IVIPRO DAYS 2026 a Trieste: programma, orari e come partecipare gratis
Dal 5 al 7 novembre incontri su videogiochi, cultura e territorio tra Urban Center e Sci-Fi Dome. Iscrizione gratuita, ma i posti sono limitati.
TRIESTE – Non è una fiera di videogiochi nel senso più consueto del termine, né un calendario da affrontare come una maratona di presentazioni. Gli IVIPRO DAYS 2026 portano a Trieste, da giovedì 5 a sabato 7 novembre, tre giornate dedicate a un uso preciso del videogioco: raccontare luoghi, patrimonio culturale, memorie e questioni del presente. L’accesso agli appuntamenti in presenza è gratuito, ma richiede la registrazione indicata dagli organizzatori e i posti sono limitati.
La novità che rende l’appuntamento attuale non è soltanto l’annuncio delle date: il 28 settembre IVIPRO ha pubblicato il programma completo. È quindi possibile scegliere in anticipo le sessioni e, soprattutto, distinguere i due luoghi e le due giornate con il calendario più fitto. La manifestazione, promossa dall’Associazione IVIPRO e dal Trieste Science+Fiction Festival, torna nel capoluogo giuliano per la quinta volta e si inserisce nel festival di fantascienza in programma dal 3 all’8 novembre. Per il pubblico locale è un tassello aggiuntivo di una settimana già densa di cultura digitale e immaginari contemporanei, dopo il percorso cittadino aperto da Trieste Science+Fiction Festival 2026.
Che cosa sono gli IVIPRO DAYS e a chi parlano
IVIPRO è l’acronimo di Italian Videogame Program. Il suo lavoro mette in relazione giochi, territori e patrimonio: non solo il videogioco come intrattenimento, ma come strumento per progettare esperienze culturali, tradurre identità locali e discutere come si rappresentano luoghi reali. Per questo il programma parla sia a chi gioca sia a sviluppatori, studenti, ricercatori, professionisti della cultura, enti pubblici e persone che lavorano in comunicazione, musei o turismo.
L’impianto 2026 è internazionale e diversi interventi sono in inglese. Non è un dettaglio secondario per chi deve decidere se iscriversi: le schede ufficiali segnalano la lingua dei singoli incontri. Il calendario alterna lecture, conversazioni e un focus group aperto al pubblico; non risultano annunciati tornei o aree di prova. Il valore pratico dell’evento sta quindi nell’ascolto e nel confronto, non nella possibilità di provare videogiochi.
Il filo conduttore è ampio ma concreto: come una storia locale può diventare un gioco senza ridursi a scenografia; come si conservano opere nate su supporti e server che invecchiano rapidamente; quali modelli produttivi possono sostenere gli studi indipendenti. Sono domande che parlano anche al Friuli Venezia Giulia, regione dove il rapporto fra memoria, paesaggio di confine e innovazione culturale è parte dell’identità urbana. Non a caso Trieste ospita in queste settimane eventi che intrecciano ricerca e pubblico: la guida a Trieste Next 2026 ha raccontato una città abituata a distribuire incontri e laboratori fra piazze, teatri e sedi del centro. In primavera lo stesso ponte fra divulgazione, cultura pop e tecnologia è emerso anche con Fanta Maker a Trieste.
Date, sedi e orari da segnare
Gli IVIPRO DAYS in presenza si svolgono da giovedì 5 a sabato 7 novembre. Giovedì l’appuntamento è all’Urban Center, Corso Cavour 2/2, con inizio alle 14.30. Venerdì 6 e sabato 7 il programma si sposta allo Sci-Fi Dome in piazza della Borsa. Venerdì si parte alle 10 con il saluto introduttivo; sabato il primo incontro è alle 10. Le sedi sono entrambe nel centro cittadino e distano pochi minuti a piedi una dall’altra, ma non vanno confuse: per giovedì non bisogna presentarsi in piazza della Borsa contando di trovare l’evento.
Prima delle giornate triestine è prevista una serie di preview online, in diretta sui canali di GameCvlt tra metà e fine ottobre. Il programma pubblicato da IVIPRO indica appuntamenti alle 18 il 12, 15, 17, 22, 23, 26, 28 e 29 ottobre. Sono un’alternativa utile per chi vive fuori Trieste o vuole capire prima quali temi approfondire in presenza. Le indicazioni su eventuali modalità di fruizione delle dirette vanno però ricontrollate sui canali dell’organizzazione: la pagina ufficiale conferma la serie di anteprime, non dettaglia una procedura di accesso unica.
Giovedì 5 novembre: territorio, ricerca e lavoro nel settore
La prima giornata ha un taglio soprattutto professionale. Alle 14.30 si apre con “Local Roots, Global Voices”, dedicato a localizzazione e identità regionale nei videogiochi. È uno dei passaggi più vicini al tema centrale di IVIPRO: tradurre una narrazione legata a un luogo non significa soltanto cambiare lingua, ma lavorare su riferimenti, sfumature e autenticità.
Alle 15.30 Pietro Guardini affronta la games user research applicata al patrimonio culturale: in sintesi, come verificare ciò che i giocatori comprendono e sperimentano prima che un prodotto finisca per raccontare male il luogo che vorrebbe valorizzare. Seguono, alle 16.15, un incontro su licensing, partnership e crescita sostenibile di progetti fondati su asset culturali; alle 17 Francesco Cavallari racconta la sua esperienza con Video Games Without Borders. Chiude alle 17.45 Maciej Miąsik con una riflessione sui tempi di produzione e sull’incertezza nei progetti videoludici. Per chi lavora nel settore creativo o culturale, è la giornata più mirata; per il pubblico generalista, può essere più utile scegliere invece venerdì o sabato.
Venerdì 6: memoria digitale, guerra, città e nuovi modelli
Venerdì allo Sci-Fi Dome il taglio diventa più trasversale. Alle 10.30 la game designer Dariia Selishcheva parla della creazione di giochi in un rifugio antiaereo a Kharkiv e del videogioco come forma di testimonianza; l’intervento è in inglese. Alle 11.15 Hans Böhme presenta “The Berlin Apartment”, un gioco che attraversa la storia di Berlino attraverso storie personali. Alle 12 Piotr Gnyp di GOG affronta un tema spesso sottovalutato: la conservazione dei videogiochi, fra chiusura dei server, deterioramento dei formati e perdita del codice sorgente.
Dopo la pausa pranzo, alle 14.30 Jack King-Spooner propone un intervento su memoria, racconto e interpretazione. Alle 15.15 è in programma “Videogiochi e nuovi fascismi: abbiamo un problema?”, un focus group con il pubblico: una formula diversa dalla conferenza tradizionale, che richiede disponibilità a partecipare al confronto. Alle 16.15 un dialogo fra Milano, Parigi e Roma guarda al videogioco come linguaggio per luoghi, memorie e relazioni culturali; alle 17 Andrea Basilio di Milestone interviene su “Screamer”, fra recupero di un arcade racing storico e progettazione contemporanea.
L’ultimo incontro, alle 17.45, mette al centro modelli alternativi per l’ecosistema videoludico italiano: cooperative, non profit, finanza etica, bandi e pratiche comunitarie. È l’appuntamento più indicato per chi vuole capire il lato economico del settore oltre le uscite e le grandi piattaforme. Gli organizzatori lo presentano esplicitamente come aperto anche a chi non è addetto ai lavori.
Sabato 7: scena indipendente italiana e Premio Pollicino
Sabato è la giornata più breve e probabilmente la più accessibile per chi vuole avvicinarsi al tema senza seguire l’intero percorso. Alle 10 il panel “Biodiversità indie” riunisce Lichene e Studio Ortica per ragionare su linguaggi, ricerca artistica, sostenibilità e rapporto con il pubblico nella scena indipendente italiana. Alle 11 David Capuano e Ivana Murianni raccontano “Hyperarousal”, gioco horror costruito anche attraverso ricerca, paesaggio e folklore della Val Camonica.
Alle 11.45 si tiene la cerimonia del Premio Giovanni Pollicino 2026, destinato alle migliori tesi di laurea sul videogioco e aperto a laureate e laureati di università e accademie italiane. Dalle 12 la conversazione su “1348 Ex Voto” affronta il passato come materia di ricerca, paesaggio e rappresentazione. Per studenti e per chi segue il videogioco anche sul piano storico e accademico, queste due ore concentrano bene la fisionomia dell’evento.
Come registrarsi e organizzare la presenza
La registrazione è gratuita e si effettua dal collegamento Eventbrite pubblicato da IVIPRO. Non è indicato un biglietto unico a pagamento né risultano costi di accesso nel programma ufficiale; l’avvertenza importante è la capienza: gli organizzatori segnalano posti limitati. Chi è interessato a un incontro specifico non dovrebbe quindi rimandare l’iscrizione all’ultimo giorno.
La scelta più semplice è individuare una sola sede e una fascia oraria completa. Giovedì, all’Urban Center, gli interventi sono consecutivi dalle 14.30 al tardo pomeriggio. Venerdì la pausa pranzo delle 13 permette di seguire una parte della mattina o del pomeriggio senza spezzare la visita. Sabato l’intero blocco si concentra fra le 10 e le 12. Salvare sul telefono indirizzo, orario e lingua dell’incontro evita di raggiungere la sede sbagliata o di scoprire sul posto che la sessione desiderata è in inglese.
Per gli spostamenti, il vantaggio è la centralità: Urban Center e piazza della Borsa sono raggiungibili a piedi dal cuore di Trieste. Chi arriva in treno può programmare il percorso dalla stazione con un margine, specialmente il primo giorno; chi usa l’auto dovrà verificare disponibilità e tariffe dei parcheggi nel giorno scelto, perché IVIPRO non annuncia convenzioni dedicate. Anche l’agenda del Trieste Science+Fiction Festival va controllata separatamente: i DAYS si svolgono nella sua cornice, ma iscrizione, sedi e programma qui descritti sono quelli pubblicati da IVIPRO.
Il promemoria utile prima di partire
Prima dell’uscita conviene aprire il programma aggiornato degli IVIPRO DAYS, scegliere l’appuntamento e completare la registrazione gratuita. Poi basta verificare tre elementi: sede corretta, orario di inizio e lingua. Chi non può esserci a novembre può seguire le anteprime di ottobre e monitorare gli aggiornamenti dell’organizzazione. È un appuntamento di nicchia, ma non chiuso: per Trieste offre tre giorni in cui il videogioco esce dall’idea di semplice prodotto e diventa una lente concreta per leggere territori, archivi, lavoro creativo e memoria.