Duecento persone alla Fornace di Mestrino per la ricerca sul diabete di tipo 1

L’iniziativa ha sostenuto la Fondazione Italiana Diabete partendo dalla testimonianza di Nicolò, atleta di 34 anni.

12 settembre 2026 08:09
Duecento persone alla Fornace di Mestrino per la ricerca sul diabete di tipo 1 -
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MESTRINO - Duecento persone si sono ritrovate alla Fornace di Mestrino per una serata benefica dedicata alla ricerca sul diabete di tipo 1, nata attorno alla storia di Nicolò, 34 anni, atleta e triatleta che convive con la malattia da quando ne aveva 18. L’iniziativa ha sostenuto la Fondazione Italiana Diabete e ha coinvolto anche il sindaco di Veggiano Nicola Zordan.

La notizia, per il territorio, sta nella partecipazione raccolta attorno a un tema sanitario che tocca molte famiglie e nel legame con Veggiano: la Fornace di Mestrino, dove si è tenuta la serata, è infatti di proprietà di un cittadino veggianese.

La storia di Nicolò e il messaggio affidato allo sport

Al centro dell’incontro c’era il percorso personale di Nicolò, che nel 2011 ha scoperto di avere il diabete di tipo 1, una patologia autoimmune che richiede il controllo quotidiano della glicemia e la somministrazione di insulina.

Da quella diagnosi, il suo cammino ha preso anche la strada dello sport. Prima il calcio, poi la corsa e infine il triathlon, scelti come modo per dimostrare che convivere con il diabete non significa rinunciare ai propri obiettivi.

Finora Nicolò ha concluso sette maratone, sei ultratrail e un IRONMAN, affrontando 3,8 chilometri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta e una maratona finale di 42 chilometri. Una prova sportiva importante, ma soprattutto un messaggio rivolto a chi vive ogni giorno con questa patologia e alle loro famiglie.

Il sostegno alla ricerca sul diabete di tipo 1

La raccolta fondi collegata alla serata è stata destinata alla Fondazione Italiana Diabete, impegnata nella ricerca di una cura definitiva per il diabete di tipo 1.

Il diabete di tipo 1 accompagna chi ne è affetto ventiquattr’ore su ventiquattro e comporta decisioni continue per mantenere sotto controllo i valori glicemici. È una condizione spesso poco visibile dall’esterno, ma con un impatto concreto e costante sulla vita quotidiana.

Proprio su questa consapevolezza Nicolò ha costruito il proprio impegno: usare lo sport per raccontare che la malattia non deve diventare un limite assoluto e, allo stesso tempo, contribuire in modo concreto al sostegno della ricerca.

Il legame con Veggiano

Nel corso della serata è intervenuto anche Nicola Zordan, sindaco di Veggiano, che ha sottolineato il valore della partecipazione e il collegamento tra l’iniziativa e il territorio.

«Quando una storia personale riesce a diventare energia per gli altri, una comunità dimostra il suo volto migliore – ha detto Nicola Zordan –. Nicolò ha scelto di non farsi definire dalla malattia, ma di trasformare una difficoltà enorme in una sfida sportiva, umana e solidale. Le duecento persone che hanno partecipato alla serata dimostrano che attorno alla ricerca e alla speranza possiamo costruire una rete vera».

Zordan ha richiamato anche il legame diretto con Veggiano: «Per noi c’è anche un elemento di particolare vicinanza: la Fornace di Mestrino appartiene a un nostro concittadino di Veggiano. È un legame che rende ancora più evidente come le comunità non finiscano ai confini amministrativi, ma siano fatte di persone, relazioni e disponibilità a mettersi in gioco».

Il sindaco ha poi aggiunto che, dal suo punto di vista, c’è motivo di orgoglio quando cittadini del territorio contribuiscono, direttamente o indirettamente, a iniziative di solidarietà e attenzione verso temi come il diabete di tipo 1.

Nella parte finale del suo intervento, Zordan ha richiamato soprattutto il messaggio rivolto ai più giovani: «Una fragilità può diventare anche una forza capace di generare qualcosa per gli altri. Sostenere la ricerca significa dare una prospettiva ai bambini, ai ragazzi e agli adulti che oggi convivono ogni giorno con il diabete. Le duecento presenze alla Fornace sono un segnale concreto».

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