Jonathan Milan fa volare il Friuli: oro mondiale e nuovo record a Shanghai
Jonathan Milan oro nell’inseguimento ai Mondiali di Shanghai e record del mondo in 3’58”850. Bronzo a Filippo Ganna.
SHANGHAI – Prima ha riscritto il limite mondiale, poi si è preso la medaglia più preziosa. Jonathan Milan è campione del mondo nell’inseguimento individuale ai Mondiali di ciclismo su pista di Shanghai: nella finale di venerdì 16 ottobre 2026 il corridore friulano ha battuto il danese Frederik Madsen, completando una giornata impreziosita dal record stabilito nelle qualificazioni. Sul podio anche Filippo Ganna, vincitore della finale per il bronzo contro Rasmus Pedersen.
Per Milan è un ritorno sulla pista preparato e desiderato, culminato in un risultato che supera persino le sue aspettative sul piano cronometrico. La soddisfazione, nelle parole affidate a un video diffuso dalla Federciclismo, è immediata: «Dire che sono molto contento è poco».
Il record mondiale arriva già nelle qualificazioni
Il primo segnale della giornata era arrivato prima della sfida per il titolo. Milan ha percorso i quattro chilometri dell’inseguimento individuale in 3’58”850, diventando il primo uomo a scendere sotto il muro dei 3 minuti e 59 secondi.
Il miglioramento è di 303 millesimi rispetto al precedente primato, che apparteneva già a lui: quel 3’59”153 ottenuto il 18 ottobre 2024 nella finale mondiale contro il britannico Josh Charlton.
A Shanghai si rinnova così l’abbinamento tra maglia iridata e primato cronometrico che aveva caratterizzato il suo oro con record del mondo ai Mondiali del 2024. Due anni dopo, il friulano torna a spostare in avanti il riferimento della specialità.
Un obiettivo della stagione, con una sorpresa sul cronometro
Milan aveva inserito il ritorno alla pista tra gli appuntamenti importanti della propria annata. Arrivare al Mondiale nelle condizioni giuste e ritrovare competitività, tanto nella prova individuale quanto nel quartetto, faceva parte del lavoro programmato.
«Era un obiettivo della stagione, rientrare su pista in questa maniera», ha spiegato l’azzurro.
L’intenzione era dare tutto fin dal primo turno. Il record, però, non era un risultato che dava per scontato: Milan ha raccontato di aver cercato la massima prestazione già in qualificazione, senza immaginare di riuscire ad abbassare nuovamente il primato.
La giornata di Shanghai aggiunge un altro successo a una stagione nella quale il friulano aveva già lasciato il segno su strada, anche con la vittoria nell’ultima tappa del Giro d’Italia a Roma.
L’argento del quartetto e lo sguardo a Los Angeles
L’oro individuale arriva dopo l’argento nell’inseguimento a squadre, conquistato il 15 ottobre insieme a Filippo Ganna, Francesco Lamon e Alessio Magagnotti. Nella finale del quartetto gli azzurri si erano confrontati con la Danimarca, salendo sul secondo gradino del podio.
Anche quel risultato occupa un posto importante nel bilancio di Milan. Il corridore lo considera un passaggio positivo nella costruzione del percorso verso le Olimpiadi di Los Angeles, con la prospettiva di continuare a far crescere la squadra.
La soddisfazione per l’individuale si accompagna quindi a quella per il lavoro condiviso nei giorni precedenti: due medaglie che raccontano il valore del suo ritorno al velodromo.
Ganna di bronzo e il confronto con i danesi
Le due finali dell’inseguimento individuale hanno riproposto la sfida tra Italia e Danimarca. Prima Ganna ha superato Pedersen per il bronzo, poi Milan ha battuto Madsen per l’oro.
Un confronto che il friulano legge attraverso il rispetto degli avversari: apprezza la competizione tra le due nazionali e riconosce ai danesi la capacità di rendere ogni sfida impegnativa.
«Sono ragazzi combattivi e anche oggi ce l’hanno fatta sudare», ha commentato Milan. Per quello che ha definito «l’ultimo sprint dell’anno», aveva deciso di cercare il massimo: ne sono arrivati un titolo mondiale e un nuovo limite da inseguire.