Le campane a morto, le famiglie in fuga: 60 anni dall’alluvione di Latisana
Latisana ricorda l’alluvione del 4 novembre 1966: sessant’anni dopo, resta il legame di amore e paura con il Tagliamento.
LATISANA (UDINE) – Le campane suonavano a morto e centinaia di famiglie dovevano lasciare le proprie case. Il 4 novembre 1966 il Tagliamento straripò, portando nella Bassa Friulana un’alluvione devastante. Oggi, sessant’anni dopo, Latisana torna a ricordare una tragedia che ha segnato la sua storia e il rapporto con il fiume.
Un rapporto fatto di appartenenza e timore: il Tagliamento è parte dell’identità della città, ma il ricordo della sua forza distruttiva continua ad accompagnare la memoria di quel giorno.
Il 4 novembre 1966 e le famiglie costrette a lasciare casa
L’esondazione trasformò il territorio attraversato dal fiume in uno scenario di emergenza. L’acqua invase gli abitati e centinaia di famiglie furono sgomberate, mentre le campane scandivano la gravità di quanto stava accadendo.
Nel ricordo dell’alluvione restano le vittime, le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e un disastro le cui dimensioni apparivano difficili persino da comprendere. Per la comunità, quella data divenne un riferimento doloroso: il momento in cui il fiume, presenza quotidiana del paesaggio, mostrò tutta la propria pericolosità.
Sessant’anni dopo, il legame con il Tagliamento
Il tempo trascorso non ha cancellato il significato di quella giornata. Ricordare l’alluvione significa tornare alla vulnerabilità vissuta da un’intera comunità, alla necessità di lasciare casa e all’incertezza sul proprio futuro.
Latisana continua ad amare il suo fiume e, allo stesso tempo, a temerlo. È questa duplice relazione a rendere l’anniversario qualcosa di più di una ricorrenza storica: il ricordo del 1966 parla anche al presente e richiama l’attenzione sulla protezione del territorio.
La memoria delle grandi alluvioni attraversa anche altre comunità del Nordest, come raccontano le iniziative di San Biagio per ricordare l’esondazione del Piave del 1966.
Una memoria che richiama alla prevenzione
Il sessantesimo anniversario offre l’occasione per riflettere sul valore della prevenzione, della conoscenza del rischio e della sicurezza delle comunità. Il ricordo di una calamità conserva infatti il suo significato quando aiuta a mantenere alta l’attenzione, anche a distanza di generazioni.
L’attenzione all’acqua e alle infrastrutture resta parte della vita del territorio: su un piano diverso dalla difesa dalle piene, a Latisana è stato recentemente annunciato il ripristino della condotta irrigua del Varmo.
Il 4 novembre 1966 resta una ferita nella storia di Latisana. Ricordarla significa rendere omaggio alle vittime e a chi perse la sicurezza della propria casa, ma anche custodire una consapevolezza: il legame con il Tagliamento richiede rispetto, attenzione e responsabilità.