Escort e gig economy: il lavoro autonomo nell'era delle piattaforme digitali

Nuove regole fiscali per le lavoratrici autonome: tra emersione economica, piattaforme digitali e vuoti normativi ancora irrisolti

17 aprile 2026 03:40
Escort e gig economy: il lavoro autonomo nell'era delle piattaforme digitali -
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Il mondo del lavoro italiano sta attraversando una trasformazione silenziosa ma profonda. Accanto ai rider, ai consulenti freelance e ai content creator, esiste un'altra categoria di lavoratori autonomi che, fino a poco tempo fa, operava in una zona grigia fiscale e amministrativa: le escort. Con l'introduzione del codice ATECO 96.99.92 il 1° aprile 2025, l'Italia ha compiuto un passo formale verso il riconoscimento di un settore che genera, secondo stime del Codacons, circa 4,7 miliardi di euro annui di economia sommersa.
Un mercato reale che emerge dalla zona grigia

Nel Veneto, e in particolare tra chi cerca donne a Venezia per servizi di accompagnamento, la domanda è concreta e costante. La città lagunare, meta di milioni di turisti ogni anno, ospita da sempre un mercato attivo di servizi esclusivi. Oggi, per la prima volta, chi opera in questo settore in forma autonoma ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale, aprire una partita IVA con il nuovo codice specifico e accedere al regime forfettario, con un'imposta sostitutiva del 15% per fatturati fino a 85.000 euro annui.

La legge Merlin e il cortocircuito normativo

Il quadro legale italiano rimane tuttavia contraddittorio. La Legge Merlin del 1958 non punisce chi esercita la prostituzione in forma autonoma e volontaria, ma criminalizza severamente qualsiasi forma di intermediazione, favoreggiamento o sfruttamento, con pene fino a otto anni di reclusione. Il nuovo codice ATECO non modifica questo impianto penale: riconosce fiscalmente un'attività, senza legalizzarne le forme organizzate. Il risultato è un sistema in cui lo Stato chiede le tasse su un'attività che, nello stesso momento, non riesce a regolamentare pienamente.

Il Trentino e la domanda di professionalità

Il fenomeno non riguarda solo le grandi metropoli. Anche in contesti più raccolti come il Trentino, la richiesta di servizi di accompagnamento qualificati è in crescita. Chi cerca escort a Trento trova oggi un'offerta sempre più strutturata, con professioniste che utilizzano piattaforme digitali per gestire la propria attività in autonomia, stabilire tariffe, selezionare i clienti e tutelare la propria privacy. È esattamente il modello che il nuovo codice ATECO intende intercettare: lavoro autonomo, non intermediato, fiscalmente tracciabile.

Piattaforme digitali e nuovi standard professionali

Le piattaforme online hanno cambiato profondamente le dinamiche del settore. Come avvenuto per Uber o Deliveroo nel trasporto e nelle consegne, anche nel mondo dell'accompagnamento adulto gli strumenti digitali hanno ridotto l'intermediazione, aumentato la trasparenza e restituito alle lavoratrici un maggiore controllo sulla propria attività. Sistemi di verifica dell'identità, recensioni certificate e pagamenti tracciati sono diventati standard diffusi, in linea con le aspettative di un pubblico abituato alla qualità dei servizi digitali.

Un dibattito politico ancora aperto

Nel primo semestre del 2025 sono stati presentati in Parlamento diversi disegni di legge con approcci opposti: da un lato il modello nordico, che punta a punire il cliente; dall'altro il modello tedesco o olandese, che prevede il riconoscimento giuridico della professione con obblighi fiscali e sanitari. Nessuno dei due ha ancora trovato una maggioranza. Nel frattempo, il codice ATECO 96.99.92 resta l'unico segnale concreto che lo Stato italiano ha inviato a un settore che esiste, lavora e — finalmente — inizia a essere contato.

Il riconoscimento fiscale è solo il primo passo. La vera partita si gioca sul piano del diritto: finché la Legge Merlin non viene riformata, migliaia di lavoratrici autonome continueranno a operare in un sistema che le tassa senza davvero tutelale.


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