Manifesti contro i ritiri in Trentino: protesta animalista davanti a quattro stadi
Cartelloni affissi a Padova, Vicenza, Verona e Torino per contestare i ritiri estivi delle squadre nella provincia di Trento
TRENTO - La protesta contro la gestione degli orsi in Trentino si sposta ora sul terreno dei ritiri calcistici estivi. Nelle ultime ore sono comparsi cartelloni all’esterno di quattro impianti sportivi, con un messaggio rivolto alle società che nelle prossime settimane sono attese in provincia di Trento per la preparazione precampionato.
L’iniziativa è stata rivendicata da Centopercentoanimalisti, che ha scelto di affiggere i manifesti davanti agli stadi Euganeo di Padova, Menti di Vicenza, Bentegodi di Verona e Olimpico di Torino. Il bersaglio dell’azione non sono i club in quanto tali, ma la scelta di svolgere il ritiro in Trentino, contestata dagli attivisti per le politiche adottate sul fronte della fauna selvatica.
Sui cartelloni compare uno slogan diretto contro la destinazione dei ritiri: un invito a non raggiungere il Trentino, associato alla polemica per l’abbattimento degli orsi. La campagna chiede alle società di rivedere la programmazione estiva e di non partecipare ai soggiorni sportivi nella regione fino a un cambio di linea da parte dell’amministrazione sul rapporto con gli animali selvatici.
L’azione ha toccato Padova, Vicenza, Verona e Torino, cioè le città delle squadre richiamate nella protesta. Si tratta di una contestazione dal forte valore simbolico, perché la macchina organizzativa dei ritiri estivi è in larga parte già avviata e molte sedi di allenamento sono state programmate con anticipo. Per questo, almeno nell’immediato, appare difficile che l’iniziativa possa modificare il calendario delle preparazioni.
Il tema resta però politicamente e mediaticamente sensibile in Trentino, dove la presenza degli orsi continua a generare scontri tra istituzioni, mondo animalista e opinione pubblica. La scelta di spostare la protesta davanti agli stadi amplia il raggio della contestazione e prova a coinvolgere anche il sistema sportivo, colpendo una vetrina molto visibile dell’estate trentina.
Per ora non sono stati annunciati sviluppi ulteriori oltre all’affissione dei manifesti, ma il messaggio lanciato dagli attivisti punta a inserirsi nel periodo in cui i club definiscono gli ultimi dettagli dei ritiri per la stagione 2026/2027. Resta da capire se la campagna si fermerà a questa forma di pressione pubblica o se verranno organizzate nuove iniziative nelle località che ospiteranno le squadre.