Maltempo in Friuli, raffiche fino a 100 km/h: centinaia di segnalazioni. Il bollettino
Maltempo in FVG: supercella, raffiche fino a 100 km/h, allagamenti, alberi caduti e 27 missioni della Protezione Civile.
Il Friuli Venezia Giulia fa i conti con gli effetti della violenta ondata di maltempo che ieri, mercoledì 10 giugno 2026, ha attraversato la regione provocando centinaia di segnalazioni, alberi caduti, allagamenti, raffiche violentissime e il riattivarsi di un movimento franoso nell’area di Cazzaso.
Il nuovo aggiornamento della Protezione Civile regionale, diffuso alle 6.45 di oggi, giovedì 11 giugno, conferma la portata dell’evento: la fase più intensa si è concentrata nel tardo pomeriggio, quando un forte temporale proveniente dalla pianura trevigiana è entrato in regione dalla bassa pianura pordenonese, rafforzandosi nel suo movimento verso est fino a trasformarsi in un sistema lineare capace di interessare un’ampia fascia della media pianura udinese.
Aggiornamento alle ore 07.00 del 11 giugno 2026
Sono proseguiti per tutta la notte gli interventi di soccorso tecnico urgente che i Vigili del fuoco hanno eseguito, a seguito del maltempo che ha colpito nel tardo pomeriggio il territorio regionale.
Il più colpito è stato il territorio del comando di Udine dove tra le 19.00 di ieri 10 giugno fino alle ore 07.00 di oggi 11 giugno 2026, sono stati portati a termine 110 interventi di soccorso e sempre alle ore 7.00 erano una decina le richieste ancora da evadere. Qualche allagamento, alberi, rami, elementi costruttivi caduti o pericolanti, capannoni con tetti danneggiati sono gli interventi che hanno impegnato i Vigili del fuoco del comando di Udine per tutta la notte, inoltre si segnala anche una gru di cantiere caduta, senza coinvolgere persone, presso il mercato ortofrutticolo di Udine.
Per sopperire alle numerose richieste di soccorso il personale del comando friulano smontante dal turno diurno e stato trattenuto in servizio anche per la notte.
Migliore la situazione per i comandi dei Vigili del fuoco di Pordenone e Gorizia dove nella notte sono stati eseguiti una decina di interventi di soccorso per ogni comando.
La supercella entrata dal Pordenonese e arrivata fino alle valli del Natisone
Il temporale ha fatto il suo ingresso in Friuli Venezia Giulia intorno alle 17, muovendosi dalla pianura trevigiana verso la bassa pordenonese. Nel percorso verso est il sistema si è progressivamente rafforzato, allungandosi e coinvolgendo una vasta area compresa tra il Pordenonese e la media pianura friulana, fino a raggiungere le valli del Natisone circa un’ora e mezza più tardi.
La perturbazione è stata accompagnata da grandine di piccole dimensioni e da raffiche di vento molto intense, con picchi stimati e registrati fino a 90-100 chilometri orari soprattutto a sud di Udine. Altre celle temporalesche, meno organizzate ma comunque significative, hanno interessato a più riprese le Prealpi, la pianura e la costa a ovest di Monfalcone fino alle 22, quando le piogge sono cessate sull’intero territorio regionale.
La situazione segue le criticità già evidenziate nell’allerta gialla per temporali in Friuli Venezia Giulia del 10 giugno, che aveva anticipato il rischio di fenomeni localmente intensi.
Centinaia di segnalazioni: Udine la provincia più colpita
Durante l’allerta regionale 17/2026, alla Sala Operativa Regionale e al NUE 112 sono arrivate centinaia di segnalazioni, in prevalenza dalla provincia di Udine. Le richieste hanno riguardato soprattutto cadute di alberi e rami, allagamenti localizzati, piccoli crolli e una frana.
Nel primo pomeriggio si erano già verificati allagamenti nella valle del But, in particolare nei comuni di Zuglio e Arta Terme, a causa di un forte temporale. Poi, con il passaggio della supercella nel tardo pomeriggio, le segnalazioni si sono moltiplicate lungo una fascia estesa da Sesto al Reghena fino a Premariacco, con numerosi interventi per piante abbattute o rami pericolanti.
La fotografia dell’emergenza conferma quanto già emerso nel primo bilancio del maltempo in Friuli Venezia Giulia con oltre 100 richieste di soccorso a Udine, quando i Vigili del fuoco erano stati chiamati a gestire decine di interventi in tempi molto rapidi.
I comuni interessati da allagamenti, alberi caduti, crolli e frane
Nel bollettino della Protezione Civile viene indicato l’elenco dei comuni che hanno segnalato fenomeni alla Sala Operativa Regionale. Gli allagamenti sono stati registrati ad Arta Terme, Basiliano, Pordenone, Sedegliano e Zuglio.
Le cadute di alberi e rami hanno invece interessato Bertiolo, Buttrio, Campoformido, Lestizza, Morsano al Tagliamento, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Premariacco, San Pietro al Natisone, Sesto al Reghena e Udine.
Segnalati anche crolli a Camino al Tagliamento e Doberdò del Lago, riferiti in particolare a cadute di coppi e a infrastrutture minori, tra cui un muretto in località Doberdò. A Tolmezzo è stata invece indicata una frana.
Fiumi sotto controllo, ma superate alcune soglie di attenzione
I livelli dei principali corsi d’acqua sono rimasti sotto il livello di guardia, ma nel corso dell’evento sono stati registrati superamenti della soglia di attenzione lungo le aste dei torrenti Chiarsò, But e Arzino.
In particolare, il torrente Chiarsò, all’idrometro di Ponte Lovea, ha superato la soglia di preallarme. I livelli, secondo l’aggiornamento della Protezione Civile, risultano ora in diminuzione.
Le piogge intense hanno inoltre riattivato il movimento di versante in corrispondenza dell’abitato di Cazzaso, elemento che mantiene alta l’attenzione sul fronte della stabilità dei pendii nelle aree già fragili.
Pioggia intensa: a Cazzaso 117 millimetri in 12 ore
Il quadro dei dati meteo evidenzia accumuli importanti in diverse zone della regione. Tra i valori più alti spiccano i 117 millimetri in 12 ore registrati a Cazzaso, i 94 millimetri a Tramonti di Sotto, i 93 millimetri a Paluzza, i 92 millimetri ad Avosacco, i 90 millimetri a Cedarchis e gli 87 millimetri a Villa Santina.
Nella zona udinese, la stazione di Udine S.O. ha registrato 54 millimetri in 12 ore, mentre Cividale del Friuli ha raggiunto i 52 millimetri. A Pradamano sono stati misurati 43 millimetri sulle 6 ore e 32 millimetri in un’ora, confermando la violenza dei fenomeni nella media pianura friulana.
Il peggioramento aveva interessato anche il Veneto, come raccontato nell’approfondimento sul maltempo in Veneto con vento forte, alberi caduti e tetti danneggiati, prima dell’ingresso del sistema temporalesco in Friuli Venezia Giulia.
Raffiche violentissime: Pradamano sfiora i 100 chilometri orari
Il vento è stato uno degli elementi più impattanti dell’evento. La raffica più forte è stata registrata a Pradamano, con 98 chilometri orari alle 19 di mercoledì 10 giugno. Valori molto elevati anche a Cividale T.P., con 94 chilometri orari, e a Udine S.O., dove il vento ha raggiunto i 90 chilometri orari.
Altri dati significativi arrivano da Cividale del Friuli, con 85 chilometri orari, da San Vito al Tagliamento, con 80 chilometri orari, e dal Molo Fratelli Bandiera di Trieste, dove sono stati misurati 77 chilometri orari. Sul Monte Lussari la raffica massima ha raggiunto gli 87 chilometri orari.
Questi valori spiegano la grande quantità di interventi per alberi abbattuti, rami pericolanti e danni alle infrastrutture minori, soprattutto nella fascia centrale della regione.
Fulmini e attività elettrica diffusa su tutta la regione
Il bollettino dedica spazio anche alla distribuzione dei fulmini caduti durante l’evento. La mappa allegata al documento mostra un’attività elettrica molto estesa, con concentrazioni elevate tra pianura, fascia pedemontana e aree orientali del Friuli Venezia Giulia.
L’elevato numero di celle temporalesche e la loro evoluzione rapida hanno contribuito a rendere complessa la gestione dell’emergenza, soprattutto nelle ore comprese tra il tardo pomeriggio e la serata.
Protezione Civile: 27 missioni, 100 volontari e 34 mezzi
Per fronteggiare l’emergenza, il sistema regionale di Protezione Civile ha attivato 27 missioni, con circa 100 volontari impegnati e 34 mezzi operativi sul territorio.
Le squadre hanno lavorato per liberare strade, mettere in sicurezza alberi e rami pericolanti, verificare allagamenti e supportare le operazioni nelle zone maggiormente colpite.
Un quadro che si collega anche alle attività di prevenzione e coordinamento già raccontate nel caso del premio europeo alla protezione civile transfrontaliera del Gect Euregio Senza Confini, confermando il ruolo centrale del sistema di risposta regionale nelle emergenze.
Le previsioni per oggi: Bora e nuovi rovesci in montagna
Per la giornata di oggi, giovedì 11 giugno, la Protezione Civile segnala un miglioramento del quadro generale grazie al consolidamento dell’anticiclone sull’Europa occidentale. Le correnti in quota ruoteranno da nord-ovest, risultando però ancora piuttosto fredde e lievemente instabili.
In mattinata non sono attese piogge significative, mentre soffierà Bora moderata in pianura e sulla costa occidentale, più sostenuta tra Trieste e Monfalcone. Nel pomeriggio, l’aria fresca in quota potrà favorire qualche rovescio sparso in montagna, con possibili locali interessamenti delle zone di pianura verso sera. La Bora tenderà poi a calare progressivamente di intensità.
L’attenzione resta alta, soprattutto nelle aree già colpite da allagamenti, alberi caduti e versanti instabili.