Terremoto 1976, Magnano intitola la sala a Romeo Piccoli e un cippo a Bertagnolli
Omaggio all’ex sindaco che guidò il Comune nell’emergenza e al presidente Ana che organizzò i soccorsi
MAGNANO IN RIVIERA - Due luoghi della memoria pubblica portano da oggi i nomi di Romeo Piccoli e Franco Bertagnolli, figure legate alla risposta al terremoto del 1976 in Friuli. La sala del Consiglio comunale di Magnano in Riviera è stata intitolata all’allora sindaco Piccoli, mentre un cippo ricorda Bertagnolli, presidente dell’Associazione nazionale alpini negli anni dei soccorsi alla popolazione.
Le cerimonie si sono svolte sabato 20 giugno 2026 e hanno richiamato l’attenzione su due protagonisti della gestione dell’emergenza nel comune friulano. A sottolinearne il significato è stata l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenuta a margine degli appuntamenti.
Le due intitolazioni a Magnano in Riviera
La prima intitolazione riguarda Romeo Piccoli, sindaco di Magnano in Riviera nel periodo del sisma del 1976. Il Comune ha scelto di dedicargli la sala consiliare, legando così il suo nome a uno degli spazi istituzionali più rappresentativi della comunità.
Il secondo omaggio è rivolto a Franco Bertagnolli, allora presidente dell’Ana, a cui è stato dedicato un cippo commemorativo. Bertagnolli organizzò i soccorsi alla popolazione nei giorni dell’emergenza e resta una figura strettamente associata all’intervento degli alpini in Friuli.
Il ricordo della gestione dell’emergenza
Nel suo intervento, Zilli ha definito la scelta dell’amministrazione comunale «lungimirante», perché affida ai giovani il ricordo di chi seppe guidare il territorio in una delle fasi più difficili della sua storia.
L’assessore ha ricordato che Piccoli, allora molto giovane, gestì l’emergenza con fermezza, coordinando l’intervento di Ana, Esercito, Vigili del fuoco e dei numerosi volontari arrivati subito dopo il terremoto. Un passaggio che riporta alla rete di aiuti costruita in quei giorni in tutto il territorio friulano, al centro anche della memoria pubblica sul terremoto del Friuli 1976.
Il ruolo degli alpini e dei volontari
Zilli ha richiamato anche il ruolo di Bertagnolli, definendolo figura di riferimento e amico del Friuli. Da alpino, ha osservato l’assessore, ebbe la visione di istituire i “cantieri lavoro”, uno dei quali nacque proprio a Magnano in Riviera.
Secondo l’assessore, proprio da questo luogo arriva un messaggio preciso sul volontariato: la disponibilità ad aiutare diventa davvero efficace quando è accompagnata da persone capaci di guidare risorse, restare vicine alle comunità e prendere decisioni con lucidità nei momenti di crisi.
Il legame con la memoria del territorio
Nelle parole di Zilli, senza la spinta dei volontari, alpini e non solo, il Friuli non sarebbe quello che è oggi. Un’eredità fatta di solidarietà e partecipazione civile che continua a riemergere nelle ricorrenze dedicate al sisma e nelle iniziative diffuse sul territorio, come accade anche in appuntamenti comunitari di paesi vicini come il Magnano in Riviera Torneo Borghi.
L’ultimo dato concreto emerso dalla giornata riguarda proprio uno dei segni lasciati da quella stagione: tra i “cantieri lavoro” voluti da Bertagnolli, uno fu attivato proprio nel comune di Magnano in Riviera, richiamato durante la cerimonia come esempio diretto dell’organizzazione dei soccorsi dopo il sisma del 1976.