Latisana ricorda le alluvioni del Tagliamento: sei serate, mostre e una grande commemorazione finale

Dal 2 settembre al 4 novembre Latisana ricorda le alluvioni del 1965 e 1966 con incontri, mostre, esperti e nuove generazioni.

30 agosto 2026 17:42
Latisana ricorda le alluvioni del Tagliamento: sei serate, mostre e una grande commemorazione finale -
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LATISANA. Sessant’anni dopo le due alluvioni che segnarono profondamente Latisana e il territorio del basso Tagliamento, la città sceglie di non limitarsi alla commemorazione. Dal 2 settembre al 4 novembre 2026 prenderà forma un percorso articolato tra memoria storica, testimonianze, analisi degli esperti, prevenzione, sicurezza idraulica e coinvolgimento delle nuove generazioni.

Il programma è stato predisposto in occasione del 60° anniversario della seconda alluvione del 1966 e completa il percorso commemorativo già iniziato per ricordare la prima, quella del 1965.

Sono previste sei serate dedicate all’informazione e al confronto. Cinque saranno ospitate nella Ex Stazione Ippica di via Beorchia, mentre l’appuntamento conclusivo del 4 novembre si svolgerà al Palazzetto dello sport di via Bottari.

Il filo conduttore sarà quello di costruire un ponte ideale tra chi, sessant’anni fa, era giovane e visse direttamente l’alluvione e i ragazzi di oggi, chiamati a raccoglierne la memoria ma anche a confrontarsi con le questioni ancora aperte sul futuro del Tagliamento e sulla sicurezza del territorio.

Il tema del basso corso del fiume resta d’altra parte al centro del dibattito regionale: Nordest24 ha recentemente raccontato anche la nuova interpellanza sulle manutenzioni e sulle competenze lungo il basso Tagliamento.

Si parte il 2 settembre con storia, cronache e testimonianze

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 2 settembre alle 20.30, preceduto da un’anteprima alle 17.30, rivolta in particolare alle associazioni del territorio ma comunque aperta al pubblico.

La serata avrà per titolo “2 alluvioni tra storia, racconti e memoria” e vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Godina.

Le due alluvioni che colpirono Latisana saranno ripercorse attraverso fonti storiche, articoli di cronaca dell’epoca e testimonianze dirette di chi visse quei giorni.

Particolare spazio sarà dato agli articoli pubblicati dal Messaggero Veneto, ma saranno utilizzati anche materiali provenienti da altre testate regionali e nazionali.

Il progetto nasce anche dal lavoro svolto con le persone intervistate e con Piergiorgio Maurizio, che ha curato le riprese. Un contributo specifico è stato dato dalla giornalista Sara Del Sal, coautrice insieme all’assessore Sandro Vignotto del testo che sarà proposto durante la serata.

Il 16 settembre esperti a confronto sui progetti dal 1965 al 2026

Il secondo appuntamento è previsto mercoledì 16 settembre alle 20 e darà formalmente avvio alla serie degli incontri-conferenza.

Il tema sarà “Studi e progetti di mitigazione del rischio idraulico dal 1965 al 2026”.

A Latisana arriveranno diversi esperti del settore: Massimo Canali, ingegnere della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; Marco Petti, professore ordinario di Idraulica all’Università degli Studi di Udine; Giorgio Verri, anch’egli professore presso l’Università di Udine; e Mario Causero, ingegnere civile ed esperto di idraulica applicata.

L’obiettivo sarà ripercorrere oltre sessant’anni di studi, valutazioni e progetti messi a punto per affrontare il rischio idraulico sul territorio.

Il 30 settembre si parlerà di cosa accadrebbe con una nuova alluvione

Mercoledì 30 settembre l’attenzione si sposterà sulle conseguenze che potrebbe avere oggi un evento paragonabile a quello avvenuto sessant’anni fa.

La serata avrà per titolo “Un’alluvione oggi: Danni economici, ambientali e sociali. Cosa fare e come comportarsi”.

Interverrà Giorgio Mattassi, idrobiologo, ecologo e microbiologo, già direttore scientifico di Arpa Fvg.

Saranno presenti anche rappresentanti delle associazioni di categoria: Antonio Dalla Mora, presidente provinciale della Fipe di Udine, vicepresidente di Confcommercio Udine e presidente mandamentale di Confcommercio per la Riviera Friulana; Enrico Guerin, presidente di Confcommercio Federalberghi Fvg; Rosanna Clocchiatti, presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana.

A completare il quadro saranno i volontari formatori della Protezione civile di Latisana, che affronteranno la parte relativa ai comportamenti da adottare in presenza di un rischio idraulico.

Il 14 ottobre il confronto tra naturalità e opere di ingegneria

Il quarto appuntamento è fissato per mercoledì 14 ottobre alle 20.

Il titolo scelto è “La vera sfida ambientale tra naturalità e opere di ingegneria”.

Al centro della serata ci sarà uno dei nodi più complessi del dibattito sul Tagliamento: come conciliare la tutela della naturalità del fiume con le esigenze di sicurezza delle comunità che vivono lungo il suo corso.

Interverrà Alessandro Fontana, professore associato presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova.

Parteciperà inoltre una rappresentanza del gruppo di cittadinanza attiva “Noi Siamo Tagliamento - ridare spazio ai fiumi”.

Sono previsti anche altri due esperti di contratti di fiume e ingegneria idraulica, per i quali gli organizzatori sono ancora in attesa di conferma.

Il 28 ottobre la memoria passa alle nuove generazioni

Mercoledì 28 ottobre alle 20 la prospettiva cambierà ancora e lo sguardo sarà rivolto soprattutto al futuro.

L’incontro si intitolerà “La memoria del Tagliamento nelle mani delle nuove generazioni”.

Saranno coinvolti il Consiglio Comunale dei Ragazzi, una rappresentanza degli studenti di Latisana, il sindaco Lanfranco Sette, Monsignore Carlo Fant e il presidente del Comitato Alluvione Giorgio Mattassi.

Parteciperanno inoltre lo storico Enrico Fantin, presidente onorario dell’associazione La Bassa, e Hannah Farah, psicologa della Protezione civile regionale ed esperta in psicologia dell’emergenza.

L’obiettivo sarà consegnare alle nuove generazioni non soltanto il ricordo di ciò che avvenne, ma anche gli strumenti per comprendere il rischio e affrontare eventuali emergenze future.

Il 4 novembre la commemorazione solenne al palazzetto

I cinque incontri serviranno dunque ad affrontare la questione della messa in sicurezza da cinque punti di vista differenti, prima dell’appuntamento conclusivo.

Il 4 novembre, al Palazzetto dello sport di via Bottari, si terrà infatti la solenne Commemorazione del 60° anniversario dell’alluvione del 1966.

Sarà il momento conclusivo di un percorso iniziato mesi prima e destinato a mettere insieme memoria, conoscenza, prevenzione e confronto pubblico.

Una mostra che crescerà settimana dopo settimana

Il programma non si limiterà agli incontri.

Parallelamente prenderà forma una mostra articolata in diversi capitoli, che verrà costruita progressivamente di settimana in settimana fino a presentarsi completa nell’appuntamento finale del 4 novembre.

Le sezioni principali saranno tre.

La prima sarà la “Timeline”, pensata per seguire cronologicamente il trascorrere del tempo e descrivere il susseguirsi degli eventi durante le alluvioni.

La seconda sarà una sezione iconografica, costruita attraverso le testate dell’epoca e gli articoli con cui i giornali raccontarono le giornate dell’emergenza.

La terza sarà una mostra fotografica, realizzata dall’associazione “Comitato Alluvioni - 60 anni senza sicurezza” in collaborazione con il Comune di Latisana.

Le immagini dell’epoca mostreranno la portata dell’alluvione e il suo impatto su Latisana e sul centro storico, ma anche su Pertegada e su un territorio molto più ampio, che supera i confini comunali.

La mostra è stata pensata inoltre in modo da poter essere integrata con ulteriori capitoli dedicati ad altri territori appartenenti al bacino del Tagliamento.

Un percorso iniziato già lo scorso anno

Il progetto del 2026 rappresenta la prosecuzione di un lavoro iniziato un anno fa.

Il 2 settembre dello scorso anno, infatti, una prima serata-evento aveva unito una cerimonia religiosa e un momento di ricordo laico, dando avvio a un percorso incentrato non soltanto sulla memoria, ma anche sull’informazione e sulla formazione.

La scelta del Comune di Latisana è stata quella di non limitarsi a ricordare quanto accaduto nel 1965 e nel 1966, ma di utilizzare quell’esperienza per preparare i cittadini ad affrontare un possibile rischio idraulico.

Durante l’ultimo anno sono stati organizzati diversi incontri insieme alla Protezione Civile.

Le attività hanno coinvolto sia gli adulti sia i giovani studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con incontri dedicati ai comportamenti da mettere in pratica in caso di rischio idraulico.

Sette: «Un percorso che ha creato consapevolezza nella comunità»

Il sindaco di Latisana Lanfranco Sette sottolinea la continuità del progetto.

«Lo scorso anno con il 60° anniversario dell’alluvione del 1965 abbiamo avviato un percorso che ha originato una consapevolezza importante nella comunità e che non si è esaurito nella serata della celebrazione ma che è stato portato avanti in tutti questi mesi», spiega il primo cittadino.

«Prosegue quindi questo cammino di condivisione non solo a livello della nostra comunità ma anche con il coinvolgimento di diversi territori. Questa nuova serie di eventi, che ci porterà al 4 novembre, giorno in cui si celebrerà il 60° anniversario della seconda alluvione avvenuta nel 1966, sarà l’occasione per rilanciare un dialogo tra comunità territoriali e avviene in un momento particolare in cui è in corso la procedura del Documento di fattibilità delle alternative progettuali che si sta rivelando a sua volta utile anche a questo scopo».

Vignotto: «Il Tagliamento ha una doppia anima, magnifico e feroce»

A coordinare gli eventi per l’Amministrazione comunale è stato l’assessore Sandro Vignotto.

«La cosa che più mi ha colpito nel percorso di preparazione di questo 60° anniversario è stato lo straordinario e propositivo entusiasmo con cui gli ospiti hanno aderito al nostro progetto», sottolinea.

Vignotto spiega che i temi delle serate rappresentano la naturale evoluzione del lavoro di informazione e formazione sul rischio idraulico portato avanti negli anni insieme ai volontari della Protezione Civile, con una particolare attenzione rivolta ai giovani.

«Il Tagliamento è un fiume dalla doppia anima, magnifico e feroce al tempo stesso: capace di unire le sponde ma, storicamente, anche di dividere le comunità».

L’assessore individua proprio nella convivenza tra sicurezza e tutela ambientale la questione centrale: «In questi ultimi sessant’anni, il fiume ci ha posto di fronte alla vera sfida ambientale del nostro territorio: riuscire a coniugare la sicurezza con la naturalità. Questa è, prima di tutto, una sfida di civiltà».

E conclude richiamando il valore dell’empatia e della conoscenza: «E poiché la civiltà stessa nasce nel momento in cui l’uomo sa esprimere empatia per il proprio simile, sono convinto che proprio l’empatia, unita alla profonda conoscenza del nostro passato e dell’ambiente che ci circonda, sia lo strumento indispensabile per vincere le sfide del futuro».

Regione e Messaggero Veneto al fianco dell’iniziativa

Tutti gli appuntamenti sono organizzati dall’Amministrazione Comunale di Latisana.

Il programma gode di un contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della media partnership di MV80, Messaggero Veneto.

Le serate saranno tutte a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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