Isobel trovata morta in un canalone: era scomparsa sul Cammino retico

Isobel, escursionista inglese di 68 anni, trovata morta dopo due giorni di ricerche sul Cammino retico.

12 giugno 2026 08:07
Notizia verificata · Fonti: cnsas.veneto.it, vigilfuoco.it · Vedi fonti
Isobel trovata morta in un canalone: era scomparsa sul Cammino retico -
Condividi

AGGIORNAMENTO ORE 08:37

È stata ritrovata ieri senza vita l'escursionista neozelandese cercata senza sosta in questi giorni in Valle di Seren, dopo che la 68enne non si era presentata nella struttura prenotata per la sera di martedì ad Alano di Piave, dove doveva pernottare conclusa la tappa del Cammino retico. Ieri mattina una sessantina di persone si è ritrovata alle 7 al campo base di Rasai per distribuirisi nelle zone predisposte già il giorno precedente, in base alle indicazioni dell'Imsi Catcher dell'elicottero della Guardia di finanza di Venezia: tre punti dislocati in Val del Avien. Le squadre sono partite con i mezzi, per poi proseguire a piedi. L'elicottero dei Vigili del fuoco ha effettuato una perlustrazione, seguito da quello della Guardia di finanza, che ha nuovamente confermato l'area.

Ritrovata senza vita escursionista neozelandese
Ritrovata senza vita escursionista neozelandese

Per un ulteriore restringimento del punto di ricerca, si è alzato in volo il drone dei Vigili del fuoco dotato di Lifeseeker, che ha spostato la zona a 150 metri di distanza dall'ultima indicazione. Una ventina di soccorritori si è quindi ritrovata lungo un tracciato distante dal percorso del Cammino. Guidate sulla verticale dal confronto drone-cellulare, che ancora suonava, due squadre si sono calate sul ripido pendio boscato a fianco del sentiero, finché non sono stati rinvenuti una giacca e un berretto, e, poco piu a valle, non è stato ritrovato il corpo senza vita della donna, nonché il cellulare più in basso. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura, la salma è stata imbarellata e issata a monte con manovre di corda per un centinaio di metri, trasportata alla macchina e da lì al campo base, per essere affidata al carro funebre.

Non è stato possibile far intervenire l'elicottero per la presenza di alcuni cavi molto alti delle teleferiche. Da una prima ipotesi la donna, vista ritornare in direzione di Seren da Caupo verso le 13 di martedì, incamminatasi lungo il Cammino retico, potrebbe avere sbagliato sentiero seguendo a un bivio il tracciato errato, finché non è scivolata per un centinaio di metri. Erano presenti il Soccorso alpino di Feltre, Pedemontana del Grappa, Prealpi Trevigiane, Arsiero, Recoaro - Valdagno, il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina, Auronzo e Passo Rolle e i Vigili del fuoco. I droni di Cnsas, Sagf e Vigili del fuoco, le unità cinofile della Polizia di Moena, della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco.

AGGIORNAMENTO ORE 07:00

ALANO DI PIAVE – Si sono concluse nel modo più doloroso le ricerche di Isobel, l’escursionista inglese di 68 anni che non si era presentata nella struttura ricettiva dove avrebbe dovuto pernottare al termine di una tappa del Cammino retico. La donna è stata trovata senza vita nella giornata di giovedì 11 giugno, dopo due giorni di ricerche in un’area impervia del Bellunese.

L’allarme era scattato quando la struttura in cui era attesa non l’ha vista arrivare. Da quel momento sono state avviate le operazioni di ricerca, con il coinvolgimento di soccorritori, Vigili del fuoco, Guardia di finanza e Soccorso alpino.

La partenza dalla Valle di Seren

Isobel era partita la mattina del 9 giugno dal bed and breakfast che aveva prenotato in località Stalle, nel territorio di Seren del Grappa. La tappa prevista l’avrebbe portata dalla Valle di Seren alla Valle di Schievenin, per poi raggiungere la struttura dove avrebbe dovuto trascorrere la notte ad Alano di Piave.

Il suo arrivo era atteso intorno alle 17, ma la donna non si è mai presentata. L’assenza, unita all’impossibilità di mettersi in contatto con lei, ha fatto scattare la richiesta di intervento.

La vicenda era stata seguita fin dalle prime ore anche nell’approfondimento dedicato all’escursionista scomparsa lungo il Cammino retico nel Bellunese, quando le ricerche erano ancora in corso.

Le ricerche dopo il mancato arrivo in albergo

A segnalare la scomparsa è stata proprio la struttura ricettiva che attendeva la 68enne al termine della tappa. Un gesto rapido che ha permesso di attivare la macchina dei soccorsi e concentrare le verifiche lungo l’itinerario che la donna avrebbe dovuto percorrere.

Il Cammino retico attraversa aree di grande valore paesaggistico, ma anche tratti che possono diventare complessi in caso di difficoltà, disorientamento o caduta. Per questo le operazioni si sono concentrate su zone boschive, pendii e canaloni, dove l’individuazione di una persona dispersa può richiedere tempi lunghi e l’impiego di strumenti tecnologici avanzati.

Il tema della sicurezza in montagna e sui percorsi escursionistici resta molto attuale nel Nordest, come dimostrano anche altri interventi recenti, tra cui il caso dell’escursionista dispersa a Cortina in Val di Fanes.

Droni, elicottero e tecnologia per localizzare il telefono

La svolta è arrivata grazie al lavoro coordinato tra i droni dei Vigili del fuoco e l’elicottero della Guardia di finanza. Le squadre hanno utilizzato anche la tecnologia IMSI Catcher, che ha consentito di circoscrivere l’area in cui si trovava il telefono cellulare della donna.

Il segnale ha permesso di individuare la posizione in una zona difficile da raggiungere, sul fondo di un canalone. Una volta delimitata l’area, gli operatori del Soccorso alpino sono intervenuti per raggiungere il punto del ritrovamento.

Il recupero della salma

Dopo la localizzazione, i soccorritori hanno provveduto al recupero della salma, trasportandola in una zona accessibile per consentire alle autorità competenti di svolgere tutti gli adempimenti di legge.

Il ritrovamento ha messo fine alle speranze che avevano accompagnato due giorni di ricerche. Resta ora il dolore per la morte della 68enne e la necessità di ricostruire con precisione quanto accaduto durante il percorso.

Una tragedia che richiama l’attenzione sulla sicurezza

La morte di Isobel riporta l’attenzione sull’importanza della pianificazione delle escursioni, soprattutto quando si affrontano cammini in autonomia e in aree non sempre semplici da raggiungere.

Comunicare il tragitto, mantenere il telefono carico, portare con sé strumenti di orientamento, controllare il meteo e informare le strutture ricettive degli orari previsti di arrivo sono elementi che possono aiutare i soccorritori in caso di emergenza.

Nel Nordest, le attività di ricerca e soccorso coinvolgono spesso territori difficili, tra montagna, boschi, fiumi e aree isolate. Lo confermano anche gli interventi avvenuti lungo il Tagliamento, come il salvataggio di un giovane bloccato dalla piena a Dignano e quello dei turisti rimasti intrappolati con l’auto a Osoppo.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonti:

Verificato il: 12 giugno 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail