Lucas muore a 6 anni nel piazzale dell’azienda, travolto dal muletto guidato dal padre
Lucas De March, 6 anni, è morto a Sedico dopo essere stato investito da un muletto nell’azienda di famiglia.
SEDICO (BELLUNO) – Il rumore dei mezzi di emergenza, il piazzale transennato, i familiari travolti da un dolore impossibile da contenere. La zona industriale di Sedico, nel Bellunese, è diventata venerdì sera il teatro di una tragedia familiare devastante: Lucas De March, un bambino di appena 6 anni, è morto dopo essere stato investito da un muletto all’interno dell’area della Meccanica De March, l’azienda di famiglia.
Il mezzo era condotto dal padre, Gabriele De March, titolare dell’attività. Una manovra di lavoro, in uno spazio conosciuto e frequentato abitualmente, si è trasformata in pochi istanti in un incidente fatale. Il piccolo si trovava nel piazzale aziendale, dove secondo le prime ricostruzioni stava giocando. L’impatto non gli ha lasciato scampo.
L’incidente è avvenuto nella serata di venerdì 8 maggio, in una fascia oraria compresa tra le 19 e le 20. L’orario esatto e la dinamica completa sono ancora oggetto di accertamento da parte della polizia, intervenuta sul posto insieme ai soccorritori e al personale incaricato dei rilievi tecnici.
Il piazzale dell’azienda, delimitato da inferriate e cancelli, era considerato un’area protetta. Proprio quello spazio, pensato per essere più sicuro rispetto all’esterno, si è però trasformato nel luogo della tragedia. Lucas, che aveva compiuto 6 anni da poco, il 20 febbraio, era presente nell’area aziendale mentre il padre stava utilizzando il muletto.
Secondo quanto emerso dalle prime informazioni raccolte dagli investigatori, il bambino sarebbe stato accidentalmente travolto dal mezzo durante una movimentazione. Resta da chiarire con precisione quale manovra sia stata effettuata e in quale punto si trovasse il piccolo negli istanti precedenti all’impatto.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono arrivati gli operatori del Suem 118, le pattuglie della polizia e il personale tecnico chiamato a effettuare gli accertamenti nell’area dell’incidente. Le condizioni del bambino sono apparse subito disperate.
Anche l’elicottero di soccorso era stato attivato per un eventuale trasporto d’urgenza, ma per Lucas non c’era più nulla da fare. Il velivolo è rientrato alla base senza poter procedere al ricovero. La morte del piccolo è stata constatata nel piazzale dell’azienda, davanti a una scena che ha lasciato sgomenti familiari, soccorritori e persone presenti.
Il corpo del bambino è rimasto a lungo nell’area aziendale mentre venivano svolti i rilievi. La salma, coperta da un telo bianco e schermata anche dalla presenza di uno dei camion dell’azienda, è stata poi trasferita all’obitorio dopo l’arrivo del carro funebre, attorno alle 20.30. Il trasferimento è avvenuto poco prima delle 21.
Le indagini sono affidate alla polizia, che ha lavorato per tutta la serata per ricostruire la sequenza dei fatti. Gli accertamenti riguardano in particolare i movimenti del bambino nel piazzale e la manovra eseguita dal padre con il muletto.
Gli investigatori dovranno stabilire quando Gabriele De March sia salito sul mezzo, quale operazione stesse svolgendo e come sia stato possibile che Lucas venisse investito senza che il padre si accorgesse in tempo della sua presenza. Il quadro, al momento, viene considerato ancora incompleto e richiede ulteriori approfondimenti.
Alcuni addetti della Meccanica De March avrebbero riferito che il bambino era solito seguire il padre in azienda. Anche questo elemento rientra nella ricostruzione del contesto in cui si è verificato l’incidente. L’obiettivo degli accertamenti è definire ogni passaggio, senza lasciare zone d’ombra su una vicenda che ha sconvolto un’intera comunità.
Nel corso della serata è arrivato anche un mezzo incaricato di recuperare il muletto coinvolto nell’incidente, destinato al sequestro per consentire gli esami tecnici. L’operazione, tuttavia, non è stata eseguita nell’immediato a causa delle difficoltà operative e del prolungarsi dei rilievi all’interno del piazzale.
L’area è stata delimitata e l’azienda è stata chiusa per permettere agli agenti di procedere con gli accertamenti. Ogni dettaglio del luogo dell’incidente, dalla posizione del mezzo agli spazi di manovra, sarà utile per comprendere la dinamica e verificare le condizioni in cui si è consumata la tragedia.
La ricostruzione dovrà tenere conto anche della conformazione del piazzale, della presenza di mezzi aziendali e dei percorsi interni. Un’indagine complessa, resa ancora più delicata dal contesto familiare in cui è avvenuto il dramma.
Subito dopo l’incidente, il padre di Lucas è stato assistito dai presenti e dai soccorritori. L’uomo è apparso sotto choc, incapace di realizzare quanto fosse accaduto. Attorno a lui si sono vissuti momenti di disperazione profonda, con i familiari richiamati dalle urla e precipitati nel piazzale.
La madre del bambino, Jennifer, è rimasta sconvolta dalla tragedia. Anche la nonna Amelia è stata vista a lungo in lacrime, mentre altri parenti sono arrivati poco dopo nell’area industriale. La scena ha colpito duramente anche chi non apparteneva alla famiglia De March: molti dei presenti non sono riusciti a pronunciare parole, altri si sono allontanati, sopraffatti dal dolore.
Nel piazzale è calato un silenzio irreale, interrotto soltanto dai pianti dei familiari e dall’attività dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. La morte di un bambino in un luogo legato al lavoro e alla quotidianità familiare ha reso il dramma ancora più difficile da accettare.
La notizia della morte di Lucas De March si è diffusa rapidamente a Sedico e nel Bellunese, provocando sgomento e commozione. Il bambino, 6 anni appena compiuti, ha perso la vita in un contesto che per la famiglia rappresentava un luogo abituale, conosciuto, parte della routine quotidiana.
La tragedia ha colpito non solo i parenti, ma anche il mondo dell’azienda e l’intera comunità locale. Nelle ore successive all’incidente, l’Ulss 1 Dolomiti ha attivato un supporto psicologico per affiancare i genitori in una fase di dolore estremo.
Anche l’amministrazione comunale ha espresso vicinanza alla famiglia. Il sindaco Christian Roldo ha fatto arrivare un messaggio di sostegno a nome della comunità, richiamando la necessità di rispetto, silenzio e presenza accanto ai familiari colpiti dalla perdita.
La morte di Lucas lascia Sedico davanti a una ferita profondissima. Un bambino che stava giocando nel piazzale dell’azienda di famiglia è stato travolto da un mezzo condotto dal padre, in una dinamica che gli investigatori stanno ancora ricostruendo con attenzione.
Restano il dolore dei genitori, lo strazio dei familiari e lo sgomento di chi ha assistito alle fasi successive all’incidente. Restano anche le domande su una manovra abituale diventata tragedia, su un piazzale chiuso che avrebbe dovuto offrire protezione, su pochi istanti che hanno cambiato per sempre la vita di una famiglia.
Gli accertamenti proseguiranno per chiarire ogni aspetto dell’accaduto. Intanto Sedico si stringe attorno ai genitori di Lucas, in un lutto che attraversa l’intera comunità e lascia spazio soltanto al rispetto per un dolore immenso.