Marghera, sciopero in bioraffineria: 70 addetti degli appalti chiedono risposte a Eni
Protesta di Welding Duebi, Marcato e Alessandrin per il fine appalto della parte meccanica. Fiom: se nulla cambia, incontro col prefetto.
MARGHERA – Nuova mobilitazione alla Bio Raffineria: questa mattina i lavoratori delle ditte in appalto Welding Duebi, Marcato e Alessandrin hanno incrociato le braccia per due ore, denunciando l’assenza di risposte da parte della committente Eni sul futuro dell’appalto della parte meccanica, in scadenza e legato – secondo le stime sindacali – a circa 70 addetti.
La protesta nasce dall’incertezza che, a poche settimane da maggio, continua a gravare sulla continuità lavorativa delle maestranze impegnate nello stabilimento. I lavoratori, spiegano i rappresentanti sindacali, non hanno ancora indicazioni chiare su cosa accadrà al termine del contratto e se potranno proseguire l’attività a Marghera.
Lo stop e la richiesta di un confronto
Lo sciopero, sottolinea la Fiom, è stato una scelta non priva di conseguenze: due ore di fermata equivalgono a una rinuncia economica, decisa per contestare quello che il sindacato definisce un “teatrino” che alimenta tensione e precarietà. Nel mirino c’è il silenzio dell’azienda, che i metalmeccanici giudicano “inaccettabile” alla luce del ruolo di Eni e della natura pubblica della partecipazione.
“Le famiglie coinvolte esigono risposte: tenere tutti con il fiato sospeso è un’operazione che non ci aspetteremmo da un’azienda a partecipazione pubblica”, afferma Michele Valentini, segretario generale della Fiom metropolitana di Venezia. Il sindacato richiama anche il tema degli appalti “al massimo ribasso”, sostenendo che, in questo meccanismo, a pagare siano troppo spesso i lavoratori, tra incertezza su stipendi e continuità occupazionale.
Possibili nuove iniziative e l’ipotesi Prefettura
La Fiom avverte che, in assenza di “notizie utili a rasserenare l’ambiente”, nei prossimi giorni potrebbero arrivare ulteriori iniziative sindacali. Tra le ipotesi, la richiesta di un incontro con il prefetto di Venezia, per affrontare una vertenza che – secondo il sindacato – non riguarda soltanto l’occupazione.
Sicurezza e ricadute sul territorio
Nella nota, i rappresentanti dei lavoratori mettono in relazione la stabilità del personale e l’organizzazione del lavoro con la sicurezza degli impianti. In un sito considerato delicato per tipologia di attività e lavorazioni, la Fiom sostiene che le condizioni in cui operano gli addetti e la continuità delle squadre siano aspetti che possono incidere anche sulla sicurezza complessiva dell’area e dei residenti.
La mobilitazione di oggi riporta quindi al centro non solo il tema della scadenza dell’appalto meccanico, ma anche la richiesta di un confronto immediato con Eni e di un coinvolgimento delle istituzioni per evitare che l’incertezza diventi la normalità.
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