2026 17:27
Infermieri dall’Argentina e dal Ghana, il Pd Fvg: «Primo passo, ma non basta» -
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TRIESTE - Il progetto pilota annunciato dalla Regione per attrarre infermieri dall’Argentina e dal Ghana in Friuli Venezia Giulia viene giudicato dal Pd Fvg un primo segnale, ma ancora insufficiente rispetto alla carenza di personale che coinvolge sanità e mondo del lavoro. Per la responsabile regionale Lavoro ed economia del partito, Valentina Francescon, la misura della Giunta Fedriga non può fermarsi ai 15 infermieri inizialmente previsti.

Secondo Francescon, la difficoltà non riguarda soltanto gli organici sanitari. Oltre agli infermieri, mancano anche medici e, più in generale, lavoratori in comparti come servizi, manifattura ed edilizia. Un problema che, nella lettura del Pd, incide direttamente sulla tenuta economica e sociale del territorio regionale.

Il riferimento è al piano illustrato dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi per cercare personale sanitario all’estero, tema che in Friuli Venezia Giulia si intreccia con la più ampia emergenza della carenza di operatori. Sullo sfondo c’è anche il dossier dei infermieri in FVG, già al centro del confronto politico e istituzionale nelle ultime settimane.

La posizione del Pd Fvg

Per Francescon, l’iniziativa della Regione rappresenta "un primo timido passo", ma servono misure "molto più incisive". L’esponente dem sostiene che la risposta non possa limitarsi a un intervento numericamente ristretto, perché il fabbisogno di personale è più ampio e tocca diversi settori produttivi oltre alla sanità.

Nella sua valutazione, il problema si è aggravato anche per la mancanza di interventi adeguati negli anni passati. Da qui la convinzione che non sia realistico pensare a un’inversione rapida della dinamica demografica e che, per questo, i flussi di lavoratori stranieri possano rappresentare una parte della risposta, insieme a politiche rivolte all’occupazione giovanile e femminile.

Non solo sanità: servizi, manifattura ed edilizia

Il punto sollevato dal Pd è che la carenza di personale non si esaurisce nel sistema sanitario. Francescon cita infatti anche la mancanza di medici e di migliaia di addetti nei servizi, nella manifattura e nell’edilizia, indicando un quadro che riguarda l’intero sistema produttivo regionale.

Secondo l’esponente dem, senza un intervento strutturale il Friuli Venezia Giulia rischia un progressivo indebolimento sul piano economico e sociale. La questione, aggiunge, riguarda la sostenibilità complessiva di un territorio che oggi fatica ad attrarre nuova forza lavoro.

Il nodo dei lavoratori stranieri

Nel commento al progetto regionale, Francescon sottolinea che l’arrivo di lavoratori dall’estero non dovrebbe essere letto come un tema da contrapposizione ideologica, ma come una questione concreta di programmazione. A suo avviso, regolare, indirizzare e gestire questi ingressi dovrebbe essere un compito primario delle istituzioni nazionali e regionali.

Per il Pd Fvg, quindi, il reclutamento di personale da Paesi come Argentina e Ghana può essere utile, ma solo se inserito in una strategia più ampia, capace di dare risposte sia alle imprese sia al sistema dell’assistenza alla persona. Nelle parole di Francescon, non si tratta di un "banale affare di migranti", ma di una leva necessaria per rispondere ai bisogni del territorio e del mercato del lavoro regionale.

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