Migranti, Spagnolo: in Friuli Venezia Giulia servono più controlli ai confini
La consigliera regionale di Futuro nazionale cita quasi 10mila persone assistite a Trieste nel 2025 e chiede più mezzi ai confini.
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia resta uno dei punti più esposti lungo la rotta balcanica verso l’Italia e il tema torna al centro del dibattito politico regionale. A intervenire è Maddalena Spagnolo, consigliera regionale di Futuro nazionale, che chiede un rafforzamento dei controlli ai confini e maggiori risorse per gestire gli ingressi irregolari in arrivo soprattutto attraverso Trieste e i valichi dell’area orientale.
Secondo Spagnolo, il quadro riguarda non solo il capoluogo giuliano ma anche i passaggi di Gorizia, Cividale e Tarvisio, indicati come punti di ingresso lungo il confine dopo il transito nei Balcani occidentali. La consigliera parla di migliaia di migranti irregolari in arrivo e di conseguenze che, a suo avviso, pesano sul territorio: dalla pressione sulle strutture di accoglienza fino all’impegno richiesto alle forze dell’ordine, con ricadute anche sul fronte della sicurezza.
I numeri citati per Trieste
Nel suo intervento, Spagnolo richiama il dato delle persone assistite nel 2025 a Trieste: quasi 10mila secondo quanto riportato nella nota. Una parte, aggiunge, è stata intercettata ai controlli di frontiera, mentre altri ingressi sarebbero avvenuti eludendo i controlli.
La consigliera sostiene inoltre che i respingimenti, da soli, non siano sufficienti a fermare il fenomeno, perché molti migranti tenterebbero l’ingresso più volte. Nel quadro descritto da Spagnolo continuerebbero inoltre ad agire reti criminali impegnate nel traffico di esseri umani e nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La richiesta: più uomini, mezzi e tecnologia
Nel merito delle misure da adottare, Spagnolo esclude l’ipotesi di eliminare i controlli al confine e chiede invece di intensificarli. La proposta avanzata punta su un rafforzamento degli organici e dei mezzi a disposizione, insieme a un maggiore impiego di strumenti tecnologici per il monitoraggio del territorio.
Tra i sistemi indicati figurano droni a lungo raggio, termocamere, sensori di movimento, fototrappole e videosorveglianza. La consigliera chiede anche il potenziamento dei pattugliamenti congiunti con Slovenia e Croazia, ritenuti utili per presidiare in modo più capillare l’area di frontiera.
Il nodo del Patto europeo su migrazione e asilo
Un altro passaggio dell’intervento riguarda l’applicazione del Patto europeo su migrazione e asilo. Spagnolo sollecita chiarimenti sulle procedure, citando le dichiarazioni del ministro dell’Interno austriaco secondo cui l’autorità può fornire direttamente al migrante un biglietto del trasporto pubblico per raggiungere lo Stato competente.
A questo episodio, secondo la consigliera, avrebbe fatto seguito l’arrivo in Italia e in Friuli Venezia Giulia di quattro migranti senza il rispetto di procedure o accordi bilaterali. Spagnolo aggiunge inoltre che, in base a quanto riportato dai mezzi di informazione, nella regione starebbero arrivando migranti anche da altri Paesi europei.
Per la rappresentante di Futuro nazionale, la difesa del territorio dagli ingressi non autorizzati resta una priorità nazionale che coinvolge sicurezza, legalità e rapporti con l’Europa. La richiesta conclusiva è quella di interventi immediati e concreti sul fronte dei controlli di frontiera.