Kito Chain, nessun accordo a Tolmezzo: restano 19 esuberi nello stabilimento di Fusine
Incontro senza svolta tra azienda, sindacati e Rsu. Il confronto riprenderà il 5 giugno con Regione e ministero sullo sfondo.
TOLMEZZO - Si è chiuso senza passi avanti il confronto sulla crisi della Kito Chain nello stabilimento di Fusine in Valromana. Al tavolo tenuto nella sede di Confindustria a Tolmezzo, l’azienda ha confermato la procedura con 19 esuberi, mentre sindacati e rappresentanze interne hanno ribadito la richiesta di ritirare i licenziamenti annunciati e di aprire un confronto concreto sul futuro produttivo del sito.
L’incontro era atteso come un momento decisivo per verificare eventuali margini di mediazione, ma il confronto non ha prodotto la svolta auspicata dai lavoratori. Al tavolo erano presenti la direzione aziendale, le delegazioni territoriali di Fim Cisl Alto Friuli e Fiom Cgil provincia di Udine, oltre alle Rsu. Al termine della riunione, il quadro è rimasto sostanzialmente immutato, con la conferma dei 19 esuberi già comunicati nelle scorse settimane.
Dal versante sindacale viene evidenziata l’assenza di risposte ritenute adeguate sui nodi centrali della vertenza. In particolare, le organizzazioni dei lavoratori chiedono il ritiro immediato della dichiarazione di esubero, il mantenimento delle attività nello stabilimento senza trasferimenti di macchinari e l’attivazione di ammortizzatori sociali considerati adeguati alla situazione. Al centro della richiesta c’è anche un progetto industriale definito credibile e sostenibile, ritenuto indispensabile per garantire continuità occupazionale e prospettive allo stabilimento di Fusine.
La preoccupazione resta alta non solo per i dipendenti direttamente coinvolti, ma anche per le ricadute sul territorio della zona di Tarvisio. La vertenza, infatti, viene letta come un passaggio delicato per un presidio produttivo dell’area, in un contesto in cui i sindacati chiedono garanzie precise sul mantenimento dell’attività e sulla volontà dell’azienda di investire ancora sul sito.
Accanto al confronto sindacale, la gestione della crisi proseguirà anche sul piano istituzionale. Le sigle dei lavoratori hanno confermato l’intenzione di mantenere aperto il raccordo con le istituzioni regionali e con il Ministero del Lavoro, nella prospettiva di allargare il confronto e cercare una soluzione che possa ridurre l’impatto occupazionale della procedura avviata.
Un nuovo incontro è già stato fissato per il 5 giugno. In quella sede, i rappresentanti dei lavoratori attendono dall’azienda elementi concreti sia sulle misure di tutela immediata sia sulle prospettive industriali del sito di Fusine, dopo una riunione che per ora ha lasciato invariato il quadro della vertenza.