Isontino, Fasiolo: opere ferroviarie ferme da 20 anni e barriere antirumore mancanti

Interpellanza urgente in Regione su lunetta Italia-Slovenia, collegamenti Ronchi e protezioni vicino alle case e all’ospedale di Gorizia.

24 agosto 2026 12:29
Isontino, Fasiolo: opere ferroviarie ferme da 20 anni e barriere antirumore mancanti -
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TRIESTE - Il potenziamento della rete ferroviaria nell’Isontino torna al centro del confronto politico regionale, con una richiesta precisa: accelerare le opere ancora mancanti e intervenire su rumore e vibrazioni nei tratti vicini alle abitazioni. A sollevare il tema è la consigliera regionale Laura Fasiolo, che ha presentato un’interpellanza urgente all’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante chiedendo la convocazione immediata di Rfi.

Secondo Fasiolo, l’aumento del traffico ferroviario, destinato a crescere ulteriormente, non può ricadere sui residenti senza adeguate misure di protezione. La consigliera sostiene che ai cittadini dell’Isontino non si possa chiedere di convivere con più convogli senza risolvere criticità aperte da anni, a partire dalle opere che Rfi avrebbe dovuto completare da tempo.

Le opere indicate come ancora irrisolte

Nel dettaglio, l’interpellanza richiama i ritardi nella progettazione della lunetta internazionale Italia-Slovenia e dei collegamenti Gorizia-Ronchi Sud-Ronchi Nord, definiti ancora lontani da una soluzione. Tra i punti segnalati c’è anche la necessità di installare barriere fonoassorbenti e sistemi di protezione contro le vibrazioni lungo i tratti ferroviari che attraversano zone residenziali e centri abitati.

Fasiolo collega il tema all’aumento del traffico merci e passeggeri che interessa l’area goriziana e più in generale il corridoio che passa attraverso Gorizia, Isontino, Collio, Carso, Monfalconese e Cervignanese. Una crescita che, osserva, sarà legata anche allo sviluppo dell’attività del porto di Trieste e, nelle prospettive indicate, del nodo di Gorizia.

La richiesta alla Regione

La consigliera del Pd chiede all’assessore Amirante di attivarsi per definire con Rfi tempi e modalità degli interventi. Il nodo, nella sua ricostruzione, riguarda anche opere previste quando fu realizzato il secondo binario della linea Gorizia-Udine e che, a distanza di vent’anni, non risultano ancora completate.

Tra i casi citati c’è quello dell’ospedale Spoke di Gorizia, dove viene segnalata l’assenza di barriere antirumore e antivibrazione nelle vicinanze della linea ferroviaria. Per Fasiolo il rafforzamento del traffico su rotaia deve procedere insieme alla tutela dei cittadini che vivono o lavorano lungo i tracciati più esposti.

L’appello ai sindaci del territorio

Nella richiesta avanzata in Consiglio regionale c’è anche un invito rivolto ai sindaci dei Comuni interessati. Fasiolo sollecita un’azione più insistente nei confronti di Rfi, chiedendo almeno il rallentamento della velocità dei convogli in corrispondenza dei centri abitati, sia a destra sia a sinistra dell’Isonzo.

Il tema, nelle prossime settimane, potrebbe quindi approdare in Aula con un confronto diretto sulle opere attese nell’area isontina, sui tempi della progettazione e sulle misure di mitigazione richieste nei punti più vicini alle zone residenziali e all’ospedale di Gorizia.

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